"Pagine
corsare"
Sezioni
Pier Paolo Pasolini
- L'Idroscalo di Ostia
ULTIMO AGGIORNAMENTO: OTTOBRE
2009
Notizie
- Informazioni - Commenti - Iniziative
* * *
AVVISO 1°
novembre 2005
Il
monumento di Ostia è stato rifatto e inaugurato. Vedi lo "Speciale
Ostia" e tutte le notizie
inoltrate da
Francesco
Pasqua [comprese le pagine collegate]. Quanto scritto nella pagina presente
si riferisce
alla
situazione pregressa del "pratone" di Ostia e del monumento preesistente.
PER
TUTTE LE NOTIZIE CONTENUTE IN "PAGINE CORSARE"
SULL'IDROSCALO
DI OSTIA, VEDI ANCHE LE SEZIONI "SAGGISTICA"
E "VITA"
* * *
ottobre 1997
Così
un paese civile ricorda i propri poeti?
.
Foto di Piero Lucarelli
Fango, acquitrini,
immondizia, sterpaglie, cemento divelto e totale abbandono; è questo il
tributo che l'Italia dà a uno dei suoi più importanti poeti civili? Non
c'è una targa che ricordi che in quel luogo, immutato da vent'anni, fu
soppressa la persona e la poesia di Pier Paolo Pasolini; non c'è niente
all'infuori del degrado e un brutto monumento di cemento grezzo. E' un
luogo irreale, meta di chi non vuole dimenticare la voce che solo la violenza
generata da una società altrettanto violenta ha fatto tacere.
Il Comune di Roma dovrebbe
intervenire per sostituire, o almeno restaurare, quel monumento, e apportare
alla segnaletica stradale cartelli che indichino con precisione il luogo.
Nei giorni di pioggia, poi, si formano immensi acquitrini che rendono il
terreno melmoso e la visita difficoltosa.
E' stata redatta una petizione
al Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, alla quale hanno aderito i visitatori
di Pagine corsare. [La petizione stessa è stata inoltrata il
2 novembre 1998.] Si darà a tutti informazione sull'esito che tale
richiesta otterrà.
ottobre
1997
.
Leggi
la petizione
* * *
2
novembre 1998: la sottoscrizione della
petizione è conclusa. L'elenco degli aderenti-sottoscrittori è il primo
degli allegati alla petizione al Sindaco di Roma che è stata inoltrata
oggi; il secondo allegato è costituito dalla raccolta di commenti che
i sottoscrittori hanno inoltrato a "Pagine corsare"; il terzo allegato
consiste di 6 fotografie del luogo all'Idroscalo di Ostia ove Pier Paolo
Pasolini fu assassinato.
A tutti
coloro che hanno sottoscritto la petizione la curatrice di Pagine corsare
rinnova il proprio ringraziamento, assicurando che non appena in possesso
di notizie sull'esito della petizione stessa ne informerà tempestivamente
tutti coloro che hanno dato la loro adesione.
* * *
Maggio
2000: dopo due risposte interlocutorie
del Ministero dei Beni Culturali
(il Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, non ha mai risposto alla petizione),
sono stati rilevati su Internet due documenti di cui si dà notizia in
altra
pagina. Riguardano la costruzione del "Porto di Roma" a Ostia e la
sistemazione ("Parco Pasolini") del terreno alle spalle del porto, quello
stesso "pratone" dove avvenne l'assassinio del Poeta. Altre notizie sono
rperibili nelle sezioni "vita" e "saggistica" di
"Pagine corsare".
* * *
Nota
del Municipio XIII
La
notte del 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini fu ucciso in un campo
del degradato Idroscalo di Ostia, a pochi passi dallo squallido gruppo
di casupole abusive. Suo assassino fu un ragazzo di 17 anni, Giuseppe Pelosi
detto "Pino la rana", per nulla differente dai giovani di borgata descritti
dal contestato scrittore nei suoi libri. Il ragazzo lo massacrò a colpi
di bastone per poi investirlo con la macchina di proprietà dello stesso
Pasolini.
In
quel luogo irreale, proprio sulla scena del delitto, lo scultore Mario
Rosati ha scolpito un monumento dedicato alla sua memoria. E' un'opera
moderna in cemento grezzo, che per vent'anni è rimasta abbandonata a se
stessa, isolata tra fango, acquitrini, immondizia e sterpaglie, senza una
targa a ricordare ove furono soppresse la persona e la poesia di Pasolini.
