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Notizie “Un uomo fioriva”:
un Pasolini sconosciuto all’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires
“Un uomo fioriva” racconta, attraverso alcune interviste a chi aveva conosciuto quel Pasolini. Un uomo che all’inizio a Roma ha un vita segnata dalle difficoltà finché si trova sorpreso e illuminato dall’assoluta novità di Roma, dalla sua bellezza, dai suoi ragazzi. E lo scrive al cugino Nico Naldini, anche lui intervistato da Lavagnini: “Caro Nico [...] Io sto diventando romano, non so più spiccicare una parola in veneto o in friulano e dico li mortacci tua. Faccio il bagno nel Tevere, e a proposito degli ‘episodi’ umani e poetici che mi succedono, moltiplicali per cento in confronto a quelli friulani”, scriveva Pasolini.Questi momenti, in genere felici, sono quelli che Lavagnini racconta nel suo film. Intervista anche i fratelli Citti, con i quali Pasolini scoprì la vita delle borgate romane, che in certo modo divennero esempio unico di vita. Già maestro di scuola portava i ragazzi a capire come si viveva in questi ambienti. “Pasolini: Un uomo fioriva” è stato premiato al Festival Internazionale di Salerno nel 1993. Enzo Lavagnini è produttore, regista e sceneggiatore. Ha realizzato per il Comune di Roma “Roma 90” sui mondiali di calcio, servizi per il programma di Rai 2 “Sereno Variabile” (1996-97): una serie di documentari naturalistici e d’arte, prodotti dalla società Alias, di cui è proprietario (“La Mentorella”, “Alla scoperta del Parco di Veio”, “Una passeggiata nella Storia”, “I tesori del Lazio”). Collabora stabilmente con Italo Moscati alla realizzazione di programmi per la Rai e per Rai Educational come “Occhi sgranati”, presentato al Festival di Pesaro nell’anno 2004, ed ha fatto parte fino al 2003, per sette anni, del Comitato Scientifico del Festival del documentario “Libero Bizzarri” di San Benedetto del Tronto. Ha diretto il Festival cinematografico “A modo mio” (2000, Comune di Roma), su cinema e bambini. Dirige il “Ciampino Film Fest”. “Credo, ha concluso Lavagnini, che questo film possa anche essere visto come storia di emigrazione. La storia di uno che deve assolutamente partire e che dove arriva cerca di darsi un’altra vita”.
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