Cinema

"Pagine corsare"
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Appunti per un'Orestiade africana
di Pier Paolo Pasolini

Con Appunti per un'Orestiade africana la Cineteca di Bologna inaugura la nuova collana editoriale Il cinema ritrovato. Dvd e libro, che propone film inediti o rari, sottratti all’oblio culturale o restituiti a nuova vita da recenti restauri. A un Dvd realizzato con la più attenta cura filologica, e arricchito da materiali e testimonianze originali in forma di extra, si affianca un booklet che offre la introduzione generale di uno storico, testi d’autore e documenti d’epoca.

«Al di là del ‘contenuto manifesto’ (esplicitamente politico) di quel grande sogno che sono gli Appunti per un’Orestiade africana  - vale a dire il destino dell’Africa e del terzo mondo nel momento della loro ‘emersione’ da un’era arcaica e precapitalistica -», scrive Giuseppe Bertolucci nella sua Presentazione del lavoro pasoliniano, «mi sembra che vi siano dei ‘contenuti latenti’ di estremo interesse: da una parte l’idea di trasferire in Africa, al tempo presente, personaggi, azioni, messaggi e apparato testuale di un classico della cultura greca; e dall’altra la forma stessa del film, la sua natura di film enunciato (e annunciato) e non di film realizzato.

Pasolini girò dunque, tra il 1968 e il '70 (per la Rai che tuttavia non lo mise in programmazione, forse attuando uno dei tanti episodi di censura...) un documentario di cinquantacinque minuti, Appunti per un'Orestiada africana, del quale lo stesso Pasolini disse:

«L’Orestiade sintetizza la storia dell’Africa di questi ultimi cento anni: il passaggio cioè quasi brusco e divino, da uno stato “selvaggio” a uno stato civile e democratico: la serie dei Re, che, nell’atroce ristagnamento secolare di una cultura tribale e preistorica, hanno dominato - a loro volta sotto il dominio di nere Erinni - le terre africane si è come di colpo spezzata: la Ragione, ha istituito quasi motu proprio istituzioni democratiche. Bisogna aggiungere che il problema veramente scottante e attuale, ora, negli Anni Sessanta - gli Anni del Terzo Mondo e della Negritudine - è la “trasformazione  delle Erinni in Menadi”: e qui il genio di Eschilo ha tutto prefigurato. Tutte  le  persone  avanzate sono
d’accordo [...] sul fatto che la civiltà arcaica - detta superficialmente folclore - non deve essere dimenticata, disprezzata e tradita. Ma deve essere assunta all’interno della civiltà nuova, integrando quest’ultima, e rendendola specifica, concreta, storica. Le terribili e fantastiche divinità della Preistoria africana devono subire lo stesso processo delle Erinni: devono diventare Eumenidi».

A proposito del documentario pasoliniano ha scritto Alberto Moravia: "[…] è uno dei più belli di Pasolini. Mai convenzionale, mai pittoresco, il documentario ci mostra un'Africa autentica, per niente esotica e perciò tanto più misteriosa del mistero proprio dell'esistenza, coi suoi vasti paesaggi da preistoria, i suoi miseri villaggi abitati da un'umanità contadina e primitiva, le sue due o tre città modernissime già industriali e proletarie. Pasolini 'sente' l'Africa nera con la stessa simpatia poetica e originale con la quale a suo tempo ha sentito le borgate e il sottoproletariato romano". E, a sua volta, Gualtiero De Santi ha concluso un suo intervento su "Cineforum" con le parole di Pasolini: «Una nuova nazione è nata, i suoi problemi non si risolvono, si vivono... Il futuro di un popolo è nella sua ansia di futuro, e la sua ansia è una grande pazienza».

È il commento che chiude il film, col canto struggente ed epico della Rivoluzione russa.
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IL DVD
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Appunti per un'Orestiade africana, di Pier Paolo Pasolini - copertina del cofanetto contenente DVD e libro1970: scritto, diretto, fotografato e commentato da Pier Paolo Pasolini

Operatori: Giorgio Pelloni, Mario Bagnato, Emore Galeassi
Musica originale Gato Barbieri, eseguita da Gato Barbieri (sax tenore), Don Moye (batteria), Marcello Melis (contrabbasso); cantanti: Yvonne Murray e Archie Savage 
Interventi: Pier Paolo Pasolini con la partecipazione di un gruppo di studenti africani dell'Università di Roma "La Sapienza"
Montaggio: Cleofe Conversi. 
Produzione Gian Vittorio Baldi e IDI Cinematografica (Roma), I film dell'Orso, direttore di produzione Claudio Rispoli
Pellicola Eastmancolor; formato 16 mm, b/n
Macchine da ripresa Arriflex; sviluppo e stampa (originario) Luciano Vittori; sincronizzazione NIS Film; distribuzione DAE.
Riprese: dicembre 1968 e febbraio 1969, esterni: Uganda, Tanzania, lago Tanganika, interni Roma, Folkstudio; durata: 63 minuti. 
Prima proiezione. Giornate del cinema italiano, Venezia, 1° settembre 1973.

2009: il film esce nell'edizione restaurata della Cineteca di Bologna presso il laboratorio L'immagine Ritrovata, grazie ai materiali messi a disposizione dal produttore Gian Vittorio Baldi. Dalla Tanzania all'Uganda, Pier Paolo Pasolini percorre l'Africa cercando i corpi e i luoghi per "un film da farsi" liberamente ispirato alla trilogia dell'Orestiade di Eschilo.
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IL BOOKLET
A cura di Roberto Chiesi
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Appunti per un'Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini - copertina del libro, parte integrande del DVDGiuseppe Bertolucci, Presentazione
Roberto Chiesi, Pasolini e la ‘nuova forma’ di Appunti per un’Orestiade africana
Davide Pozzi, Restaurare l’Orestiade

Testi di Pier Paolo Pasolini
E l’Africa? (1963)
Nell’Africa nera resta un vuoto fra i millenni (1970)
Che fare col buon selvaggio? (1970)
Lettera del traduttore (1960)
L’Atena bianca (1968)
Nota per l’ambientazione dell’Orestiade in Africa (1968-1969)

Recensioni e cronache
Alberto Moravia, Oreste a 30 all’ombra
Lietta Tornabuoni, Venezia, i registi al palo (estratti)
Sauro Borelli, Eschilo 'contaminato’ nel Continente Nero
I. C., Pasolini TV bocciato dalla RAI

Nota bio-filmografica

Bibliografia
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.LA TRAMA
Dalla voce di Pasolini, la trama dell'Orestiade di Eschilo


Appunti per un'Orestiade africana: Pier Paolo Pasolini con l'operatore Giorgio Pelloni

 

Appunti per un'Orestiade africana, di Pier Paolo Pasolini

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