Notizie

"Pagine corsare"
Notizie

"Non solo voce.
Trent'anni dalla morte di Maria Callas"
Un film documentario di Italo Moscati

Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale 

CINEMA TREVI 
Vicolo del Puttarello 25- Roma 
06.6781206

Mercoledì 23 gennaio 2008
ore 20.30

NON SOLO VOCE 
Trent’anni dalla morte di Maria Callas

film doc di Italo Moscati
1h 10’
(interviene l’Autore)

La proiezione del film doc, prodotto per gli Speciali del Tg1, avviene in un’iniziativa dedicata al cinema e alla grande cantante che comprende anche, sempre nel giorno 23 gennaio: 

alle 18 “Callas Forever” di Franco Zeffirelli (107’-2002); 
alle 20 “Backstage di Medea” (23’- 1969) e, 
al termine di “Non solo voce”, “Medea” di Pier Paolo Pasolini (110’- 1969)

* * *

Il film doc di Italo Moscati parte dalla morte della Callas, e in particolare dal lancio delle ceneri della cantante nel Mare Egeo secondo la precisa disposizione della cantante, per riesaminare una biografia sempre colma d’interesse e per cercare oggi il senso dell’esistenza della Callas a tanta distanza di tempo dalla sua scomparsa. 

Lo scopo del film doc è quello di tornare con immagini e sonori inediti, o poco conosciuti, su una vita che è stata di gloria e di successi ma anche di illusioni e di delusioni. Fatti e sentimenti che la Callas ha sempre vissuto con grande intensità, facendosi ogni volta coinvolgere nel profondo della sua sensibilità.

Una sensibilità che conquistò tutti e che attraversa la cronaca artistica:le sue famose interpretazioni tra cui “Casta diva” dalla “Norma” e tante altre, dalla “Tosca” a “Traviata”, “Medea”, “Macbeth”, per citarne solo alcune. In collaborazione con i più grandi direttori d’orchestra, Tullio Serafin e Arturo Toscanini, e con uno dei più famosi registi di cinema e di teatro, oltre che di lirica, Luchino Visconti. 

Una sensibilità travolta da cronache rose di cui giunge ancora la risonanza. Cronache in un tempo in cui imperversava Elsa Maxwell, la giornalista del gossip e degli scandali mondani. E che coinvolsero la Callas nel momento del suo momento più alto della sua popolarità, quando lasciò il marito italiano Giovan Battista Meneghini, che l’aiutò nel debutto all’Arena di Verona, per una travagliata relazione con l’armatore greco Aristotele Onassis. Un greco come lei (nata a New York in una famiglia di emigranti). 

Onassis poi si allontanò bruscamente da lei per unirsi e sposare Jacqueline Kennedy, la vedova del presidente americano, John, ucciso a Dallas. Fu uno choc per la cantante che non seppe reagire. Da quel momento in poi - e fin dentro la seconda parte degli anni Sessanta, gli anni della contestazione giovanile - la Callas si allontanò dalle scene in modo brusco, partecipando soltanto a concerti. L’unica eccezione clamorosa fu il debutto al Covent Garden nel 1964 in “Tosca” diretta da Franco Zeffirelli che riuscì a convincerla al ritorno. Dopo la quale la carriera rallentò e la cantante si rifugiò nella sua casa di Parigi, praticamente ritirandosi.

Il film doc entra ed esce nella vita privata della cantante con l’intenzione di trovare gli inevitabili rapporti fra una prestigiosa carriera e gli affanni, le delusioni, i dolori di una donna dotata di grande talento e fragilissima emotivamente. Sulla Callas, in particolare sul rapporto con Onassis, sono stati scritti numerosi libri e anche qualche anno fa una fiction televisiva. La leggenda continua a suscitare interesse e talvolta un’enfasi sensazionalistica.

Di che leggenda si tratta? Per chiarire vengono proposte testimonianze di chi ha conosciuto la “divina Maria” come le cantanti Giulietta Simionato, Raina Kabaivanska, il tenore Giuseppe Di Stefano, il regista Zeffirelli. Sono riprese le interviste significative, e spesso toccanti, della Callas rilasciate ai cinegiornali e alle televisioni di diversi paesi. Ne risulta una storia della cantante e di un’epoca.

Moscati, nel suo racconto-inchiesta nel ricordo e nell’attualità sul mito Callas, ha selezionato alcuni film e immagini che si sono rifatti alla storia del celebre soprano. Tra i film, “Medea” diretto dal poeta-regista Pier Paolo Pasolini, con cui la Callas intrecciò una profonda amicizia. Ma la voce della indimenticabile soprano si ritrova in altre pellicole di importanti registi da Zeffirelli a Dario Argento e Jonathan Demme; e soprattutto a Federico Fellini, autore di “E la nave va…” ispirato alla vita della cantante.

Il messaggio della Callas muove emozioni, commuove, perché un umanissimo messaggio d’amore e non solo per la straordinaria bellezza di una voce.

