I contributi dei visitatori di "Pagine corsare"
 

"Pagine corsare"
I contributi dei visitatori

Queste bellissime "Pagine corsare"
di Fernando Bortolus

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L'incontro con Pier Paolo Pasolini di Fernando,
un visitatore di "Pagine corsare", da Córdoba, Argentina.
Il suo messaggio di posta elettronica
era indirizzato alla curatrice del sito, che ne
riporta qui gli accenni e le impressioni riguardanti appunto
le letture dell'opera pasoliniana.
.
[...]
Non mi sono mai rassegnato a vedere le cose come mi si mostrano "normalmente", forse anche perciò ho cominciato a amare Pier Paolo Pasolini e la sua incredibile passione di vita. 

Anch'io scrivo, racconti, poemetti, un romanzo senza fine. 

Tutta roba da matti, senza pubblicare. 

Li correggo, li leggo a mia moglie e a volte ai miei figli, un paio di concorsi mai vinti, e niente di più. 

Pasolini lo conosco da poco tempo. 

A dire il vero tutto il mondo italiano che mi si è aperto dalla progressiva conoscenza dell'italiano, non risale più in là del 2003. Ho cominciato a studiare questa lingua da solo nel 2003, ma ho letto tantissimo, e mi pare di avere trovato un mondo bellissimo, diverso a quello della letteratura in spagnolo che finora conoscevo, bellissimo nei suoi particolari. Non vorrei annoiare elencando gli autori italiani che finora ho conosciuto, voglio invece fermarmi su Pasolini. Ne divoro un libro dopo l'altro (ho letto Il sogno di una cosa, Ragazzi di vita, Una vita violenta, Scritti corsari, La religione del mio tempo, Le ceneri di Gramsci, La vita attraverso le lettere di Nico Naldini). Questa mattina ho finito Atti impuri e Amado mio

Sempre quando finisco un libro di Pier Paolo (sia un romanzo, sia un commento giornalistico, sia una poesia) mi resta una cosa difficile da spiegare, un sapore misto di tristezza e gioia, di pienezza e vuoto, di violenza e pace, di certezza e dubbio, di ignoranza e consapevolezza. Me ne sono sempre commosso. A volte ho dovuto trattenermi un attimo con un nodo in gola. Che ne so, un tipo incredibile, uno di quegli "anormali" che sempre insegnano che non tutto è come "deve essere", anzi, quasi tutto dovrebbe mutare per diventare umano.

Sto scrivendo da Córdoba, Argentina. Sono nato a Mar del Plata 37 anni fa, una città che è sul versante atlantico della provincia di Buenos Aires. Questo lo dico per scusarmi del sacco di errori linguistici che sicuramente sono riuscito a inventare in questo piccolo messaggio. 
[...]
Mi piacerebbe continuare a scrivere, ma sono di legno e non ho soldi in tasca per pagare il "Cyber" in cui mi trovo (a casa non abbiamo internet).

Vi abbraccio con affetto da questa terra che 80 anni fa era "el granero del mundo" e questo anno dovrò abbandonare per emigrare oltreoceano, così come ha fatto mio nonno.

 








 


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