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"Pagine corsare"
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Blu notte diventa opera teatrale
Carlo Lucarelli sul palcoscenico lo scorso febbraio a Torino
www.teatrocolosseo.it

Il 16 e il 17 febbraio al teatro Colosseo di Torino è andato in scena Carlo Lucarelli in Pasolini, un mistero italiano.

“Noi italiani abbiamo due brutti vizi, la dietrologia e la voglia di “giallo”, che ci fanno sempre immaginare qualcosa di strano dietro ogni avvenimento. Spesso è un errore, spesso purtroppo no, ma a volte capita che si senta il bisogno di approfondire quello che è successo perché da questo può nascere comunque una riflessione utile e importante. Pier Paolo Pasolini è un poeta, un regista, uno scrittore, un intellettuale di cui sentiamo tutti la mancanza, ma purtroppo è anche un mistero, un “mistero italiano”, e chiedersi qualcosa sulla sua morte significa riflettere su tanti altri temi, altrettanto importanti. Mettere in fila i fatti, rivedere le indagini svolte e soprattutto quelle mai eseguite, anche alla luce dei più recenti avvenimenti e delle ultime interpretazioni, può essere utile e alla fine, come spesso accade, riservare qualche strana sorpresa.” (Carlo Lucarelli).
Molti conoscono Lucarelli perché è un grande scrittore, uno dei migliori giallisti dell’Italia moderna, altri perché l’hanno visto condurre con successo la trasmissione Blu Notte in onda su Rai 3. Ora Carlo Lucarelli sale anche sui palcoscenici dei teatri italiani per interpretare, alla maniera di Blu Notte, lo spettacolo Pasolini, un mistero italiano. Pier Paolo Pasolini è un poeta, un regista, uno scrittore, un intellettuale, ma è anche un mistero italiano.

Grazie alla sua straordinaria capacità di ricostruzione ed affabulazione, Carlo Lucarelli racconta, come in un libro giallo, i fatti che hanno segnato questo delitto. Con contributi video, musiche e parole degli attori espone minuziosamente la dinamica del delitto e i vari risvolti investigativi e processuali, e lo fa in modo chiaro e preciso astenendosi dai pregiudizi. 
La tecnica di racconto non è giornalistica ma narrativa e Carlo Lucarelli utilizza tutti gli espedienti del genere giallo come la suspence, il mistero, il colpo di scena per raccontare questa storia con il ritmo incalzante di un romanzo.

Le immagini proiettate durante lo spettacolo sono tratte alcune dal film Pasolini un delitto italiano di Marco TullioGiordana; altre dal film Comizi d’amore; altre immagini riguardano la testimonianza di Sergio Citti e le riprese sono a cura di Mario Martone.

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Intervista a Carlo Lucarelli di Tiziana Platzer, 
da La Stampa 16 febbraio 2007

Calarsi completamente nel ruolo del magistrato e riaprire un caso della cronaca più nera. Sentirsi cuciti addosso i panni di sostituto procuratore e sprofondare fra i faldoni di un delitto di mafia, di una strage di Stato. È semplice voglia di mistero? Lui sostiene sia un vizio italico il voler vedere sempre qualcosa di oscuro dietro ogni storia. E se tale certezza arriva da Carlo Lucarelli, l’unica cosa da fare è seguirlo nell’esposizione dei fatti. 

L’autore giallista di indiscusso successo e propositore televisivo dei più celebri omicidi della seconda metà del Novecento italiano dallo studio di «Blu Notte», a sorpresa arriva a teatro raccontando «Pasolini, un mistero italiano»: al Colosseo di Torino. In scena un lavoro d’équipe, perché Lucarelli non è solo, la narrazione sull’analisi dell’omicidio del poeta prende forma con attori e i musicisti, aiutata naturalmente da proiezioni video. 

Lei attore non è, dunque non è stato probabilmente un desiderio di intimità scenica o di disintossicazione da piccolo schermo a spingerla in un tour teatrale: come è successo?
«La consuetudine è attribuire a una persona il ruolo più noto, che nel mio caso è televisivo, oltrechè di scrittore. Invece io arrivo dal teatro, fin dagli Anni Ottanta, quando scrivevo sceneggiature per alcune compagnie bolognesi, ma pochi lo sanno. E poi quando abbiamo cominciato a fare “Blu Notte” ci siamo ispirati a un modello teatrale-letterario, non a un format tv». 

Però è la prima volta che va in scena?
«Questo sicuramente sì, e mi imbarazza parecchio. Infatti io resto seduto sul mio sgabello e racconto i fatti sulla linea del programma, poi ci sono attori veri a fare gli interpreti. È una breve distrazione, che si chiude con Pasolini. Dal palco si sente il pubblico, o meglio, il suo silenzio, che ti dà il senso di quanta attenzione ci sia nel seguire tutte le vicende».

Mettere in fila i particolari di un’indagine è diventato il «sistema Lucarelli»: ma sul mistero Pasolini ci sono informazioni nuove?
«Il pubblico riceverà notizie che non sa, non perchè non siano già emerse, ma perché scarsamente diffuse come capita in tutti i misteri italiani. Io avevo già fatto una puntata sulla sua morte e la vicenda era chiusa lì. Poi per il trentannale della morte a Roma mi chiesero di elaborare un testo, e così mi è venuto in mente questo spettacolo».

Qual è la chiave nuova rispetto a tante inchieste già viste?
«Collegare l’omicidio con la forte violenza della metà degli Anni Settanta, oltre alle testimonianze di Sergio Citti, di Pelosi, i legami con “Petrolio”, l’opera incompiuta. E anche il tentativo di riflettere su cosa sarebbe successo se Pasolini fosse ancora vivo, andare oltre il caso criminale».
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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Blu notte diventa opera teatrale - Carlo Lucarelli sul palcoscenico lo scorso febbraio a Torino

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