Due anni fa l'area dedicata al monumento è stata però completamente bonificata
e sistemata. La scultura è ora inserita nel perimetro dell'oasi ecologica
dov'è situato il Centro Habitat Mediterraneo della LIPU. Posta in un'area
recintata, non è più circondata da rifiuti, ma dalla natura rifiorita.
Un tempo quasi sconosciuta, sono in continuo aumento le persone che si
recano a visitarla, anche grazie all'istituzione nelle immediate vicinanze
del nuovo porto turistico di Roma (che attrae moltissimi turisti). Alla
memoria di Pasolini è dedicata, sempre ad Ostia, un'altra scultura. Realizzata
dal maestro Consagra l'opera è situata nella centralissima Piazza Anco
Marzio.
* * *
OTTOBRE
2004:
un visitatore di "Pagine corsare", Sergio Delle Cese, ha inviato alcune
foto del monumento di Mario Rosati all'Idroscalo di Ostia dove Pasolini
fu assassinato.
* * *
maggio
2005
Ostia,
sfregiati i monumenti a Pasolini
Davide
Desario, Il Messaggero, 9 maggio 2005
Martellate contro
la scultura del maestro Rosati. La stele di Gizzi imbrattata con vernice
rossa. L'ultimo insulto alla memoria dello scrittore.
ROMA - Spray e martellate
contro i monumenti a Pier Paolo Pasolini. Quello all'Idroscalo, nel luogo
dove il grande poeta venne barbaramente ucciso, è stato nuovamente deturpato:
qualcuno lo ha colpito di recente lasciando in terra, tra erbacce e rifiuti,
le schegge dell'opera realizzata dallo scultore Mario Rosati. Poco distante,
in piazza Gasparri, un'altra "aggressione", anche peggiore: la stele dello
scultore Gaetano Gizzi è stata imbrattata di vernice rossa con disegni
fallici. Si è salvato soltanto il terzo monumento, quello nella centralissima
piazza Anco Marzio.
E' la conferma del difficile
rapporto tra Ostia e Pier Paolo Pasolini. Una storiaccia che va avanti
da trent'anni. All'indomani dell'assassinio, infatti, suscitò rabbia tra
gli abitanti l'accostamento del Lido a quell'artista che in molti giudicavano
"scomodo".
Oggi basta fare una passeggiata,
anche senza la vespa "cara" a Nanni Moretti, per rendersi conto che poco,
davvero poco, è cambiato. Il monumento più vecchio è quello dell'Idroscalo.
Per anni è stato abbandonato in un vergognoso degrado tra montagne di
rifiuti e un pascolo di pecore e maiali: come non ricordare l'imbarazzo
dei rappresentanti di Governo negli anni Ottanta quando il presidente francese
Mitterrand, a Roma in visita ufficiale, chiese di poter visitare il luogo
dove venne massacrato il poeta. Contro quel degrado venne lanciato un
appello via internet dal sito www.pasolini.net che raccolse migliaia di
sottoscrizioni da tutto il mondo.
L'ex presidente del XIII
municipio, il diessino Massimo Di Somma, propose di realizzare nella vicina
Tor San Michele il museo di Pasolini, ma l'idea è rimasta tale. Poi è
arrivata la realizzazione del mirabolante Porto Turistico: i progettisti
hanno ritagliato per Pasolini un «montarozzo spelacchiato e infernale»,
per dirlo alla Moravia, recintato alla meno peggio. Non deve esser stato
difficile varcare quel portoncino sbilenco, tra tappetini d'auto abbandonati
e avanzi di pizza, e accanirsi ancora una volta contro Pasolini e la sua
memoria: «Le schegge di cemento sono ancora bianche - nota un vecchietto
che vive nelle baracche dell'Idroscalo - è un lavoretto fatto di fresco».
Poche centinaia di metri
più in là, da meno di due anni è tornata in piazza Gasparri una stele
in ricordo del poeta: nel 1983 venne depositata abusivamente dallo scultore
Gizzi e dai comitati cittadini che intendevano dare una dignità culturale
ad un quartiere troppo spesso al centro delle cronache nere. Ma poi, in
seguito al restyling della piazza (una delle "cento" della giunta Rutelli),
durante i lavori la stele venne rotta e quindi rimossa. Soltanto nel 2002
un altro presidente del municipio. Davide Bordoni (trentenne di Forza Italia),
dopo aver superato lo scetticismo dei suoi colleghi di maggioranza, è
riuscito a ricontattare lo scultore e a riportare la sua opera in piazza,
proprio al centro del parco. È lì, ancora senza targa. E in questi giorni
(il rosso della vernice è "vivo") qualcuno, forse uno dei ragazzi di strada
dei terzo millennio, si è armato di una bomboletta spray e l'ha imbrattata
con inequivocabili simboli fallici.
