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49. Ostia - La nuova stele di Mario Rosati inaugurata all'Idroscalo nel novembre 2005

Mario Rosati alla fine arriva, slega il fildiferro e apre il mezzo cancello; si entra nello spiazzo che dava verso il campo di calcio. La Torre di San Michele non si vede più, per scovare il laghetto ti devi arrampicare sui mucchi di terra.
Sono le dune riportate e posticce fatte con l’immondizia, che nascondono il mare. «Lo rimetto qui, nello stesso punto ’ndo stava prima». Un monumento nuovo e uguale. «La scultura sarà la stessa, forma e tutto, - dice Rosati - solo
stavolta sarà di travertino». Una colonna spezzata in cima come una vita, due uccelli in volo sospeso e, incastrato, un disco: «C’era luna piena quando hanno ammazzato Pier Paolo. È stata lei la sua ultima compagna».
Rosati e Pasolini. «L’ho conosciuto a Torpignattara, ci veniva spesso ... Accattone lo dovevo fare pure io, poi m’hanno chiamato militare e al posto mio ha preso Franco Marucci, un mio compagno di scuola, che ha fatto la parte di Amerigo ...
Con Pier Paolo c’ho giocato a pallone, a biliardo ... Poi non l’ho più visto ... Me so’ messo a lavorà a Fiumicino,
meccanico specializzato. Stavo all’aeroporto la mattina che ho sentito la notizia alla radio.
Ho smontato e so’ venuto qui. Per terra ho raccolto un bottone, era suo ... ».