I contributi dei visitatori di "Pagine corsare"

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I contributi dei visitatori

Stefano Casi
Pasolini
Un'idea di teatro

Pasolini. Un’idea di teatro, di Stefano Casi, pubblicato da Campanotto Editore è il primo studio sistematico sulla vocazione teatrale di Pier Paolo Pasolini, dagli anni dell’Università a Bologna fino alla visione tragica degli anni dell’omologazione, passando per la produzione drammaturgica più nota: I Turcs tal Friùl e le sei tragedie borghesi Orgia, Affabulazione, Pilade, Bestia da stile, Porcile e Calderón
In questo libro Stefano Casi riscrive la vicenda esistenziale, artistica e intellettuale di Pasolini dalla prospettiva teatrale a lungo rimossa dalla critica pasoliniana. Se per Pasolini il teatro non fu solo una passeggera infatuazione o un curioso esercizio letterario, ecco riaffiorare dai documenti e dai manoscritti un solido filo rosso che accompagna il poeta e regista in tutti i suoi momenti. L’idea di teatro di Pasolini, che più volte assume una rilevanza sperimentale e innovatrice, cresce e si sviluppa anno dopo anno, esperienza dopo esperienza attraverso i copioni scritti da lui (come l’inedito Il cappellano-Nel ‘46!), le traduzioni, le regie teatrali, i manifesti teorici e una miriade di riferimenti extra-teatrali (in poesie finora di difficile interpretazione o in passaggi complessi di film come Uccellacci e uccellini o Salò) che solo nella prospettiva teatrale sembrano acquistare senso. Una idea di teatro che attraversa i momenti più significativi del pensiero di Pasolini e che in alcuni casi ne è il motore principale come nella stagione 1966-68: dal progetto della lingua friulana alla tensione «autobiografistica», dall’analisi della fine delle ideologie a quella della profonda mutazione antropologica indotta dai modelli borghesi e consumistici. 


Nel 1965, tra marzo e aprile, Pasolini fu costretto a letto dopo essere stato colto da un malore. “Mi sembrava che dovesse morire” disse Dacia Maraini, che si trovava con lui e Alberto Moravia in quel momento. “Effettivamente era una cosa orribile, atroce, era un’ulcera da cui poi si  è ripreso dopo due mesi di letto.” 
Fu in questo periodo di malattia e poi di convalescenza – che costituì per il poeta un forzato “riposo” – che prese corpo l’idea di comporre alcune pièces teatrali. Scrisse lo stesso Pasolini nel 1971: 

«Nel ‘65 ho avuto l’unica malattia della mia vita: un’ulcera abbastanza grave, che mi ha tenuto a letto per un mese. Durante la prima convalescenza ho letto Platone ed è stato questo che mi ha spinto a desiderare di scrivere attraverso personaggi. Inoltre, in quel momento avevo esaurito una mia prima fase poetica e da tempo non scrivevo più poesie in versi. Siccome queste tragedie sono scritte in versi, probabilmente avevo bisogno d’un pretesto, di interposte persone, cioè di personaggi, per scrivere in versi. Ho scritto queste sei tragedie in pochissimo tempo. Ho cominciato a scriverle nel ’65 e praticamente le ho finite nel ’65. Soltanto che non le ho finite. Non ho finito di limarle, correggerle, tutto quello che si fa su una prima stesura. Alcune sono interamente scritte, tranne qualche scena ancora da aggiungere. Nel frattempo sono diventate un po’ meno attuali, ma allora le do come cose quasi postume.» .
Le sei opere teatrali in versi di cui Pasolini parla nel brano sono, in ordine cronologico di pubblicazione: Calderón, 1973; Affabulazione, Pilade, 1977; Porcile, Orgia, Bestia da stile, 1979 (si veda la sezione “teatro” di “Pagine corsare”). 




