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I contributi dei visitatori Queste bellissime "Pagine
corsare"
un visitatore di "Pagine corsare", da Córdoba, Argentina. Il suo messaggio di posta elettronica era indirizzato alla curatrice del sito, che ne riporta qui gli accenni e le impressioni riguardanti appunto le letture dell'opera pasoliniana. [...]
Non mi sono mai rassegnato a vedere le cose come mi si mostrano "normalmente", forse anche perciò ho cominciato a amare Pier Paolo Pasolini e la sua incredibile passione di vita. Anch'io scrivo, racconti, poemetti, un romanzo senza fine. Tutta roba da matti, senza pubblicare. Li correggo, li leggo a mia moglie e a volte ai miei figli, un paio di concorsi mai vinti, e niente di più. Pasolini lo conosco da poco tempo. A dire il vero tutto il mondo
italiano che mi si è aperto dalla progressiva conoscenza dell'italiano,
non risale più in là del 2003. Sempre quando finisco un libro di Pier Paolo (sia un romanzo, sia un commento giornalistico, sia una poesia) mi resta una cosa difficile da spiegare, un sapore misto di tristezza e gioia, di pienezza e vuoto, di violenza e pace, di certezza e dubbio, di ignoranza e consapevolezza. Me ne sono sempre commosso. A volte ho dovuto trattenermi un attimo con un nodo in gola. Che ne so, un tipo incredibile, uno di quegli "anormali" che sempre insegnano che non tutto è come "deve essere", anzi, quasi tutto dovrebbe mutare per diventare umano. Sto scrivendo da Córdoba,
Argentina. Sono nato a Mar del Plata 37 anni fa, una città che è
sul versante atlantico della provincia di Buenos Aires. Questo lo dico
per scusarmi del sacco di errori linguistici che sicuramente sono riuscito
a inventare in questo piccolo messaggio.
Vi abbraccio con affetto da questa terra che 80 anni fa era "el granero del mundo" e questo anno dovrò abbandonare per emigrare oltreoceano, così come ha fatto mio nonno. |
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