...|
|
|
Notizie Casa delle Culture,
Roma
di Franco Ottaviano
La Casa delle Culture, associazione più che trentannale, rischia di essere cancellata dalla storia della città. La sede di via San Crisogono, in seguito alle cartolarizzazioni volute dalla Regione Lazio, è stata messa all'asta. È l'epilogo di una lunga vicenda. Sin dal 1994, quando l'associazione fu costretta a lasciare la storica sede di largo Argentina, la Casa della Cultura chiese di avere in assegnazione dal Comune di Roma una sede. Gli impegni assunti non ebbero alcun seguito. L'associazione, informata l'amministrazione capitolina, si stabilì nei locali di via San Crisogono, dagli anni ottanta già occupati da altre associazioni e in stato di totale abbandono. I locali furono ristrutturati da volontari e inaugurati nel gennaio del 1995 con la presentazione del libro di Giorgio Napolitano Dove va la Repubblica, presentazione alla quale parteciparono oltre l'autore Francesco Rutelli, allora sindaco di Roma, Antonio Maccanico e Rosa Russo Jervolino. Seguirono numerose sollecitazioni per ottenere una regolare assegnazione della sede. Passaggio decisivo anche per procedere ad una ristrutturazione più "robusta", adeguata alle caratteristiche dell'associazione. Nulla di fatto, l'incertezza sulla proprietà dei locali ex Pio Istituto. In conseguenza della Riforma sanitaria i locali passarono dalla gestione del Comune di Roma alle competenze della Regione Lazio che ha proceduto alla cartolarizzazione di tutte le proprietà ex Pio Istituto cedendo l'intero fondo immobiliare alla Banca Nazionale del lavoro. La Casa della cultura di Roma, nasce nel 1962. La sua prima sede è in via della Colonna Antonina, nasce come associazione promossa da intellettuali che si richiamano alle forze politiche della sinistra e ai cattolici democratici. Vi partecipano esponenti del Pci, della sinistra socialista dei cattolici democratici e della Sinistra indipendente. Il modello è quello della Casa delle culture di Milano e ha come principale ispiratrice Rossana Rossanda, allora responsabile della Commissione culturale del Pci. Si caratterizza da subito come centro di dibattiti, iniziative culturali, mostre e presentazione di libri, si impegna a costruire un rapporto fra le forze culturali e l'impegno sociale e civile. Negli anni della guerra del Vietnam dà vita al Comitato contro la guerra del Vietnam. Qualche anno dopo la sua costituzione si trasferisce a via del Corso e successivamente a Largo Arenula. Tra le mura della Casa sono andati in scena momenti storici, come l'incontro del segretario del Pci Luigi Longo con il movimento studentesco e la camera ardente di Pier Paolo Pasolini. Le vicende della sinistra
italiana si ripercuotono negli assetti dell'associazione. Negli anni ottanta
il difficile rapporto fra Pci e il Ps di Craxi, la fine dell'esperienza
della Sinistra indipendente e all'inizio degli anni Novanta la trasformazione
del Pci in Pds e la nascita di Rifondazione. La diaspora a sinistra rende
inevitabile il passaggio a una piena autonomia dai partiti. Nel 1992, a
significare la volontà di mantenere aperto il dialogo fra tutte
le forze della sinistra e tutte le sue culture, l'associazione assume il
nome di Casa delle culture e avvia una fase di totale autonomia
finanziaria e organizzativa. Tutto il lavoro dell'associazione si fonda
quindi sul volontariato e sull'impegno generoso di soggetti che non si
riconoscono più nella militanza organica ad un partito della sinistra
ma ne sollecitano la ricomposizione. Un impegno di frontiera che colloca
la Casa delle culture in un costante dialogo fra soggetti politici e movimenti,
fra politica, cultura, impegno sociale e civile. Nel 1994 hanno avuto inizio
le vicissitudini, la "cacciata" da Largo Argentina e la ristrutturazione
autonoma di via San Crisogono, poi la messa all'asta della sede che era
diventata uno spazio aperto a tutti: associazioni, forze sociali e movimenti.
Per la caratteristica dei nuovi locali accanto alle tradizionali attività
si affianca una intensa attività teatrale promossa con il concorso
di varie compagnie, prima con il Meta-Teatro e oggi con la Compagnia Ginepro
Nannelli. Attività che, per l'allargamento verso il sociale e il
politico, negli ultimi anni aveva riscosso un notevole successo di pubblico.
|
. |
![]()
|
|
rischia di perdere la sede, messa all'asta dalla Regione, di Franco Ottaviano |