Si è salvato, viene da dire
per ora, il terzo monumento, quello di piazza Anco Marzio. Quando nel '93
venne decisa la sua collocazione al centro di Ostia, gli abitanti della
zona protestarono a lungo.
«Di Pasolini si riempiono
tutti la bocca ma poi nessuno fa niente - sbotta Bordoni. Noi, come municipio,
ogni anno organizziamo iniziative in memoria dell'artista. E adesso interverremo
subito per ripulire la stele di piazza Gasparri. Mi chiedo solo come mai
in tutti questi anni nessuna istituzione abbia mai stanziato finanziamenti.».
* * *
I
danneggiamenti ai monumenti di Pasolini
di
Angelo Bonelli, 11 maggio 2005
Preoccupa molto
che gli ultimi danneggiamenti dei monumenti dedicati alla memoria di Pier
Paolo Pasolini siano avvenuti immediatamente dopo le ultime rivelazioni
di Pino Pelosi, vale a dire che l'assassinio di Pasolini possa essere stato
premeditato e materialmente compiuto da un gruppo di persone.
Evidentemente vi sono persone
a cui dà ancora fastidio il ricordo di Pasolini e soprattutto del lento
riemergere della verità sull'omicidio. Dopo tanti anni riemerge pubblicamente
l'ipotesi mai sopita che Pasolini sia stato ucciso per le sue idee. Giusta
quindi la riapertura del caso da parte della Procura che stavolta deve
procedere fino in fondo per verificare il ruolo svolto in questa vicenda
da personaggi provenienti da quel sottobosco delinquenziale legato alla
destra eversiva e se vi siano state responsabilità da parte dei servizi
segreti.
Quando ero presidente della
XIII Circoscrizione fui promotore della realizzazione di un monumento (poi
realizzato dall'artista Consagra - inaugurato nel 1993) e della sistemazione
della Piazza ove venne in seguito collocato, superando le resistenze poste
dalla maggioranza di centrodestra che seguì.
Ricordo anche di avere indetto,
nel 1999, una petizione popolare per l'istituzione di un centro culturale
dedicato all'opera artistica del grande poeta e regista presso Tor San
Michele, la torre cinquecentesca realizzata su disegno di Michelangelo,
sita presso la foce del Tevere, che da anni giace inutilizzata.
E' forse il caso di rilanciare
questa proposta: un centro dedicato a Pasolini sarebbe forse il modo migliore
per onorare la sua memoria e tenere alti l'interesse e le ricerche che
ruotano intorno alla sua opera.
Angelo
Bonelli
Capogruppo Verdi Regione
Lazio
[Alice,
settimanale on line n.54 dell'11 maggio 2005
]
[NOTA
DELLA CURATRICE:
Angelo Bonelli è stato anche il promotore (2002) di una iniziativa a favore
di Franco Citti. Si veda la documentazione
su "Pagine corsare.]
* * *
[dal
sito web della LIPU - Lega Italiana per
la Protezione degli Uccelli]
Il
Centro Habitat Mediterraneo LIPU è un'area umida costiera alla foce del
Tevere, con pannelli, visite guidate e capanni, che guidano il visitatore
al contatto diretto con gli ambienti tipici dell'habitat Mediterraneo (la
macchia, la vegetazione della duna, gli stagni). Adulti, e in particolare
bambini e portatori di handicap (in via di realizzazione strutture dedicate),
potranno così godere di uno spazio verde ricchissimo di animali.
Circa
180 le specie di uccelli censite al Centro LIPU, tra cui il Gabbiano corso,
la Spatola ed il Gambecchio frullino, gli affascinanti Cavaliere d'Italia,
Fenicottero rosa e uno splendido esemplare di Egretta intermedia il primo
avvistato in Italia. Da segnalare, tra i nidificanti, la rarissima Moretta
tabaccata, il Gruccione, il Tarabusino, il Tuffetto ed il Cigno Reale.
Saranno presto realizzate strutture didattiche e di ricerca.
All'interno
dell'area si trova, prima circondato dai rifiuti ed ora dalla natura rifiorita,
il
monumento a Pasolini, ed inoltre un bunker della seconda guerra mondiale,
la michelangiolesca Tor San Michele e poco lontano importanti scavi archeologici.
* * *
Un
commento
di
Laura
Bogliolo
[...]
