"Pagine
corsare"
Notizie
In una intervista Luca
Farinelli,
direttore della Cineteca
di Bologna,
parla dei progetti per il 2010 che
saranno dedicati
ai "classici", tra cui Pasolini
Helmut Failoni, "Corriere
della Sera" 15 gennaio 2010

Non sappiamo, e, a dire il vero,
non glielo abbiamo nemmeno chiesto, se lui, in fondo in fondo, è un appassionato
di fumetti. Ma a guardarlo bene, a distanza, anche senza conoscerlo, Gian
Luca Farinelli potrebbe sembrare un po’ quel Mototopo che gira sempre
e solo in motorino, o quel Napo Orso Capo che salta in sella alla
sue due ruote psichedelica. In effetti il direttore della Cineteca, istituzione
vanto internazionale della nostra città, si presenta al nostro appuntamento
con casco e due ruote.
Ha lo sguardo ottimista,
nonostante «il momento di grande incertezza economica, di cose non ancora
chiarite per il futuro». E aggiunge. «È un anno pieno di nubi».
Troppe incognite?
«Mai come quest’anno
che verrà».
Ma voi, intendo come Cineteca,
non avete sbagliato mai «un colpo». Per il 2010 dove punterete?
«In un anno che verrà,
così pieno di incognite come il prossimo, punteremo sui classici».
Una sicurezza?
«In un momento di grande
confusione fra idiomi e linguaggi e di crisi come questo, scegliamo, in
linea con la nostra politica, il ritorno ai classici. Una (ri)scoperta
per i cinefili, che se li possono guardare solo in dvd, e una scoperta
per chi non li conosce».
Un progetto che verrà realizzato
in che modo?
«Con 4 grandi restrospettive».
Cominciamo dalla prima allora...
«La prima, che è stata
già annunciata, è quella su Jean-Luc Godard, che si sposterà dopo Bologna
anche a Torino e Losanna».
E poi?
«Un Fellini, che realizzeremo
in coppia con Mambo. Noi faremo una retrospettiva e loro una mostra».
Difficile trovare un’angolazione
nuova su Fellini. Qual è la vostra?
«Cercheremo di fare emergere
la modernità e l’attualità di Fellini e non lo faremo con critici cinematografici
o con gente che comunque è coinvolta nel cinema».
E come farete?
«Chiamando intellettuali
che non hanno a che fare con il cinema, ma che dimostreranno che Fellini
entra nell’immaginario culturale dell’Italia e non solo».
Per quanto riguarda il Cinema
Ritrovato?
«Lì concentreremo la nostra
attenzione sul primo Ford. Ha fatto più di cento film, sarebbe impossibile
farlo tutto».
Cosa avete «battezzato»?
«Il muto, gli anni ’30
e alcuni grandi classici. E poi torneremo su Pasolini».
Questa volta che aspetto
verrà indagato?
«L’idea del mito».
La Cineteca ha sempre avuto
grande attenzione anche per i nuovi registi. Per il cinema del presente.
Cosa ci dobbiamo aspettare per il 2010?
«Attenzione per Fatih Akin,
un turco che ha fatto grande il cinema tedesco. Presenteremo il suo Soul
Kitchen, premio speciale della giuria a Venezia, un film apparentemente
leggero, ma che parla, come pochi altri, della complessità del nostro
mondo».
A proposito di cinena del
presente, voi puntate molto sulle versioni in lingua originale con sottotitoli.
Riscontri?
«Posso dire fiero che lentamente
il pubblico riesce ad apprezzare. Bologna e Roma hanno gli stessi numeri
di pubblico per la lingua originale. Il che non è poco».
Un’altra attenzione della
Cineteca è rivolta al cinema italiano, non «cinepanettonesco» per fortuna.
«Beh, L’uomo che verrà
di Diritti è un capolavoro per molti motivi».
Ce ne dica uno.
«Trasfroma il tema della
strage di Marzabotto in tema universale».
Altri film italiani di interesse?
«Bocca di Lupo di
Pietro Marcello, che ha vinto a Torino, ma che, come altri film del genere,
rischia di scomparire».
Perché?
«Perchè, qui si ride e
si scherza, ma si rischia anche di avere il cinepanettone per 12 mesi
all’anno».
Pessimista?
«Realista».
Bisogna correggere «l’errore»
dalla tenera età. Voi avete una programmazione per i più piccoli che
sembra avere un certo successo.
«È l’iniziativa, fra
le nostre, che ha più successo in assoluto. Tutte le domeniche è sold
out».
Un progetto 2010 al quale
tiene particolarmente?
«Tengo a tutti i nostri
progetti, ma vorrei riuscire a coinvolgere il pubblico di «nuovi cittadini»,
di indiani e pakistani, per i quali il cinema è ancora ciò che era per
noi 30 anni fa».
Qual è il film più bello
del 2009 per il direttore della Cineteca?
«Serious Man dei
fratelli Coen».
|
. |

|