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"Pagine corsare"
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Attualità di un poeta
di Silvana Silvestri
in "Alias", supplemento del "manifesto", 13 gennaio 2007

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Pasolini in rassegna a Bucarest

La rassegna dedicata lo scorso novembre a Pier Paolo Pasolini a Bucarest e realizzata da Veronica Lazar è stata un evento culturale
di grande portata che dimostra ancora una volta l’attualità
del poeta e l’utilità dei suoi strumenti teorici

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Per trovarci nell’inaspettata elegante atmosfera liberty/art déco di Bucarest, abbiamo colto l’invito di un’autorevole personalità, Veronica Lazar. Interprete di origine rumena ha portato la sua presenza regale nel cinema italiano d’autore (Bertolucci, Antonioni, Argento,
Damiani, Emidio Greco), è insignita del titolo di commendatore della repubblica italiana e consigliere delegato del nuovo ministero della cultura rumeno e da anni è ambasciatrice
del cinema italiano in Romania con rassegne di grande prestigio dove sono stati programmati
fin dal 1999 classici, commedie, anteprime in programmi scelti molto accuratamente (non solo De Sica e Visconti ma anche Whinspeare e Roberta Torre, Moretti, Marco Tullio Giordana) e dove i registi e gli interpreti hanno potuto incontrare pubblico e stampa che dedica grande spazio alla manifestazioni sui giornali e in tv.

La rassegna del 2006 realizzata con l’associazione Itaroarte è stata interamente dedicata a Pier Paolo Pasolini, una scoperta per il foltissimo pubblico di giovani e studiosi, rimasti incantati sia dai suoi grandi classici che dalle opere molto meno conosciute, da noi
mostrate solo nei cineclub prima che «Fuori Orario» ne prendesse il testimone: Che cosa sono le nuvole?, Le mura di Sana'a, Comizi d’amore, La ricotta, Appunti per un’Orestiade
africana... Mentre le proiezioni si sono tenute nella sala dell’istituto di cultura francese, in quello italiano è avvenuta la presentazione della prima traduzione in rumeno degli Scritti
corsari» (inserita nel calendario tra una mostra sulla Dacia romana e un convegno su Giovanni Papini).

Tutta l’attualità del pensiero di Pasolini si è mostrato ancora una volta fertile e ben oltre i confini, poichè ci troviamo in un paese di transizione, come era l’Italia negli anni in cui scriveva, ancora a forte componente agricola, dove il potere si muove in modo non dissimile dal nostro (o dovunque vi siano capitali da muovere). Così le location delle periferie romane della speculazione che Pasolini usa come materia della trasformazione, è simile a quello che si sta facendo in Romania nonostante le prese di posizione degli urbanisti: là dove si è dovuto fermare Ceaucescu ora continuano a farlo gli speculatori, a costo di buttare giù storici monumenti e distruggere intere aree urbane, far franare antiche chiese ortodosse che neanche il regime aveva distrutto.

Proprio negli Scritti corsari (come nelle Lettere luterane) si può rileggere il grande attacco al potere che sarà raccontato in maniera precisa in Petrolio: è facile da spiegare, Pasolini ne traccia lo schema, ne fa proprio il disegno piramidale, per dimostrare come gli interessi di parte opposta convergano nei movimenti di interessi, nel controllo delle materie prime e della stampa, veicolazione del consenso. Così si compone la grande truffa del capitalismo, benvenuti nel mercato globale.

Più difficile da spiegare (e apre un grande dibattito verso l’est) è il Pasolini comunista attratto da tematiche religiose: «Come è possibile che un comunista facesse un film come Il Vangelo secondo Matteo?» chiede il pubblico sorpreso. E ci troviamo a parlare di via italiana al comunismo e dei testi di Marx e della sua volgarizzazione a un pubblico, ci rendiamo
improvvisamente conto, che è decisamente anticomunista. 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Attualità di un poeta, di Silvana Silvestri

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