"Pagine corsare"
I contributi dei visitatori
Tomáš Matras - Temi e aspetti del Pasolini corsaro e luterano

4.0 Introduzione storica: il "miracolo economico" italiano

A mio avviso, la radice di tutte le critiche pasoliniane che riguardano la società e la politica sta nel "miracolo economico" italiano, risalente agli anni 1958-1963. [54] L'Italia contadina e sottosviluppata diventa rapidamente uno dei paesi con crescita economica più alta. Il boom provocò in primo luogo scompensi strutturali e diseguaglianza nella distribuzione dei beni di consumo; fenomeno essenzialmente settentrionale, diversificò ancora di più il Nord e il Sud. [55] Il rapido sviluppo dell'industria cambiò gli impegni produttivi di gran parte dei lavoratori italiani che abbandonavano le campagne. In cerca di lavoro, i contadini venivano assunti nelle fabbriche settentrionali. L'effetto di questo cambiamento nella produzione fu una vasta migrazione interna dalle campagne verso le città, dal Sud al Nord, a causa della quale molti italiani persero le loro radici culturali locali e popolari. A causa di una progressiva laicizzazione del paese diminuì il numero dei credenti. La speculazione edilizia significò danni irreparabili ambientali e urbanistici. L'avvento e l'impressionante sviluppo della televisione (la prima trasmissione televisiva italiana risale al 1954), accentuò la tendenza a un uso passivo e familiare del tempo libero a svantaggio dei passatempi a carattere collettivo o socializzante, a scapito dei quali il consumismo esaltava l'individuo e le tendenze isolazionistiche. Anche la prosperità materiale porta all'individualismo, a interessi esclusivi, così come alla preferenza per beni di consumo individuali. Di conseguenza diminuisce l'interesse popolare per la politica e si atonizza la società civile. [56] Come afferma Ginsborg, 

il duro ammonimento di Pasolini sugli effetti insidiosi dei nuovi valori consumistici sembrava più che giustificato. [57
La TV si mostrò lontana dalla vita delle persone, però estremamente attraente. Il numero dei suoi abbonati cresceva sorprendentemente: se nel 1954 in Italia c'erano 88.000 abbonati, nel 1958 ce n'erano 1.000.000, mentre nel 1965 saranno il 49% delle famiglie italiane e nel 1975 il 92%. [58]  Nonostante la prosperità economica, "potere politico e direzione industriale divennero sempre più strettamente intrecciati, con risultati disastrosi". [59]

Le riforme della burocrazia italiana furono bloccate. [60] Dopo l'inizio della "strategia della tensione", con l'esplosione della bomba in piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969, 

cominciò [...] a venir fuori un quadro inquietante sui rapporti tra membri del servizio segreto e gruppi di estrema destra. [61]
Se finora ho parlato della tendenza all'individualismo portata dal "miracolo economico", va altresì notato come il consumismo cerchi di privare l'individuo di ogni soggettività. L'intima vocazione del consumismo, osserva Lanaro, è infatti 
far coincidere l'identità con gli oggetti posseduti, la sua minima rispondenza ai bisogni reali e la sua massima subordinazione ai fantasmi di un immaginario nutrito dall'advertising. [62

Il consumismo cerca di stabilire 

un nuovo conformismo, una omogeneizzazione di aspirazioni e di comportamenti attraverso l'attenuazione delle specificità di individui, gruppi e categorie sociali. [63
Tra i giovani, e non solo tra loro, rimane la voglia di appartenere a un gruppo determinato: 
Quando esibiscono la maglietta, i blue-jeans e il giaccone di cuoio, i giovani diventano un gruppo, una classe, una categoria, indipendentemente dal ruolo che svolgono, dall'ambiente a cui appartengono e dai mezzi finanziari di cui sono provvisti. [64
E ancora:
I nuovi consumi hanno la funzione di stemperare, di cancellare gli schemi e i condizionamenti della cultura tradizionale, vale a dire i vecchi sistemi di preferenza che gli emigrati di tutti i tipi e di tutte le condizioni si portavano dietro e che non erano ovviamente compatibili con il sistema di vita urbano-industriale. [65]
Sul consumismo si può scrivere a lungo senza arrivare a una conclusione univoca. Alcune opinioni, ad esempio, non esprimono un giudizio del tutto negativo sul fenomeno: 
Quasi nessuno, oggi, demonizza più il consumismo come espressione di licenza e sfrenatezza - sintomi magari di inconscie frustrazioni - e la società che ne deriva come un congegno perverso che priva gli individui di ogni soggettività e li condanna all'interdizione da ogni progetto personale. [66]
I cambiamenti toccano anche l'area della lingua. [67] L'unificazione  linguistica  del  paese accelera la scomparsa dei dialetti. [68] Generalmente si può osservare che il parlato diviene sempre più omogeneo e interclassista. Nei mass-media e nella conversazione privata si semplifica la grammatica, si restringe il vocabolario usato e si utilizzano più neologismi dai linguaggi settoriali. "Area-pilota" dei cambiamenti sono la Lombardia e il Piemonte. 
 

-----------------------------------
NOTE
[54]  Per un quadro storico completo del "miracolo econonomico" rimando a P. Ginsborg, Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, Einaudi, Torino 1989, pp. 283-451.
[55]  Ivi, p. 292.
[56]  Ivi, p. 337.
[57]  Ivi, p. 333.
[58]  Ivi, p. 463.
[59]  Ivi, p. 383.
[60]  Nel 1973 si scopre per esempio che "il 95% dei funzionari di grado superiore era entrato in servizio prima del 1943" (ivi, p. 386).
[61]  Ivi, p. 451.
[62]  S. Lanaro, Storia dell'Italia repubblicana, Marsilio, Venezia 1992, p. 252.
[63]  Ivi, p. 239.
[64]  Ivi, p. 254.
[65]  Ivi, p. 253.
[66]  Ivi, p. 258 .
[67]  Per un quadro più dettagliato sui cambiamenti nell'uso dell'italiano rimando al testo più volte citato di S. Lanaro, pp. 264-272.
[68]  Per un intervento importante sull'unificazione linguistica dell'Italia rimando a P.P. Pasolini, Nuove questioni linguistiche, in "Rinascita", n. 51, 26 dicembre 1964, pp. 19-22, ora in Empirismo eretico cit., pp. 5-24.

-----------------------------------
IMMAGINI
Olomouc, cortile del Castello Premislyd.

 

...Vai al sommario di "Pagine corsare"
Vai all'indice della tesi...