Il cinema
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
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"Pagine corsare"
Cinema

Quel viso crotonese di Maria
nel "Vangelo" di Pasolini restaurato
novembre 2004

L’annuncio è apparso su tutte le gradi testate giornalistiche: dopo quaranta anni dalla sua prima proiezione, è stato restaurato ll Vangelo secondo Matteo, il film diretto da Pier Paolo Pasolini che racconta la storia di Gesù Cristo. Un film in bianco e nero, caratterizzato dalla direzione di un regista non credente, dall’utilizzo di attori non professionisti e che, pur rivoluzionando la figura del Cristo nella visione borghese dell’epoca, piacque molto agli ambienti cattolici. 
Il restauro e il ritorno in sala del film di Pasolini è stato subito messo a confronto, nei cinema italiani, con l’altro film su Gesù: The Passion di Mel Gibson che arriverà negli stessi giorni. 

Questo confronto tra due film sullo stesso tema, girati a 40 anni di distanza e, a loro modo, ognuno portatore di rivoluzioni nell’ideale religioso collettivo, ha fatto crescere le attese. 

Un’attesa che si vive anche a Crotone dove, nel 1964, sono state girate alcune scene de Il Vangelo secondo Matteo. Scifo, Le Castella e altre zone furono lo scenario naturale nel quale Pasolini ha filmato alcuni dei momenti importanti della vita di Cristo: il discorso della montagna, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, il cammino sulle acque.

Ma c’è di più. Crotonese fu anche l’interprete della Madonna. Margherita Caruso all’epoca aveva 14 anni e venne scelta da Pasolini per il suo volto, la sua bellezza semplice. 

Margherita Caruso, ora è una bella signora che si gode la meritata pensione dopo aver lavorato come tecnico di laboratorio all’ospedale San Carlo di Milano. Il mondo del cinema e dello spettacolo l’ha messo alle spalle da tempo, ma i ricordi di quella esperienza e di Pier Paolo Pasolini non sono mai svaniti. 

Quale era il rapporto con Pasolini e gli attori? 
“Era un uomo eccezionale - racconta Margherita Caruso -, un uomo semplice che non faceva pesare la differenza con gli attori professionisti, e sul set non era mai cattivo, anzi dava consigli e aiutava gli attori gran parte dei quali non erano professionisti. Io avevo 14 anni quando sono stata scelta per fare la parte della Madonna e solo nel corso degli anni, quando poi ho potuto studiare la figura di Pasolini come artista a tutto tondo, mi sono meravigliata di come quell’uomo così categorico nel condannare i mali della borghesia italiana di quell’epoca, fosse poi tanto buono, semplice e disponibile”. 
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Una foto recente di Margherita Caruso. 
A destra, seminascosto, Alfredo Bini, produttore del film.
Nelle foto sopra: Le Castella (Crotone) e Pasolini con Margherita Caruso.
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Ricorda dei momenti particolari sul set? 
“Quando dovevo interpretare la scena della nascita di Gesù mi fu di grande aiuto prima la madre di Pasolini, la signora Susanna che poi fu la Vergine Maria da anziana, ma anche Pasolini mi aiutò molto spiegandomi per filo e per segno le espressioni. Una delle caratteristiche della sua regia, che ricordo bene, fu quella di girare le scene con pochi ciak. Anche grazie al suo aiuto credo di aver meritato alcune buone critiche apparse poi sui giornali sulla mia interpretazione”.
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Vedi anche in "Pagine corsare": 
http://www.pasolini.net/notizie_vangelo_gibson-ppp.htm
http://www.pasolini.net/contributi_andreadeaglio.htm
http://www.pasolini.net/cinema_cristoMelGibson.htm

 


Quel viso crotonese di Maria nel "Vangelo" di Pasolini restaurato
 

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