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Narrativa Dossier "Petrolio"
"Ho iniziato un libro che mi impegnerà per anni, forse per il resto della mia vita. Non voglio parlarne, però: basti sapere che è una specie di 'summa' di tutte le mie esperienze, di tutte le mie memorie" [Pier Paolo Pasolini, gennaio 1975]. Si tratta di Petrolio, romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini pubblicato postumo nel 1992 da Einaudi. Pasolini accompagna il manoscritto di Petrolio con una lettera ad Alberto Moravia (mai spedita) nella quale Pasolini scrive, in apertura: «[...] È un romanzo, ma non è scritto come sono scritti i romanzi veri: la sua lingua è quella che si adopera per la saggistica, per certi articoli giornalistici, per le recensioni, per le lettere private o anche per la poesia: rari sono i passi che si possono chiamare decisamente narrativi, e in tal caso sono passi narrativamente così scoperti [...] che ricordano piuttosto la lingua dei trattamenti o delle sceneggiature che quella dei romanzi classici: si tratta cioè di 'passi narrativi veri e propri' fatti 'apposta' per rievocare il romanzo [...]».Di Petrolio sono rimaste poco meno di 600 pagine a stampa, costituite da "Appunti" numerati progressivamente, un insieme di frammenti più o meno estesi e che in qualche caso si presentano con il solo titolo. L'opera doveva apparire come l’edizione critica di un testo raccolto da più manoscritti, legati da un curatore che doveva colmare con materiale storico le vaste lacune del libro. Capolavoro narrativo, che per la prima volta mette insieme saggistica e romanzo, Petrolio - nella sua struttura incompleta, fatta di interruzioni e ripetizioni - è una summa delle tematiche pasoliniane, spietata analisi politica e racconto di corpi senza amore, di carnalità e sesso. Protagonista del romanzo è Carlo, ingegnere della borghesia torinese, nato nel 1932 e laureatosi a Bologna nel 1956: lavora all'ENI ed è un brillante cattolico di sinistra. Il personaggio di Carlo è però sdoppiato, esiste infatti un Carlo primo che è Carlo di Polis, angelico e sociale, e un Carlo di Tetis, diabolico e sensuale. Apparentemente le due metà del personaggio sembrano possedere vite diverse, ma in realtà essi si scambiano spesso i ruoli e risultano così come una stessa persona, simbolo della contraddittorietà (che tra l’altro è una caratteristica anche dello stesso Pasolini). Nel leggere i frammenti di Petrolio si osserva che la lingua è ora raziocinante e precisa, spesso saggistica, ora lirica, a volte elementare, a volte estremamente elaborata. Nel progetto dell'autore Petrolio avrebbe dovuto raggiungere ogni “estrema regione” della forma, fino a quella illeggibile delle pagine in greco o in giapponese. Molte sono le suggestioni di carattere medioevale (Petrolio appare debitore al modello della Commedia dantesca, con la sua satira e la dura denuncia della politica contemporanea) e tutta l'opera si appoggia a strutture di carattere mitologico, come quella degli Argonauti o di Tiresia. Pasolini scrive che questa sua opera si sarebbe presentata "sotto forma di edizione critica di un testo inedito", finzione che la morte improvvisa e violenta dell'autore ha reso reale. Da tempo mi proponevo di realizzare un approfondimento dell’ultimo romanzo pasoliniano. L’occasione me la dà ora il lavoro importante e significativo di Simona Consoni - a cui sono molto grata. Su Petrolio Simona Consoni ha scritto la sua tesi di laurea che ha deciso generosamente di rendere disponibile alla lettura dei visitatori di “Pagine corsare”. Completano, integrano e arricchiscono la ricerca, esperita da Simona nella tesi qui presentata, alcuni qualificati interventi apparsi sulla stampa. Qui di seguito fornisco un
sommario completo del “Dossier Petrolio”, comprendente anche tutta la documentazione
già contenuta in “Pagine corsare” oltre a quella ora proposta ai
visitatori del sito. [A.M.]
Petrolio,
[tesi di laurea integrale, 2000-2001] di Simona Consoni
Già presenti in
"Pagine corsare":
Anche il teatro si è
occupato di Petrolio. Sono stati messi in scena tra l’altro spettacoli
ispirati direttamente all’ultimo capolavoro di Pier Paolo Pasolini: alcuni
sono ampiamente citati in “Pagine corsare”:
Si veda anche:
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