* * *

Italo Moscati, scrittore, regista e sceneggiatore. Ha collaborato a lungo con Liliana Cavani (scrivendo tra l’altro “I cannibali”, “Milarepa”, “Il portiere di notte” e “Al di là del bene e del male”) e con Luigi Comencini, Gianni Amelio, Giuliano Montaldo, Ugo Gregoretti, Silvano Agosti, Piero Maccarinelli, Pasquale Squitieri, Augusto Zucchi. Ha scritto dieci commedie tutte rappresentate. Insegna Storia dei Media e Arti Visive della Contemporaneità all’Università di Teramo. Ha diretto il tv movie “Gioco perverso”, il serial “Stelle in fiamme”, e numerosi film doc tra cui “A New York! A New York! A New York!”, “Piccoli graffiti”, “Roma cinema”, Passioni nere”, “La guerra perfetta”, “Maschere”, “Nomadi”, “Occhi sgranati”, “Adolescenti, ovvero principianti assoluti”, “Il paese mancato”, “Viziati 1”, “Viziati 2”, “Tv posto di polizia”, “Non solo voce - Trent’anni dalla morte di Maria Callas”, “Via Veneto Set”. Quest’ultimo film ,“ Via Veneto Set”, prodotto da RaiSatCinema, Istituto Luce e RaiTeche, è stato proiettato alla cineteche di Roma, Milano, Torino, Bologna, Alessandria,e ha circolato a lungo in tutta Italia, in festival e manifestazioni; ed è stato selezionato per il Prix Italia di Verona 2007. I suoi ultimi libri sono “Anna Magnani”, “Vittorio De Sica”, “Pasolini passione”, “I Piccoli Mozart”, “Gioco perverso”, “Sergio Leone - Quando il cinema era grande”. Ha ricevuto diversi premi cinematografici e televisivi, tra cui il St.Vincent come autore tv; e premi come regista e conduttore alla radio per “La storia in giallo”, “Hollywood Party”, “Il ritorno di Belfagor” e “Alle 8 della sera”.

VEDI ANCHE
Perché Maria Callas è soprattutto Grecia..., di Italo Moscati

 

.


INVITO ALLA LETTURA:
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
A "PAGINE CORSARE" 
DA OTTOBRE 1998


 
 
Come in un sogno
di Carla Benedetti

Ha un fascino particolare questo dialogo di Pasolini con il produttore. Vi si respira una gaiezza, un'euforia da progetto che sta per realizzarsi. I sopralluoghi sono già stati fatti, ma le riprese non sono ancora cominciate. Entriamo nella fucina dell'opera proprio nel momento in cui le idee artistiche sbarcano nel mondo reale, si confrontano con i vincoli posti dai luoghi e dalle cose, con i problemi pratici ("Vediamo il cielo sia sotto che sopra. Si può fare col trucco del cristallo, o no?"). E tutto ha una sua bellezza. È ancora il progetto, certo, ma è come soffuso di sogno: il sogno di un'opera da farsi. "Perché realizzare un'opera quando è così bello sognarla soltanto?", dirà un anno dopo Pasolini nel Decameron, recitando nei panni di allievo di Giotto
In questo stadio persino le incertezze del regista ("Potrei fare così, oppure così.") appaiono non come dubbi da superare,ma come un meraviglioso serbatoio di possibilità, da mantenere compresenti. Tutto resta così in uno stato potenziale, nell'interregno tra il progetto e la sua realizzazione. È la forma-progetto di cui Pasolini ha appena scoperto la possibilità negli 'Appunti per un film sull'India': una serie di immagini accompagnate dalla voce del regista che spiega ciò che ha in mente di fare - proprio come ora sta facendo con il produttore. Poi questa forma verrà estesa anche alla scrittura romanzesca, nella Divina mimesis e in Petrolio. Quest'ultima opera si presenta come una serie di appunti per un'opera da farsi. L'autore spiega al lettore il libro che ha in mente, restando sempre un gradino più in qua della realizzazione. Non diventa mai narratore, ma solo voce che espone un progetto, da cui si viene coinvolti sempre più, quasi fosse l'opera finita. 
(L'Espresso)

* * *

A Bologna il 18 ottobre fino all'8 dicembre 2007 alla galleria Ta Matete (via Santo Stefano 17/A, Bologna): 'Pasolini, Callas e Medea', mostra organizzata da FMR e dalla Cineteca di Bologna, propone una settantina di foto mai viste, scattate da Mario Tursi durante la lavorazione del film. Dalle immagini e dai testi, in gran parte inediti, raccolti nel catalogo, emerge il feeling tra regista e cantante. La Galleria bolognese prevede ulteriori iniziative, incontri, conferenze sul tema proposto dalla mostra.


 
 
 
 
 
 

 


"Non solo voce. Trent'anni dalla morte di Maria Callas"
Un film documentario di Italo Moscati

Vai alla pagina principale