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I contributi dei visitatori Antonio Areddu
. Si trovarono a un "angolo" che per Carmelo [era …] il luogo più aperto, naturale e innocente del mondo: a fare angolo era un muro, lungo un ex vialone ora incorporato dalla città e che, secondo le indicazioni di Carmelo, portava a un luogo detto Casal Bertone. Dietro quel muro non si capiva cosa ci fosse, un deposito, una fabbrica abbandonata, chissà. Vi dominava la notte. Pasolini allude alla ex Snia Viscosa
La fabbrica dismessa della Snia Viscosa [esterno (sopra) e interno (sotto)] ![]()
Largo Preneste Il traffico per tale via, in quel momento era indescrivibile. Una fila senza fine di macchine stava ferma davanti a quel semaforo, come un canale di scolo che avesse la sorgente nel centro della città. Al di là del semaforo, da una parte c’erano dei fraticelli neri, con sopra i resti di alcune baracche, e dietro pareti incatramate di palazzoni che si perdevano nel cielo pieno di un terso vapore freddo e bluastro.
Il capolinea di Largo Preneste e sulla sinistra il bar Nel mezzo di uno spiazzo di fronte a quei palazzi, in un terreno vago su cui aveva piantato le sue tende un circo, c’era una piccola costruzione rosa isolata; era un bar tutto sfavillante, che, siccome corrispondeva a una fermata del tram, era pieno di folla di passaggio, vecchi e anziani, oltre che di un piccolo assembramento di “abbituè", giovani, coi loro laidi capelli lunghi sulle piccole spalle di rachitidici, o su quelle lardose di ciccioni. Più indietro c’era un capolinea pieno di autobus, un cinema, e, insomma, l’inferno. (P.P. Pasolini, Petrolio)
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