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25. Roma, periferia

Ancora prati incolti dove sorgeva la Borgata Gordiani. E sullo sfondo la sfilata dei nuovi "casermoni".

Alla Borgata Gordiani gli orticelli e i pratoni sono diventati “Parco”. Ci fanno anche il calcio femminile, oltre che meritorie ricerche etno-musicologiche. E tuttavia anche qui, come negli altri luoghi che frequentavano il Tommasino di Una vita violenta con i suoi compari Lello, il Zimmìo, il Cagone, il Budda e il Zucabbo, ecco, nella immensa periferia pasoliniana le scavatrici hanno smesso di piangere, sono state divelte le reti, disseccate le marane, chiusi gli sfasciacarrozze, abbattuti i villaggetti di tuguri, né si ascoltano più in lontananza le voci dei grammofoni. Ed è come se il benessere avesse annientato la poesia. E forse saranno solo fantasie di letterati. Forse adesso tocca all’economia, alla sociologia, all’urbanistica o alla Polizia, al limite, di mettere l’ultima parola a suggello delle più profonde trasformazioni. Ma di sicuro quei pezzi un tempo estremi della città eterna, della “città di Dite”, hanno trovato un destino di fuga nel vuoto abitabile dell’omologazione e del superfluo. Quando il necessario, se non l’indispensabile, per mezzo secolo almeno ha funzionato come magnifica e cupa risorsa evocativa. «Nessun nome grazioso, nessuna bella vista o bel vedere, nessun prato fiorito o valle fiorita, o ombrosa - scrive Ennio Flaiano (sceneggiatore di Fellini) sulla toponomastica della ex periferia romana - nessuna concessione al forestiero o al viandante. Tutto parla di misfatti, di fughe, di cattivi incontri. “Il Malincontro”, “la Casaccia”, “la Chiesaccia”, “la Coccia di morto”, “il Fosso del Malpasso”, l’osteria “Pisciacavallo” o quella “della Puttanella”, “il Casale Abbruciato” e quello “della Pidocchiosa”». Di “Femmine morte” Flaiano ne contò addirittura tre e a cercar bene si trovano ancora una via “della Contumacia”, una via “Affogalasino” e una invero poco amena località scelta come ricovero da Maurizio Arena e dal leader curdo Ocalan e intitolata con graziosa ironia “l’Infernetto”. Ebbene: questa periferia ha cessato di essere tale.