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I contributi dei visitatori Tomáš Matras - Temi e aspetti del Pasolini corsaro e luterano 5.3.3 Edonè - la forza di omologazione In modo diretto, Pasolini parla di edonismo in tre interventi, del 9 dicembre 1973, del marzo 1974 e del 24 giugno 1974. Il problema dell'edonismo, però, non occupa mai esclusivamente, così come molti altri temi, un intervento pasoliniano. L'edonismo, visto come aspirazione individuale, è legato, negli interventi sul consumismo, all'ideologia trasmessa dai mass-media e a molti altri fenomeni. Ho creato un capitolo sull'edonè, perché si tratta di un importante aspetto dell'ideologia consumistica che cambia in profondità i progetti e aspirazioni umani. Credo che l'edonismo sia importante proprio per il suo costituire un motivo "razionale" del comportamento - una persuasione intima, radicata nella personalità che tocca anche l'istinto umano, perché non si tratta solo di un fenomeno imposto dall'esterno: esso è invece soprattutto un'ansia personale, un desiderio insaziabile che è forse così forte solo perché corrisponde a uno degli istinti umani. Se l'edonismo viene alimentato procede l'omologazione: la massa consumatrice è prevedibile nei suoi desideri, soprattutto in quello essenziale: desiderare sempre di assicurarsi il piacere, l'edonè.
L'antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l'unico fenomeno culturale che «omologava» gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale «omologatore» che è l'edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. [249]È la riflessione sul ruolo della Chiesa che spinge ancora Pasolini a parlare di edonismo. [250] Partendo dalla Sacra Rota, l'autore si sofferma sul cambiamento della funzione della famiglia per dimostrare il cambiamento determinato dalla società dei consumi: da un nucleo-base dell'economia contadina e della Chiesa stessa, essa si è oggi modificata nel nucleo di un edonismo e di un consumismo che vogliono distruggere il singolo, potenzialmente imprevedibile, libero nelle scelte, magari capace di rifiuto, che si vuole sostituire con l'uomo-massa, presupposto della famiglia-massa e della civiltà consumistica di massa. Secondo me questo intervento mette in luce la profondità dello sguardo di Pasolini nella problematica del consumismo. Il suo progetto di destituire l'individuo della volontà soggettiva è chiaro: la gente pian piano smette di riflettere e si lascia trascinare, per esempio, dalla pubblicità, che le offre soluzioni. Più preciso sarebbe dire che il consumismo offre un circolo ininterrotto di quasi-soluzioni, che la pura razionalità umana del consumismo non porta all'arricchimento del singolo. Pasolini ci offre ancora un'eco di tale problematica in un terzo intervento di natura più specificamente politica, in cui ribadisce che il nuovo potere dei consumi omologa culturalmente l'Italia e impone l'edonismo come unica aspirazione umana. [251] Il problema dell'edonè era
già stato trattato precedentemente. A questo proposito si può ancora
ricordare, come esempio, Brave New World, in cui Huxley immagina
una società antiutopica che vive degenerando in lusso, privata di ogni
tipo di ostacolo sgradevole che potesse servire da esercizio intellettuale.
[252] Si tratta di una società superficiale nelle relazioni
umane, che non conosce nessuna legge o costrizione morale, esaltando ed
influenzando la componente istintiva propria dell'uomo. Huxley sostiene
perfino che una civiltà industriale stabile è impensabile senza concessioni
al vizio, determiato solo da limiti igenici ed economici. [253]
L'individualismo di ogni tipo non esiste praticamente in essa. In caso
di necessità di superare un periodo difficile, si può ricorrere all'aiuto
di una droga legittima e largamente distribuita chiamata
soma, che
allontana l'uomo dalla realtà. [254]
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