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l'Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini di Bologna presenta
Salò e altri inferni
Da Jancsó a Fassbinder: matrici e filiazioni del capolavoro ‘maledetto’ di Pasolini
L'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale (1974)
di Gian Vittorio Baldi
mercoledì 25 marzo 2009
Cinema Lumière sala Officinema – Mastroianni, via Azzo Gardino 65 (Bologna), h. 20
Presentazione di Gian Vittorio Baldi
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Nell'ambito della rassegna “Salò e altri inferni. Da Jancsò a Fassbinder: matrici e filiazioni del capolavoro “maledetto†di Pasoliniâ€, a cura di Roberto Chiesi, viene presentato il film L’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, scritto, prodotto e diretto da Gian Vittorio Baldi, produttore di Porcile e di Appunti per un'Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini.

Il film fu terminato qualche mese prima dell'inizio della lavorazione di Salò e Pasolini lo vide in una proiezione privata, rimanendo colpito, secondo alcune testimonianze, dalla dimensione ossessiva e claustrofobica della narrazione.

Basato su un episodio immaginario, dagli echi autobiografici, ambientato nel dicembre del 1944, durante gli ultimi mesi della guerra, nella zona dell’Appennino emiliano compresa fra Riolo, Manzolino e Castelfranco, precisamente lungo le vallate del Senio, del Lamone e del Marzéno, da Càsola a Brisighella a Modigliana su verso l'Alpe di San Benedetto, fino a Marradi. All'origine della storia, esiste anche la vicenda oscura di una corriera dove viaggiavano alcuni reduci della repubblica di Salò, scomparsa nel nulla nella primavera del 1945 nelle campagne di Concordia a San Possidonio (Modena).

«I personaggi del film - dichiara Baldi - sono dilatati come da una lente di ingrandimento che venga posata sul particolare di un ricordo. Lo ingrandisce ma lo riporta più vero davanti ai nostri occhi, e più presente. Il film è soprattutto questo: il volto angosciato di un ragazzo in attesa dell’esecuzione sotto i mitra dei nazi-fascisti (…). Un ragazzo di cui non sappiamo nulla e di cui non sapremo mai nulla».

«La storia è completamente inventata, ma la preparazione è stata accurata e lentissima. Ho impiegato più di due anni per curare i minimi dettagli, perché niente si allontanasse dalla verità storico-ambientale: le divise, le mostrine, persino le sigarette che fumano i protagonisti sono state ritrovate o ricostruite. I luoghi del film sono quelli dell’Appennino Tosco-Emiliano, sopra Brisighella, tra i pochi rimasti ancora incontaminati da un punto di vista paesaggistico. E gli unici dove in marzo si potesse trovare l’ambiente brumoso, nebbioso e di neve di cui avevo bisogno».

Per la presentazione del film, Baldi inoltre scrisse: «Un film sulla resistenza al fascismo e al nazismo può sembrare un atto politico, particolarmente oggi che vediamo dei fantasmi tragici prendere corpo e diventare triste realtà. La mia intenzione non era di fare un film politico; ho cercato, piuttosto, come sempre, di realizzare un’opera poetica. Ma è evidente d’altra parte, che il mio film ha delle risonanze politiche, e di conseguenza costituisce una azione politica positiva.

La costruzione del film può anche sembrare insolita. La tecnica che ho adottato mi è sembrata la più idonea per esprimere la progressione di una tensione che è comunicata allo spettatore tramite suggestioni essenzialmente “visceraliâ€. Ma le “cose in sé†ispirano già questa tensione così come l’imminenza del dramma che si avverte durante tutto il film.

I ritorni al ricordo e alla memoria non hanno soltanto una funzione esplicativa; tendono a rompere il ritmo per donare al film una progressione metrica, quasi un ritmo».
 
Nel corso della serata verrà annunciata anche l'imminente pubblicazione del libro Fuoco! Il cinema di Gian Vittorio Baldi, a cura di Roberto Chiesi (edizioni Cineteca di Bologna, 2009) che contiene anche alcune lettere inedite di Pier Paolo Pasolini.
 

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