Il cinema
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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"Pagine corsare"
Cinema

Che cosa sono le nuvole?
di Daniel Agami

Con il testo di Pasolini e la musica di Modugno dal film

L’Otello di William Shakespeare può essere rappresentato anche da un teatro dei burattini. Iago e Otello, marionette panteisticamente coincidenti con i personaggi shakespeareiani che rappresentano, agiscono secondo il copione che il destino gli attribuì, da seguire come una religione, assieme agli altri personaggi del dramma, manovrati da una mente divina (il Dio-burattinaio) che li controlla e gli dona la vita movendo i fili a cui sono attaccati. 

Le loro personalità sono dettate da un copione, le loro azioni guidate dal Dio-burattinaio, regista della loro vita. Così Iago, connotato da un viso cromaticamente verde dalla cattiveria, inganna Otello provocando la sua disperata gelosia, l’ira ed il tentativo di uccidere Desdemona. Di fronte a tanta cattiveria, il volgo che fa da pubblico allo spettacolo, insorge a difesa di Desdemona, linciando le due marionette. 

Buttate nell’immondizia, verranno portate in una discarica e lì abbandonate a se stesse, per la  prima volta  a contatto con la realtà, tra i rifiuti (il mondo materiale); addolcendo il loro decesso contempleranno la perfezione e la bellezza delle nuvole (il mondo ideale), misteri sconosciuti per la loro misera condizione di marionette. 

Il film, spietata e delicatissima poesia allegorica sulla vita, è impreziosito ancora di più dalle straordinarie prove d’attore di comici  di matrice teatrale (l’avanspettacolo) sfruttati malissimo e violentati dal cinema nel corso delle loro filmografie, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Totò. Pasolini dimostra un grande rispetto per questi attori, lasciando liberi gli attori di recitare lo script con la loro mimica e il loro tipo di comicità (quella siciliana di Franchi e Ingrassia, due grandi comici stuprati dal cinema commerciale più infimo, che daranno prova della loro bravura artistica anche ne Le avventure di Pinocchio (1973) di Luigi Comencini - grandissimi Gatto e Volpe di collodiana memoria - e in Kaos (1984) dei  fratelli Taviani e quella partenopea di Totò, seviziato dal cinema italiano). 

Singolare la scelta di lasciare a Domenico Modugno - rappresentante della canzonetta leggera nazionalpopolare d’autore nella musica leggera italiana dell’epoca - il commento musicale del film, offrendogli anche la possibilità di recitare la parte del  netturbino (Modugno era anche attore, aveva esordito infatti come attore più che come cantante o musicista nel teatro d’avanspettacolo siciliano, formando una compagnia proprio con Franchi e Ingrassia). 

Un discorso a parte merita Totò: il film rappresenta l’ultimo incontro della fase tarda - quella di qualità - della filmografia dell’attore, coincidente proprio con le pellicole girate con Pasolini (dopo due tentativi di inserire la maschera di Totò in un film di qualità fatti da Alberto Lattuada ne La mandragola e da Paolo Heusch ne Il comandante). Esso sarebbe dovuto continuare, ma  finì per la morte dell’attore, avvenuta il 15 aprile 1967. 

Il film è anche l’ultimo di Totò, in coda ad un corpus filmografico di 96 pellicole. E Pasolini restituisce alla maschera partenopea la dignità degli inizi, con cui Totò esordiva in teatro nel 1928: quella della marionetta, perché Totò, di fatto, è una marionetta. Ah, meravigliosa e struggente bellezza del creato… con questa riflessione si chiude l’episodio (ultimo cortometraggio di Pasolini) e con la stessa riflessione si chiude la carriera di Totò, la marionetta, con un ricongiungimento con l’inzio della sua carriera di marionetta. 

Dino De Laurentiis, produttore di Capriccio all’italiana, film montato senza alcuna logica, inserì tra gli altri episodi del film anche Il mostro della domenica di Steno, anche questo interpretato da Totò, nel ruolo di un maniaco contro i capelloni, vergognoso e irritante, vicino al gioiello di Pasolini.


La canzone
Che cosa sono le nuvole?
di Domenico Modugno e Pier Paolo Pasolini
Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente.
Tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo... così.

Ah, ma l'erba soavemente delicata
di un profumo che dà gli spasimi!
Ah, ah, tu non fossi mai nata!
Tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo... così.

Il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso.
Perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta.

Ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l'udito.
E tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo... così.


IMMAGINI: Las meninas di Diego Velazquez (particolare); Domenico Modugno in Che cosa sono le nuvole? di P.P. Pasolini.

VEDI ANCHE, IN "PAGINE CORSARE":
Pier Paolo Pasolini su Totò
Il commento al film di Luca Martello
La scheda di Che cosa sono le nuvole?


Che cosa sono le nuvole, di Daniel Agami
 

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