...

La saggistica

"Pagine corsare"
Saggistica

Un anniversario per niente
di Daniele De Angelis
Le Gru, n. 2 - gennaio 2006

Un anniversario ha la sua peculiarità nel riportare l’attenzione della società su un dato evento o su di un personaggio; un’attenzione che dovrebbe far riflettere sulle varie sfaccettature di quest’evento o personaggio, avvicinare chi non ne era a conoscenza, sensibilizzare chi non se ne è mai voluto interessare. Questo a grosse linee. 

Ma allora che senso ha avuto, nell’anno appena trascorso [2005], l’anniversario del trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini? Infatti nulla di tutto questo, o molto poco, è avvenuto per quanto riguarda la sua figura di intellettuale, frantumata in speciali Tv, parole e diatribe, che non hanno avuto altro scopo che diffamare o osannare l’autore e la sua produzione artistica e critica. Ma tra la diffamazione e la lode indiscriminata si è tralasciato il vero giudizio critico sul suo operato, l’analisi “oggettiva”, il cercare di capire il perché di determinate scelte e posizioni; in fin dei conti è mancata l’onestà e quindi, invece di contestualizzare alcuni aspetti più discutibili, si è partiti da questi per affermare che Pasolini è stato semplicemente un furbo populista, oppure, evitando di notarli, lo si è posto come l’unico lume per la cultura del nostro paese. 

Ciò non vuole portare alla considerazione che sia meglio il “giusto mezzo” in un giudizio, cosa che può solo svilire la portata innovativa di qualsiasi pensiero, ma desidera spingere a considerare la storia della letteratura e dell’arte come un'immensa soffitta nella quale prendere ciò che può essere ancora necessario per stimolare il presente, ogni cosa che possa essere propulsore per nuovi cambiamenti, nuove mutazioni.

Quindi, questo trentennale dalla morte diviene l’emblema misero di un atteggiamento stagnante e autoreferenziale, dove si chiacchiera più che discutere per proporre, dove si antologizza invece che approfondire. 

Ed è proprio quest’ultimo punto uno dei più dolenti e “provinciali” della nostra cultura. Da almeno tre anni, infatti, il mercato editoriale ha visto lo sbocciare di una miriade di antologie create per dare una “sistemazione”, almeno nelle intenzioni degli autori, alla produzione poetica degli ultimi cinquant’anni. Per forza di cose, però, questa sistemazione non può che essere parziale e soggettiva, curiosi libelli utili a suscitare interesse per la poesia più recente, soprattutto negli studenti delle superiori che nelle loro scuole al massimo arrivano, come programma ministeriale, a  Ungaretti-Quasimodo-Montale. Invece con stupore questi testi divengono campo di battaglia tra curatori e poeti: gli esclusi si incazzano, spesso giustamente, e i critici epurano pezzi della nostra storia reputandoli scarti. Questo non fa altro che smascherare la realtà di un ambiente grottesco, dove al posto di criticare la causa (il monopolio culturale dei “circoli”) ci si azzuffa sugli effetti (le antologie), sul perché non si è stati inseriti, mostrando così, come si possa convivere col “nemico” se la causa è la propria visibilità. Ma questo, purtroppo, accade anche per questioni più importanti e decisive per il nostro pianeta.

Anche quando si considera il genere del poema o del poemetto, della poesia “corale”, l’asfissia del sistema culturale italiano torna prepotentemente, soprattutto se si valuta la produzione di autori come Hirschman, Walcott e Harrison, solo per fare degli esempi, che hanno scritto poemi e poemetti e sono riusciti a travalicare confini e lingue, mentre nel nostro paese un’opera come “Bassa stagione” di Gianni D’Elia fatica a trovare il suo spazio e il suo giusto peso. Tutto ciò perché in Italia l’importanza maggiore è data alla retorica di domande sull’utilità o meno di scrivere poesia di questo tipo, sulla capacità o meno di rappresentare il nostro tempo frammentato e massificato, sul… come se uno escludesse l’altro, come se la forma lunga e “orchestrale” non potesse convivere con la forma breve e soggettiva. E nel frattempo, presi a scannarci sulle poetiche, ritardiamo la poesia.

 

.


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
.

 


Un anniversario per niente, di Daniele De Angelis

Vai alla pagina principale