Qui di seguito, il testo del messaggio inoltrato alla curatrice di "Pagine corsare"
lo scorso 30 maggio dall'ufficio della deputata Caterina (Titti) De Simone

Date: 30 May 2002 11:19:00 
From: "Caterina (detta Titti) DE SIMONE" <DESIMONE_C@camera.it>
To: info@angelamolteni.it
Subject: Interrogazione su Franco Citti

Invio testo di una interrogazione parlamentare presentata da Titti De Simone sulla vicenda di Franco Citti.

Antonella Esposito,
Gruppo parlamentare Rifondazione comunista
Commissione Cultura

TITTI DE SIMONE

Al Ministro per i beni e le attività culturali, Al Presidente del Consiglio dei ministri. 

Per sapere

premesso che: 

- Franco Citti, alias Cataldo Vittorio, l'«Accattone» del celebre film d'esordio di Pier Paolo Pasolini, grande interprete di Edipo da più di quattro anni siede su una sedia a rotelle dopo essere stato colpito da tre ictus; 
- Citti, pur essendo stato riconosciuto invalido al cento per cento non ha mai percepito, dal 1998 al 2000, la pensione che gli spettava fino ai 65 anni. Oggi ne ha 67, non può percepire la pensione di invalidità, ha più volte fatto domanda per l'assegno di accompagnamento che però, inspiegabilmente, la Asl gli ha sempre rifiutato; 
- Citti ha subito un primo ictus nel 1997, poi ne ha subiti altri e oggi è semiparalizzato, non può parlare, si muove a fatica e non può fare praticamente nulla da solo; 
- l'attore, tra i preferiti da Pier Paolo Pasolini, ha interpretato una trentina di film. I più noti sono appunto «Accattone», «Una vita violenta», «Mamma Roma», «Edipo Re». Ha lavorato anche con registi stranieri famosi come Francis Ford Coppola. Vive da solo, a Fiumicino, con l'unico sostegno di una pensione Empals (quella riservata ai lavoratori dello spettacolo) di circa 400 euro e l'assistenza del fratello regista, Sergio

se non ritengano di dover adottare tutti gli atti necessari affinché sia concesso a Franco Citti un assegno straordinario vitalizio, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 8 agosto 1985, n. 440, (cosiddetta legge Bacchelli), che prevede la possibilità che il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, su conforme deliberazione del Consiglio dei ministri, previa comunicazione al Parlamento, possa assegnare un assegno straordinario vitalizio a favore dei cittadini, italiani di chiara fama, che abbiano significato e illustrato la storia culturale del Paese e che versino in stato di particolare necessità. 

(4-03038)