Mi hanno detto che non lontano c'è quel pezzo di terra dove ha finito
di respirare Pasolini. Ci vado. Un fazzoletto di prato non molto curato.
Separato dal ciglio della strada da una rete color ruggine. Si accede attraverso
uno squarcio che fa da porta. Legato alla recinzione con 30 centimetri
di filo di ferro. Quello fatto ad uncino. Sopra c'è appiccicato un foglio
plastificato e sporco. A fatica riesco a leggere:''Area protetta. Lipu...
in ricordo di Pier Paolo Pasolini... si prega di tenere la zona pulita'.
Entro.
Pochi metri e arrivo al ''rudere'' in ricordo di Pasolini. Posso chiamare
monumento un pezzo di pietra bianco sporco a forma di...? Devo ancora capire
cosa rappresenti. Non c'è una targa, non c'è scritto niente. Solo un
pezzo di pietra in fondo a un pezzo di prato. Ma c'è tanto spazio. Immagino
già la scena: politici e amministratori ai lati del rudere in posa per
la foto di gruppo il giorno dell'anniversario della morte di Pasolini.
[...]
* * *
Il
ricordo
di
Marianna
Buccafurni
La
mattina del 2 novembre 1975 era una splendida giornata di sole. Percorrevo
in auto il lungomare Toscanelli di Ostia a velocità moderata; era con
me mio figlio di tre anni. Alla radio trasmettevano il giornale radio,
e la prima notizia diffusa fu quella del ritrovamento del corpo senza vita
di Pier Paolo Pasolini all'Idroscalo di Ostia.
Eravamo
a poche centinaia di metri da quel luogo; la mia prima reazione istintiva
fu di paura: ho subito visto nella mia mente il corpo di Pasolini coperto
con un lenzuolo bianco, disteso in mezzo al fango e la sporcizia: così
era davvero, seppi più tardi.
La
rabbia, poi, mi strinse lo stomaco e mi chiesi sino a che punto possa arrivare
l'istinto dell'uomo in certi momenti. Non riuscivo a trovare una risposta.
Volevo andare sul luogo di quella tragica morte, ma arrivata a piazza Gasparri
(la piazza dove anni dopo hanno messo un piccolo monumento dedicato a Pasolini,
monumento oggi quasi distrutto dai vandali e dall'incuria) mi sono accorta
che non si poteva passare: c'era un cordone di carabinieri e polizia che
circondava la zona.
Ho
lasciato l'auto sul lungomare ed a piedi sono andata a casa di mia madre,
che era lì vicino. Quel giorno, quel 2 novembre 1975, ero andata ad Ostia
per la ricorrenza dei morti: pochi mesi prima era morto mio padre. Aveva
la stessa età di Pasolini.
Quando
arrivammo da mia madre, dopo aver attraversato a fatica il posto di blocco
di carabinieri e polizia, che controllarono dove andavamo, lei non sapeva
ancora di quel delitto così vicino a casa sua. Era presa dai suoi problemi
di solitudine, in quel giorno dedicato ai morti. Stava preparando i fiori
per portarli al suo uomo al cimitero vicino agli scavi di Ostia Antica,
dove era sepolto. Le ho solo detto quanto mi sembrasse assurdo che un ragazzo
così giovane avesse tutta quella forza materiale per contrastare un uomo
fino al punto di ucciderlo.
Avevo
le lacrime agli occhi. Ero consapevole che avevamo perso oltre al Pasolini
scrittore, regista, uomo di cultura, soprattutto il Pasolini UOMO.
In quel periodo leggevo con interesse i suoi articoli sui quotidiani, dove
affrontava temi reali, delle persone che vivevano (e forse vivono ancora
oggi) una realtà di vita degradante, nelle borgate romane, e l'avevo sentito
vicino, perché quella realtà era stata anche la mia sino all'anno prima.
Ero emozionata, dolorosamente emozionata, per quello che era accaduto lì
vicino.
Mio
figlio mi chiese perché piangessi. Lo presi sulle ginocchia e gli spiegai
con parole semplici che era morto un uomo al quale volevo bene.
Quel
2 novembre 1975 ha lasciato un segno nella mia vita, nella vita di una
donna che aveva 23 anni ed un figlio, donna che era il primo anno che andava
al cimitero per la ricorrenza dei morti a portare i fiori sulla tomba del
padre, donna che si era avvicinata da poco tempo ai problemi politici e
sociali, che aveva scoperto Pasolini, un uomo con il coraggio di schierarsi
dalla parte dei più deboli.
|
,
|
. |

|