"Salò": la crudeltà di De Sade come apologo della brutalità del fascismo e dell’assuefazione alla violenza
Presentato la prima volta a Parigi il 22 novembre del ‘75, 20 giorni dopo l’assassinio del suo autore, "Salò e le centoventi giornate di Sodoma" è stata la bomba postuma di Pasolini, il suo viaggio all'inferno, il suo ultimo scandalo. Sepolto e riesumato infinite volte, maledetto sempre. Ci sono voluti 25 anni, tanti quanti sono passati dalla morte di Pasolini, perché "Salò" arrivasse in Tv senza tagli, così come Io concepì il regista. A trasmetterlo, alle 23.30 del 2 novembre, sarà Cine-Cinemas, canale tematico di Tele+, che nella stessa notte manderà anche in onda, integrale, la "Trilogia della vita" ("Decameron", "I racconti di Canterbury", "Il fiore delle Mille e una notte"). In palinsesto anche "Interventi e ricordi" di amici e collaboratori e uno "speciale" su Pasolini e la censura con Enzo Siciliano, Virgilio Fantuzzi, Sergio Citti. Nella stessa data, in prima serata, Tele+ bianco ne proporrà un ritratto a cura di Tatti Sanguinetti e Sandro Veronesi e quindi affiderà all’occhio di alcuni registi il compito di riflettere su quel che resta delle ceneri di Pasolini. A misurarsi con la sua lezione artistica e civile sono Daniele Vicari, Gianluigi Toccafondo, Guido Chiesa, Davide Ferrario. E mentre Ciprì e Maresco promettono un omaggio a modo loro, "contro la beatificazione di Pier Paolo, contro il pasolinismo ipocrita", Bruno Bigoni ripercorrerà, 37 anni dopo, il viaggio in Italia nel ‘63 Pasolini compì per interrogare la gente su erotismo e sessualità. "Comizi d’amore", s'intitolava quel film documento (che RaiSat proporrà la stessa sera), commentato oltre che dal regista da Alberto Moravia e da Cesare Musatti. [dal "Corriere della sera del 15 ottobre 2000]
|