"Pagine
corsare"
I contributi dei visitatori
Alessandra Bruni
Pasolini, un angelo ribelle
Pier
Paolo Pasolini è l'ultimo grande intellettuale italiano: dopo di
lui è stato il vuoto nel senso che nessuno ha saputo più
descrivere, spiegare, interpretare la contemporaneità con quel suo
modo unico e inconfondibile.
Se penso a Pier Paolo Pasolini
penso a un angelo, ribelle - è chiaro -. E' soprattutto il suo senso
del passato, della memoria, le inquadrature dei suoi film, la forza della
sua poesia civile, il distacco e la passione... è soprattutto la
sua coltissima e disperata ragione a farne la sola, grande voce TRAGICA
della cultura italiana dove per tragico si intende un senso vivo e altissimo
della perdita.
Ieri sera ero a cena con
amici tra cui Franco Battiato, Manlio Sgalambro e Rino Gracili invitata
lì nel mio ruolo di scrittrice e sceneggiatrice. Inoltre c'era una
donna piccolina, bassa un po' nevrotica, amica di Mariella Bettarini...
Abbiamo parlato tutta la sera di Pasolini. E Rino Gracili, che lo ha conosciuto
in una sera lontana di molti anni fa - in occasione di una conferenza non
ricordo bene su cosa alla quale interveniva anche Cassola - ne serba ancora
un ricordo potente, affettuoso, vivo. Ha descritto la "paura" che l'intelligenza
vivissima e sferzante di Pier Paolo incuteva al povero Cassola...
Dovessi dire... direi che
mi manca, che manca a tutto il paese, ai giovani soprattutto, oggi più
che mai persi in un mondo esploso.
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