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| 28. Roma, palazzoni a Monteverde
Il nucleo più vecchio della zona occupa la collina tufacea di Monteverde, la quale a sua volta fa parte delle ultime colline che si trovano sulla sponda destra del Tevere. La zona è sorta intorno a due nuclei inizialmente distinti: Monteverde Vecchio, che occupa principalmente la sopracitata collina, e Monteverde Nuovo, che incominciò a formarsi a valle di questa, verso i Colli Portuensi. I due nuclei, ormai saldati tra loro, sono praticamente contemporanei: entrambi furono decisi, nei principali assetti viari, dal piano regolatore del 1909. Mentre Monteverde Vecchio ebbe quasi subito la consistenza di "quartiere", Monteverde Nuovo rimase fino al dopoguerra in prevalenza campagna e fu completato nelle sue parti negli anni Settanta. Monteverde Vecchio si snoda intorno al rettifilo di via Carini che inizia quasi davanti alla storica Porta San Pancrazio e arriva con diverse denominazioni nei pressi di Ponte Bianco, ponte ferroviario degli anni Venti, ai confini del quartiere. I confini sono: via di Porta San Pancrazio, via Vitellia, via di Donna Olimpia, circonvallazione Gianicolense, viale Trastevere, mura gianicolensi e Porta San Pancrazio. La zona detta Monteverde Nuovo, invece, si estende oltre via di Donna Olimpia, che è una sorta di fondovalle tra due rilievi, occupato un tempo dal fosso di Tiradiavoli, oggi interrato. « ... Borgata di palazzoni popolari, i grattacieli, costruiti nel ‘37, grandi come catene di montagne, con migliaia di finestre, in fila, in cerchi, in diagonali, sulle strade, sui cortili, sulle scalette, a nord, a sud, in pieno sole, in ombra, chiuse o spalancate, vuote o sventolanti di bucati, silenziose o piene di caciara delle donne o delle lagne dei ragazzini. Tutt’intorno si stendevano ancora prati abbondanti, pieni di gobbe e ponticelli ... » (Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita). |