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Pasolini e la Profezia del Petrolio
di Gianni D’Elia, l'Unità 4 febbraio 2003

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C’è un libro attualissimo, che parla di un furto di società e verità. Doveva finire con l’invio di un angelo, da parte di un Dio orfico e sconosciuto, che avrebbe guarito il Palazzo. 

Poco più di dieci anni fa, usciva il romanzo postumo di Pasolini, Petrolio, da Einaudi. Era l’autunno del 1992, appena conclusa la guerra del Golfo. Una guerra fatta per il petrolio del Kuwait e dell’Iraq, dietro la facciata della retorica democratica della libertà. Già allora, il testo postumo di Pasolini entrò nella storia, che lo stava riscrivendo, come sempre accade ai capolavori in sintonia con il futuro presente della loro insistenza. Si ammirava il titolo, che eleggeva la materia, in forma di essenza del valore di scambio. Come dire, l’altro nome del denaro, della guerra e del mondo. 

Pier Paolo Pasolini (1975)Il tema marxiano dell’equivalenza generale della forma astratta del valore-denaro, nella materia prima che fa girare il mondo - al pari della droga, che lo fa accelerare - veniva dichiarato nel titolo di quell’incredibile poema in prosa, a strati, che è il non-romanzo di Pasolini. Un’opera incompiuta, nel senso letterale e di poetica novecentesca, che trova in alcune massime di Benjamin il suo profeta critico. 

Iniziato nella primavera del 1972, dopo la crisi petrolifera mondiale, che ci fece andare a piedi per molte domeniche di «austerity», e portato avanti fino all’assassinio, questo zibaldone esistenziale e filologico di una vita diversa e sdoppiata, è anche una storia per figure dell’economia politica italiana del boom, tra l’Eni e i complotti di potere che guidano alle stragi impunite della nazione, fino al 1975. 

Dei tre temi di questo «romanzo che non comincia», con un unico personaggio principale diviso in due personaggi (Carlo primo e Carlo secondo), l’economico-politico è certo il più vistoso, accanto all’erotico-perverso, che pare sovrastarlo, almeno nella recezione critica che se ne fece all’uscita, e a detrimento del tema orfico, che invece è centrale per l’economia di quella scrittura estrema, mistilinguistica degli stili, autosufficiente come «cosa scritta», che si decifra nel suo continuum di frammenti psicologici o digressivo-narratologici, diluendo la psicologia in struttura, se il progetto incompiuto si ferma alle seicento pagine sulle duemila preordinate. La coscienza di Zeno è arrivata alla psicosi dell’Ambiguo, come la scienza poetica all’assurdità del Cosmo. 

L’ingegnere petrolifero, doppio del maniaco che abita nell’individuo borghese, è accompagnato da Pasolini nel suo viaggio dentro il «corpo mutante» del soggetto e dentro il potere dell’epoca, nell’Italia democristiana e repressiva del neocapitalismo consumistico agli albori. I due viaggi, nello spazio economico-politico o in quello della anomia e illimitatezza erotiche, si condensano nel mistero orfico del tempo prima della nascita e prima della Storia, dove Pasolini ritrova il tema della poesia della vita prenatale, che è il mito personale di tutta la sua opera, che nel testo postumo si compie.

Ora sappiamo, dopo Tangentopoli, che il tema che a noi più interessa in questa sede, quello economico-politico, o per dirla proprio con lo scrittore, del «fascismo putrefatto» e della «castrazione morale», convive con il «meraviglioso impulso alle ricerche scientifiche e all’organizzazione economica». 

La madre di tutte le tangenti, dall’Eni all’Enimont, con il viluppo dei fondi neri di Cefis, tra le stragi impunite e la politica criminale del potere che praticò gli «opposti estremismi», ritrova nel sunto del romanzo, allestito dallo scrittore negli apparati innumerevoli che lo disperdono, il suo appello della sibilla: «Tutto procede a gonfie vele, malgrado la loro tragedia... Adesso che sono guariti, devono decidere cosa fare. Decidono che tutto continui come prima». Qui, Carlo si stacca dalla Storia, ritorna feto nel mare...

C’è addirittura una profezia del crimine del 2 agosto dell’80: «La bomba viene messa alla stazione di Bologna. La strage viene descritta come una “Visione”». Il legame tra l’economia asservita al potere politico, e il potere politico asservito all’intrigo e alla corruzione, non impedisce lo Sviluppo. Anzi, le «magnifiche sorti e progressive» procedono insieme alla «loro tragedia». Ecco l’unica «buona novella» dell’Occidente: la coscienza della scissione. 

Il vangelo secondo Pasolini, dunque, ci parla di oggi, della follia che sta sotto la democrazia del dominio petrolifero e delle armi, di Bush primo e di Bush secondo, come in uno sdoppiamento ulteriore della dinastia parentale. Ci parla dell’Italia prodotta da questo tipo di economia politica, che si è autodistrutta per continuarsi nel regime di Berlusconi. Certo, piegarne la complessità tragicomica, iperbolica, sia della forma romanzo che del contenuto psichico, è un piccolo crimine critico, che però ha la sua efficacia. 

Nel tempo di Faletti e di Camilleri, con tutto il rispetto, leggere o rileggere Petrolio è un’operazione politica emozionante e non riassumibile, se non nell'ammirazione e nell’invito al più alto riuso della «pericolosissima realtà».

Ed è anche un’operazione letteraria, critica, storiografica: mentre chi aveva teorizzato l’opera aperta, se ne andava verso il romanzo a chiave, il giallo filosofico e l’opera più chiusa del mondo (quanto a struttura narrativa, vedi Il nome della rosa), quello che era sembrato uno scrittore tradizionale (o così bollato) si dimostrava il più ardito campione dell’avanguardia di fatto, sia per la struttura che per il coraggio «biografico» e il movimento dei materiali, tanto per aggiornare i cataloghi in corso del romanzo contemporaneo.

Contro l’incoscienza del potere globale, lo scandalo della coscienza è ancora il fascino di Pasolini, che ha portato per sempre la poesia italiana fuori dalle secche dell’estetico, verso il noetico e la sua utopica disperazione, sotto forma di romanzo esploso, di consuntivo finale di una cultura e di una nazione piccolo-borghesi, in un Occidente dominato da mostri non umani, da spettri della finanza e dei teleschermi..
 











 


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