
|
|
![]()
|
.. |
Cinema Che cosa sono le nuvole?
Con il
testo di Pasolini e la musica di Modugno dal film
Le loro personalità sono dettate da un copione, le loro azioni guidate dal Dio-burattinaio, regista della loro vita. Così Iago, connotato da un viso cromaticamente verde dalla cattiveria, inganna Otello provocando la sua disperata gelosia, l’ira ed il tentativo di uccidere Desdemona. Di fronte a tanta cattiveria, il volgo che fa da pubblico allo spettacolo, insorge a difesa di Desdemona, linciando le due marionette. Buttate nell’immondizia, verranno portate in una discarica e lì abbandonate a se stesse, per la prima volta a contatto con la realtà, tra i rifiuti (il mondo materiale); addolcendo il loro decesso contempleranno la perfezione e la bellezza delle nuvole (il mondo ideale), misteri sconosciuti per la loro misera condizione di marionette. Il film, spietata e delicatissima poesia allegorica sulla vita, è impreziosito ancora di più dalle straordinarie prove d’attore di comici di matrice teatrale (l’avanspettacolo) sfruttati malissimo e violentati dal cinema nel corso delle loro filmografie, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Totò. Pasolini dimostra un grande rispetto per questi attori, lasciando liberi gli attori di recitare lo script con la loro mimica e il loro tipo di comicità (quella siciliana di Franchi e Ingrassia, due grandi comici stuprati dal cinema commerciale più infimo, che daranno prova della loro bravura artistica anche ne Le avventure di Pinocchio (1973) di Luigi Comencini - grandissimi Gatto e Volpe di collodiana memoria - e in Kaos (1984) dei fratelli Taviani e quella partenopea di Totò, seviziato dal cinema italiano). Singolare la scelta di lasciare a Domenico Modugno - rappresentante della canzonetta leggera nazionalpopolare d’autore nella musica leggera italiana dell’epoca - il commento musicale del film, offrendogli anche la possibilità di recitare la parte del netturbino (Modugno era anche attore, aveva esordito infatti come attore più che come cantante o musicista nel teatro d’avanspettacolo siciliano, formando una compagnia proprio con Franchi e Ingrassia). Un discorso a parte merita Totò: il film rappresenta l’ultimo incontro della fase tarda - quella di qualità - della filmografia dell’attore, coincidente proprio con le pellicole girate con Pasolini (dopo due tentativi di inserire la maschera di Totò in un film di qualità fatti da Alberto Lattuada ne La mandragola e da Paolo Heusch ne Il comandante). Esso sarebbe dovuto continuare, ma finì per la morte dell’attore, avvenuta il 15 aprile 1967. Il film è anche l’ultimo di Totò, in coda ad un corpus filmografico di 96 pellicole. E Pasolini restituisce alla maschera partenopea la dignità degli inizi, con cui Totò esordiva in teatro nel 1928: quella della marionetta, perché Totò, di fatto, è una marionetta. Ah, meravigliosa e struggente bellezza del creato… con questa riflessione si chiude l’episodio (ultimo cortometraggio di Pasolini) e con la stessa riflessione si chiude la carriera di Totò, la marionetta, con un ricongiungimento con l’inzio della sua carriera di marionetta. Dino De Laurentiis, produttore di Capriccio all’italiana, film montato senza alcuna logica, inserì tra gli altri episodi del film anche Il mostro della domenica di Steno, anche questo interpretato da Totò, nel ruolo di un maniaco contro i capelloni, vergognoso e irritante, vicino al gioiello di Pasolini.
La canzone Che cosa sono le nuvole? di Domenico Modugno e Pier Paolo Pasolini Che io possa esser dannato
VEDI ANCHE, IN "PAGINE
CORSARE":
|
|
|