
|
|
![]()
|
.. |
Saggistica Pasolini passione.
Vita senza fine
L'interesse nei suoi confronti pare alimentato soprattutto dai toni delle cronache postume sulle circostanze della sua morte e da una difficoltà a chiarire molti aspetti della tragica vicenda avvenuta il 2 novembre 1975 ancora avvolta da dubbi e da sospetti. Una vicenda che resta aperta in attesa di parole serie e definitive, dopo che l'assassino di Pasolini, Pino Pelosi, nel corso di una trasmissione televisiva dello scorso maggio, ha negato le sue responsabilità nel delitto rilanciando l'ipotesi di un agguato omicida perpetrato da più persone. Anche di questo aspetto della storia pasoliniana tratta il libro di Italo Moscati, Pasolini passione edito da Ediesse di Roma. Occorre conoscere e approfondire la lezione pasoliniana. Il che significa impegnarsi a leggere i numerosi studi esistenti al fine di approfondire la personalità, i temi, i contenuti pasoliniani. E prima ancora, naturalmente, leggere i suoi libri, le sue poesie; vedere i suoi film, ma leggerne anche le sceneggiature, con tutte le minuziose indicazioni che vi sono contenute. «Una lezione che consiste nel continuare a interrogarsi e a interrogare, senza rinunciare a prendere posizione», scrive Italo Moscati nel suo saggio, in libreria dallo scorso ottobre. Ed è significativo che l'autore dedichi questo libro ai suoi studenti dell'Università di Teramo che «continuano con entusiasmo a studiare Pasolini. Cercando quella voglia di conoscere che il poeta chiama gioia». Sono molte le pagine di Pasolini passione che testimoniano l'impegno di studioso di Italo Moscati, che tra l'altro conobbe personalmente Pasolini dopo che ne aveva già letto i libri e visto i film. Altrettanto numerose ed efficaci sono le narrazioni contenute nel libro, che amplia e approfondisce l'indagine sullo scrittore-regista effettuata da Moscati con il precedente Pasolini e il teorema del sesso (Il Saggiatore, 1995). Mi soffermo in particolare
sulle pagine di Pasolini passione riguardanti la Mostra d'arte cinematografica
di Venezia del 1968, perché la capacità di raccontare di
Moscati è notevole. E inoltre devo confessare che avevo scarsa conoscenza
delle vicende veneziane di quell'estate del '68.
"Pasolini comiziante" a Venezia «Tra i diversi aspetti che possono stupire in Pier Paolo Pasolini» - scrive ancora Italo Moscati su "drammaturgia.it" -, «uno è quello della sua grande capacità di lavoro. Non direi che, ricordandolo per i trent’anni trascorsi dalla morte, siano stati molti quelli che - scrivendone, commemorando, talvolta pontificando - abbiano valutato la produzione sterminata del suo fare di artista. [...] Studiando Pasolini mi sono reso conto che non mi bastava guardare o leggere, ma dovevo varcare una soglia, la soglia nascosta che sta tra ciò che viene stampato o proiettato e ciò che le mani di un autore fanno d’accordo con le emozioni e il progetto che ha in testa. Dovevo adempiere quel che chiede, con umiltà e orgoglio, lo stesso Pasolini: “… io , se sono vivo,/ lo sono in questa terra,/ lo sono per la gioia/ di conoscerla, e darmi/ ad essa per averla”. Per conoscere, insomma, bisogna “darsi”, lavorare». Italo Moscati, scrittore,
sceneggiatore, regista, è nato a Milano e vive e lavora a Roma dal
1967. Ha collaborato con Liliana Cavani (scrivendo tra l’altro “Il portiere
di notte”), Luigi Comencini, Giuliano Montaldo, Silvano Agosti. Ha svolto
e svolge attività di critico teatrale e cinematografico per numerosi
giornali e riviste, oltre che per SatCinemaWorld e Hollywood Party. È
stato capo dei Servizi sperimentali della Rai, producendo i primi film
di Gianni Amelio, Maurizio Ponzi, Peter Del Monte e altri, lavori di Jean
Luc Godard, Gluber Rocha e Marco Ferreri; è stato anche vicedirettore
di Rai Educational. Per quattro anni si è occupato come presidente
del Centro d’arte contemporanea di Prato, per nove del Premio Libero Bizzarri
per il documentario (per sei anni ne è stato il direttore artistico).
Ha scritto dieci commedie messe in scena da Ugo Gregoretti, Piero Maccarinelli
e Augusto Zucchi. Ha diretto per la Tv il serial “Stelle in fiamme” e il
film “Gioco perverso”, oltre a numerosi documentari e inchieste tra cui
“Il castello di sabbia”, “Tornerai”, “Risvegli d’Italia”, “La ciociara
e le altre”, “Passioni nere”, la seconda serie di “Combat Film”, e la Trilogia
della Paura (“La guerra perfetta”, “Maschere”, “Nomadi”) dedicata alla
situazione creatasi dopo l’11 settembre 2001. Ha realizzato nel 2004 dieci
puntate di “I Tg della Storia”, “Viziati - Quanto ci hanno rovinato cinquant’anni
di Tv?”; e nel 2005, ”Adolescenti ovvero principianti assoluti” in dieci
puntate e “Il paese mancato” per La Grande Storia di Rai3. Dirige per RadioRai3
gli sceneggiati di “La storia in giallo”.Tra i suoi ultimi libri:
“Il cattivo Eduardo”, “1967-Tuoni prima del Maggio”, “1969-Un anno bomba”,
“1970-Addio Jimi”, “2001-Un’altra Odissea”, “Le scarpe di Jack Kerouac”,
“Anna Magnani”, “Vittorio De Sica”, “Sophia Loren-L’ultima diva”, “Pasolini
passione”.
|
|
|