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"Pagine corsare"
Angela Molteni
Enigma
Pasolini
Appunti su Pier Paolo Pasolini, su
Petrolio,
sull'assassinio mai chiarito dello scrittore,
sulle connessioni con i casi Mattei-De
Mauro.
Protagonisti, ipotesi, testimonianze.
POSTILLA
[****]
Capitalismo,
neocapitalismo, globalizzazione,
da Quasi
un testamento di Pier Paolo Pasolini
Quelli che
seguono sono due scritti di Pasolini tratti da Quasi un testamento. Il
primo è su “capitalismo e neocapitalismo”, nel quale lo scrittore
prefigura più che realisticamente quella che oggi conosciamo come globalizzazione,
quella stessa che ha condotto attualmente il mondo intero a una gravissima
crisi economica i cui esiti non si sono ancora spenti. Il secondo ha come
tema il “miglioramento del mondo”.
Capitalismo e neocapitalismo
«II capitalismo
è oggi il protagonista di una grande rivoluzione interna: esso sta evolvendosi,
rivoluzionariamente, in neocapitalismo. […] potrei dire che la rivoluzione
neocapitalistica si pone come competitrice con le forze del mondo che vanno
a sinistra. In un certo modo va esso stesso a sinistra. E, fatto strano,
andando (a suo modo) a sinistra tende a inglobare tutto ciò che va a sinistra.
Davanti a questo neocapitalismo rivoluzionario, progressista e unificatore
si prova un inaudito sentimento (senza precedenti) di unità del mondo.
Perché
tutto questo? Perché il neocapitalismo coincide insieme con la completa
industrializzazione del mondo e con l'applicazione tecnologica della scienza.
Tutto ciò è un prodotto della storia umana: di tutti gli uomini non di
questo o quel popolo. E infatti i nazionalismi tendono, in un prossimo
futuro, a essere livellati da questo neocapitalismo naturalmente internazionale.
Sicché l'unità del mondo (ora appena intuibile) sarà un'unità effettiva
di cultura, di forme sociali, di beni e di consumi. Io spero naturalmente
che, nella competizione che ho detto, non vinca il neocapitalismo: ma vincano
i poveri. Perché io sono un uomo antico, che ha letto i classici, che
ha raccolto l'uva nella vigna, che ha contemplato il sorgere o il calare
del sole sui campi, tra i vecchi, fedeli nitriti, tra i santi belati; che
è poi vissuto in piccole città dalla stupenda forma impressa dalle età
artigianali, in cui anche un casolare o un muricciolo sono opere d'arte,
e bastano un fiumicello o una collina per dividere due stili e creare due
mondi. (Non so quindi cosa farmene di un mondo unificato dal neocapitalismo,
ossia da un internazionalismo creato, con la violenza, dalla necessità
della produzione e del consumo).»
Il miglioramento del mondo
«Un singolo
che faccia qualcosa proponendosi “il miglioramento del mondo” è un
cretino. Per la maggior parte, coloro che pubblicamente lavorano «al miglioramento
del mondo» finiscono in carcere per truffa. Inoltre il mondo riesce sempre
alla fine a integrare gli eretici. Per esempio le beatificazioni e le santificazioni...
Ammettete
che santifichino Papa Giovanni XXIII: eccolo integrato, messo in un santino
e esorcizzato. E non c'è dubbio che Giovanni XXIII abbia contribuito a
un possibile miglioramento del mondo. Ma se qualcuno gli avesse chiesto:
“Scusi, lei contribuisce al miglioramento del mondo?”, lui l'avrebbe
preso in giro, o magari mandato al diavolo, e certamente poi sorridendo
avrebbe detto fra sé: “Faccio quello che posso”.
In realtà, il mondo non migliora
mai. L'idea del miglioramento del mondo è una di quelle idee-alibi con
cui si consolano le coscienze infelici o le coscienze ottuse (includo in
questa classificazione anche i comunisti quando parlano di “speranza”).
Dunque, uno dei modi per essere utili al mondo è dire chiaro e tondo che
il mondo non migliorerà mai, e che i suoi miglioramenti sono metastorici,
avvengono nel momento in cui qualcuno afferma una cosa reale o compie un
atto di coraggio intellettuale o civile. Solo una somma (impossibile) di
tali parole o tali atti effettuerebbe un miglioramento concreto del mondo.
E sarebbe il paradiso e la morte.
Il mondo
può peggiorare, invece, questo sì. E per questo che bisogna lottare continuamente:
e lottare, poi, per un obiettivo minimo, ossia per la difesa dei diritti
civili (quando si siano ottenuti attraverso precedenti lotte). I diritti
civili sono infatti eternamente minacciati, eternamente sul punto di venire
soppressi. È necessario quindi anche lottare per creare nuovi tipi di
società, in cui il programma minimo dei diritti civili sia garantito.
Per esempio, una società veramente socialista [75].»
[75] Pier Paolo Pasolini, Quasi
un testamento, in Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società,
cit., già in “Gente”, 17 novembre 1975.
Enigma
Pasolini
Dall'arringa
dell'avvocato di parte civile Guido Calvi al processo per l'assassinio
di Pier Paolo Pasolini (1976)
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Enigma
Pasolini, di Angela Molteni - maggio 2010
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