Stefano Casi ha inviato un suo contributo a "Pagine corsare" attraverso la seguente comunicazione: 
«... Questo messaggio riguarda la pagina di teatro. Eccovi la teatrografia completa di Pasolini, che è molto diversa da quella "scolasticamente" accettata e che, purtroppo, la pigrizia degli studiosi di Pasolini non cerca neanche di verificare basandosi sui luoghi comuni (scusate la pedanteria, ma visto che ho lavorato parecchi anni per scoprire tutto il teatro di Pasolini, sono sempre molto amareggiato quando - a ogni nuovo libro uscito - leggo che per Pasolini il teatro è stata una cosa passeggera)». 
(Casi mette dunque in risalto che la produzione teatrale di Pasolini non è limitata alle sei opere sopra indicate, citate da tutti i testi e da tutte le biografie pasoliniani, e fornisce una nota completa delle opere di teatro di Pier Pasolo Pasolini, qui di seguito riportata.) 
LA SUA GLORIA 
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scritto nel  nel 1938, mai rappresentato, pubblicato nel 1996
I TURCS TAL FRIUL 
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scritto nel   1944, prima rappresentazione 1976, pubblicato 1976
I FANCIULLI E GLI ELFI 
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scritto nel 1945, prima rappresentazione 1945, testo andato perduto 
LA MORTEANA 
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scritto nel   1945, pareva un testo mai rappresentato e che il testo fosse andato perduto; recentemente però (1997) pare essere stato ritrovato e rappresentato in forma laboratoriale
IL PESCIOLINO 
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scritto nel 1957, mai rappresentato, inedito archivio Chiarcossi
ITALIE MAGIQUE 
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scritto nel 1964, prima rappresentazione 1964, pubbicato 1964
IL CAPPELLANO - NEL ‘46! 
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scritto nel 1946-65, prima rappresentazione 1965, inedito archivio Siae
PILADE 
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scritto nel 1966-67, prima rappresentazione1969, pubblicato 1967
ORGIA 
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scritto nel 1966-68, prima rappresentazione1968, pubblicato 1979
PORCILE 
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scritto nel 1967-68, prima rappresentazione 1989, pubblicato 1979
AFFABULAZIONE 
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scritto nel 1966-69, prima rappresentazione 1973; pubblicato 1969
CALDERÓN 
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scritto nel 1967-73, prima rappresentazione1978, pubblicato 1973
BESTIA DA STILE 
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1966-75, prima rappresentazione 1985, pubblicato 1979
«A questi vanno aggiunte due traduzioni e il canovaccio per un balletto-pantomima:» 
ORESTIADE (da Eschilo) scritto, rappresentato e pubblicato 1960
IL VANTONE (da Plauto) scritto, rappresentato e pubblicato 1963
VIVO E COSCIENZA 
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scritto nel 1967-73 (?), mai rappresentato, pubblicato 1993
Di Pier Paolo Pasolini è da ricordare inoltre IL FRIULI, testo-sceneggiato trasmesso dalla Rai l’8 aprile 1953, già incluso nella sezione “teatro” di “Pagine corsare”. 
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Stefano Casi (Arezzo, 1962) è giornalista professionista e collaboratore de «la Repubblica». Vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato diversi saggi su Pasolini (tra cui Desiderio di Pasolini, 1990) e sul teatro (Teatro in delirio, 1989). La sua tesi di laurea sul teatro di Pasolini ha vinto il Premio Pasolini. Dirige la rivista trimestrale di cultura «Società di pensieri» e il mensile di informazione «Teatri di vita». .
Per mettersi eventualmente in contatto via e-mail con Stefano Casi, direttore artistico di "Teatri di vita - Centro per la Sperimentazione dello Spettatore: riflessi - società di pensieri"
stefanocasi@infinito.it
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(Pasolini. Un’idea di teatro, di Stefano Casi, è pubblicato da Campanotto Editore, Udine, via Michelini, 1 oppure
Pasian di Prato (UD) - tel 0432 6993390) 







 


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