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"Pagine
corsare"
Notizie
Piovani e Celestini
rileggono Pasolini
con "ParoleNote"
di Alessandro Sgritta
MusicalNews
Il 6 febbraio 2006 all'Auditorium
Parco della Musica di Roma, Nicola Piovani ed Ascanio Celestini hanno aperto
il nuovo ciclo di "ParoleNote" con una serata dedicata a Pasolini; cinque
appuntamenti della durata di un'ora ciascuno, dedicati al rapporto tra
musica e letteratura
Ad aprire il nuovo ciclo
"ParoleNote 2006", Nicola Piovani e Ascanio Celestini con una serata dedicata
a Pierpaolo Pasolini. Il narratore romano ha letto il racconto "Mignotta",
tratto da "Alì dagli occhi azzurri". Poi, accompagnato da Nicola
Piovani, che ha composto per l’occasione musiche originali inedite, ha
letto "Poeta delle ceneri". Una lettura trasversale di alcune grandi pagine
dello scrittore che più e meglio ha narrato l’Italia così
come sarebbe diventata.
L’innocenza diabolica, la
vita pulsante giovinezza che domina le giornate dilatate e sfasciate di
ragazzi senza difese né argini alle loro energie prorompenti e orfane
di qualsiasi tutela. E come un controcanto all'eco di simili polifonie
dell’adolescenza, i versi di un poema che è un lungo grido di dolore
per un mondo morale al tramonto. Omelia recitata tra i confini di un orizzonte
civile che si restringe sino ad accerchiare come una morsa. Naufragio di
ogni possibilità di riscatto, vita che va reinventata a partire
dalle macerie di una innocenza né diabolica né angelicale:
semplicemente perduta.
Dopo il successo dell'edizione
2005, "ParoleNote" è tornata a offrire la magia dell’incontro tra
letteratura e sonorità musicali. Cinque serate della durata di un’ora
circa. Eventi che hanno avuto come protagonista una sinergia. Quella tra
il timbro delle voci di grandi attori, e le sonorità di musicisti
contemporanei di fama internazionale. Il tutto per ricreare l’incanto di
pagine straordinarie della letteratura mondiale. Racconti brevi, riduzioni
di romanzi. Parole e storie restituite nella loro forza evocativa grazie
a una partitura/lettura a due voci, quella attoriale e quella musicale.
Un omaggio alla potenza della letteratura pensato secondo una forma di
fruizione consona a questo presente ipercinetico e supersonico. Cinque
reading musicati. Perché le parole più note possano tornare
a incantarci. Intersecando la loro dicibilità alla musica, e la
loro armonia sonora alle piccole e grandi vicende narrate.
Nicola
Piovani: pianista, compositore e direttore d’orchestra romano, allievo
del compositore greco Manos Hadjidakis, ha iniziato la carriera di autore
di musica da film con N.P. il segreto di Silvano Agosti e Nel
nome del padre di Marco Bellocchio. Ha collaborato poi con molti registi
italiani, tra cui Mario Monicelli, Nanni Moretti, Giuseppe Tornatore, Giuseppe
Bertolucci, Luigi Magni, i fratelli Taviani, Federico Fellini, e con registi
stranieri quali Ben Von Verbong, Bernard Favre, Pal Gabor, Dusan Makavejes,
George Sluizer, Bigas Luna, Jos Stelling e John Irvin. Ha realizzato colonne
sonore di numerosi sceneggiati televisivi italiani di grande successo.
Per il teatro ha scritto musiche di scena per C. Cecchi, il Gruppo della
Rocca, la Cooperativa Pupi e Fresedde, Luca De Filippo, M. Scaparro, Vittorio
Gassman. È autore della musica della commedia musicale I sette
re di Roma di Luigi Magni; di Concha Bonita di A. Arias. Spesso in
tournée in Italia e all’estero, suonando il pianoforte e dirigendo
la sua Orchestra Aracoeli, con la Compagnia della Luna che ha fondato con
Vincenzo Cerami, e per la quale insieme a lui ha scritto vari lavori (“Canti
di Scena”, “La Pietà”, “L’Isola della Luce”). È inoltre attivo
come compositore di canzoni (ricordiamo quelle per Fabrizio De Andrè
e Roberto Benigni) e di musica da camera. David di Donatello nel 1986 e
nel 1994 per i film Ginger e Fred e Caro Diario; Premio Oscar
nel 1999, e nel 2000 nomination per il Grammy Award per il film La vita
è bella di Roberto Benigni. Ciak d’oro e David di Donatello
nel 2001 per la colonna sonora del film La stanza del figlio. Nel
2003 con Pinocchio conquista il Nastro d’Argento .
Ascanio
Celestini: regista e attore. Del 1998 è Cicoria, un testo
su Pier Paolo Pasolini. Tra il 1998 e il 1999 porta in scena con il Teatro
del Montevaso Baccalà, Il racconto dell’acqua e Vita
Morte e Miracoli, primo e secondo movimento di "Milleuno", progetto
per una trilogia sulla narrazione di tradizione orale. Tra il 1999 e il
2000, La fine del Mondo, terza parte della trilogia. Lo spettacolo
vince un premio indetto dal ‘Teatro di Roma’, che lo produce. Tra il 2000
e il 2001 Radio Clandestina, racconto costruito a partire dal libro
L’ordine
è già stato eseguito di Alessandro Portelli, che raccoglie
la memoria orale legata all’eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo
1944. Tra il 2001 e il 2002 Fabbrica, uno spettacolo sulla storia
del lavoro in Italia. 2003: Le nozze di Antigone. Per la radio ha
prodotto i radiodocumentari Milleuno: Racconti minonti buffoni,
Bellaciao,
Storie di pace e di guerra. Fabbrica, Cecafumo e Radio
Clandestina sono libri PIù Cd pubblicati da Donzelli. Da Einaudi
è uscito Storie di uno scemo di guerra (Scemo di guerra,
Roma 4 giugno 1944, è lo spettacolo col quale ha debuttato alla
biennale di Venezia nel 2005). Per la Fandango ha girato il documentario
Senza paura. Storia e musica di lavoratori notturni. Nell’Ottobre
2005 ha debuttato con lo spettacolo La pecora nera. Elogio funebre del
manicomio elettrico. Premio Ubu 2002, Premio Satira Politica 2004.
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