Il banner contiene i collegamenti con i siti della Cineteca di Bologna e del Comune di Bologna. Vi è inoltre il collegamento sulla e-mail del Centro Studi Pasolini di Bologna.
Pasolini: "Vorrei rinunciare alla nazionalità italiana"
Pasolini l’enragé (1966, 99’) di Jean-André Fieschi
Cinema Lumière - Sala Scorsese - via Azzo Gardino 65, Bologna
ore 20,15 - 19 marzo 2007
Proiezione a cura dell'Associazione Fondo Pasolini - Centro Studi Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna.
La proiezione sarà preceduta da una presentazione del film
a cura di Roberto Chiesi, Loris Lepri e Luigi Virgolin, curatori dell’Archivio Pasolini.

.
Fu la Francia, e non l’Italia, a dedicare a Pier Paolo Pasolini il primo, importante ritratto in forma di film-intervista.

Pasolini l’enragé (1966), ovvero “Pasolini l’arrabbiato”, appartiene alla prestigiosa serie di film-saggi “Cinéastes de notre temps”, realizzati da Jean-André Fieschi, Janine Bazin e André S. Labarthe a partire dall’inizio degli anni ’60.

Da parte della critica francese, l’inserimento di Pasolini in una serie che comprendeva i nomi di Luis Buñuel, Fritz Lang, Robert Bresson, Abel Gance, Jean Vigo, Max Ophuls, Sacha Guitry e altri, costituiva una vera e propria consacrazione per l’opera cinematografica di un autore che in Italia, in quel periodo, era decisamente lontana dall’unanimità dei consensi.

Il “ritratto”, diretto e condotto da Jean-André Fieschi, consiste in una lunga e appassionante intervista dove lo scrittore-regista parla senza pudori del suo rapporto drammatico con la società italiana, la censura e il moralismo piccolo-borghese. Dichiara, senza mezzi termini, che vorrebbe rinunciare alla nazionalità italiana. 

Pasolini, inoltre, si sofferma sulla sua idea del cinema, “riproduzione del linguaggio naturale della realtà”, sul neorealismo, sulla sua visione del Vangelo come non credente, delle poesie friulane. Racconta anche il difficile impatto con Roma, quando abitava a Rebibbia ed era disoccupato, e come da quell’esperienza drammatica sia nato il romanzo Ragazzi di vita, che gli diede la notorietà. 

Di particolare intensità, sono i momenti in cui parla della propria “nostalgia della vita, questo senso di esclusione che non toglie l’amore per la vita, ma l’accresce”.

Nell’estate del 1966, quando venne realizzata l’intervista, Pasolini aveva appena presentato al Festival di Cannes Uccellacci e uccellini, interpretato da Totò, che avrebbe ritrovato pochi mesi più tardi sul set de La terra vista dalla luna.

Anche il grande attore napoletano interviene nel corso di Pasolini l’enragé per raccontare il suo sodalizio artistico con il poeta-regista. Oltre a Totò, Fieschi interpella anche attori scoperti da Pasolini, come Franco Citti e Ninetto Davoli, attrici come Adriana Asti, registi come Bernardo Bertolucci (che era stato suo aiuto-regista sul set di Accattone) e Vittorio Cottafavi, produttori come Alfredo Bini.

La proiezione sarà preceduta da una presentazione del film a cura di Roberto Chiesi, Loris Lepri e Luigi Virgolin, curatori dell’Archivio Pasolini.

 

Vai al sommario del Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna
Vai al sommario di "Pagine corsare"