La saggistica
 

"Pagine corsare"
Nove saggi dalla mostra
"Palabra de corsario"
Madrid, 15 settembre-30 ottobre 2005
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Gli scrittori sotto indicati sono autori di alcuni dei saggi preparati per la Mostra Palabra de corsario che si è tenuta a Madrid lo scorso anno dal 15 settembre al 30 ottobre. Le versioni in lingua spagnola - alcune delle quali si trovano nella sezione dedicata alla mostra madrilena -  si riferiscono ai testi pubblicati anche nel Catalogo della Mostra. Per chi fosse interessato, il Catalogo Pier Paolo Pasolini. Palabra de corsario può essere richiesto al Círculo de Bellas Artes, calle Alcalá, 42 - 28014 Madrid ES (tel. +34913605400).
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Bertolucci Casi Castro Cerami Gonzaléz Maresca Merino Montero Santa Cecilia
Bertolucci Casi Castro Cerami Gonzaléz Maresca Merino Montero Santa Cecilia
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Agonia di Franco e morte di Pasolini
Carlos García Santa Cecilia

All'alba di domenica 1° novembre 1975, mentre Pier Paolo Pasolini veniva brutalmente assassinato a Ostia, Francisco Franco entrava in stato critico. La sua già lunga malattia si complicò con un'emorragia gastrica massiccia che richiese un'operazione d’urgenza in una sala operatoria estemporanea nel quartiere del reggimento di guardia del palazzo del Leopardo. L'ulcera gastrica che tentò di contenere il dottor Hidalgo Huerta durante più di tre ore provocò alterazioni cardiache "severe". Alla fine chiesero all'esausto chirurgo le possibilità di sopravvivenza. "Una tra cento", rispose. Ma Franco si svegliò dall'anestesia in "forma miracolosa" e trascinò la sua agonia per venti giorni nei quali il Marocco invase la Spagna con la cosiddetta “marcia verde”. 

Non ci fu, invece, resurrezione per Pier Paolo Pasolini la cui morte narrano i giornali spagnoli, illustrando il profilo di un paese angosciato e ammalato che ebbe soltanto l'opportunità di conoscere l'opera del letterato e cineasta italiano. Abbiamo perso un poeta", disse Moravia al suo funerale e scrisse Cambio 16, "e di poeti, credetemi, ce ne sono pochi." 

La notizia della morte di Pasolini fu pubblicata il 3 novembre sull’Hoja del Lunes. Vicino alle circostanze del crimine, una nota della redazione ricordava non la sua opera o la sua filmografia bensì la contraddizione costituita dalla sua relazione con il marxismo e contemporaneamente le "buone relazioni con settori cattolici". La corrispondente del vespertino Pueblo, Elvira Daudet, affermava che conosceva personalmente Pasolini e che stentava a credere ciò che era accaduto poiché “aveva una vita sentimentale abbastanza regolata" e si muoveva in un ambiente nel quale non aveva "carenze". Copérnico, nel commento che completa la pagina, si domanda quale delle sue tre personalità - omosessuale, marxista e intelligente - ha ucciso l'autore italiano. Avrà risposta alcuni giorni dopo da El Alcázar, in un articolo a firma Félix Martilay: "La risposta è ben chiara in presenza delle dichiarazioni di Giuseppe Pelosi: il sesso. Ma non la deviazione sessuale, bensì la passione incontrollata." 

Il giorno dopo, Abc dedica al tema una pagina firmata dal suo prestigioso corrispondente a Roma, Eugenio Montes: "Io, per contrasto, ricordo che da quella stessa spiaggia di Ostia, oggi luogo di quella scena impura, fu assunto in cielo uno degli esseri più puri al mondo: la madre di Sant’Agostino". Poi, da parte sua, insiste nella preoccupazione religiosa del morto e afferma che Pasolini non criticava la religione bensì le contraddizioni storiche della "Chiesa". Non gliela perdona neppure Alfonso Paso, uno degli autori più popolari dell'epoca che afferma in El Alcázar: "Era quello che i nostri nonni chiamano un pederasta segreto". Marcelo Arroita-Jaúregui, nello stesso giornale, si immerge in un'analisi dell'opera: "Sorto come epigono da un neorealismo agonizzante seppe dare tanto a quello che non aveva ormai salvezza, l'ossigeno di un certo scandalo, attraverso certe eterodossie - cristiane, ma anche marxiste - così come attraverso un populismo esacerbato." 

Tale panorama di condanna si rompe solo su Informaciones che oltre a un'interessante colonna di Alfonso Sánchez nella quale ricorda che lo conobbe e riferisce opinioni di cineasti come Michelangelo Antonioni o Luchino Visconti, dedica varie pagine del suo supplemento di arti e lettere all'intellettuale italiano. Lì sapremo della traduzione di Antonio Colinas di Le ceneri di Gramsci e conosceremo la chiave di tanti improperi: "Pasolini è uno dei peggiori cineasti conosciuti in Spagna", scrive César Santo Fontela. Non si conosceva neppure la quarta parte dei suoi film, in Spagna, e ancor meno la sua opera letteraria. 

Cambio 16 cerca di valorizzare l'autore, ma Fuerza Nueva afferma che la morte di Pasolini, "firmatario di documenti nelle campagne antispagnole", è l'esempio al quale è arrivata la "frana morale della società". Infine, Quaderni per il Dialogo offre un'opinione originale: "Pasolini si è occupato di ricordare, di ripetere che la desolazione dei suoi proletari non dev’essere alleggerita soltanto attraverso miglioramenti sociali." 

L’eco della morte di Pasolini si spegneva in Spagna ed il dittatore si rifiutava di morire. 

 


Agonia di Franco e morte di Pasolini, di Carlos García Santa Cecilia
 

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