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Notizie Una disperata vitalià:
Nella
notte tra il primo e il due novembre di trenta anni fa, Pier Paolo Pasolini
veniva orribilmente massacrato in circostanze mai chiarite, probabilmente
in un agguato premeditato. Moriva il poeta civile, lo scrittore controverso,
il regista scandaloso, il testimone provocatorio del proprio tempo. Moriva
l'ultimo intellettuale controcorrente dell'Italia moderna: da allora molta
parte della cultura nazionale ha scelto di servire "i Palazzi" oppure di
schiamazzare in televisione oppure un pìù dignitoso silenzio.
A trent'anni di distanza, la passione e l'alterità di Pasolini continuano ad interrogarci e quelle che allora sembravano tesi contraddittorie e nostalgiche visioni oggi appaiono lucide profezie: lo sviluppo che non è progresso, l'inarrestabile omologazione consumistica che tutto appiattisce e impoverisce, il processo indiziario allo stato golpista, l'orrendo Paese sporco che circonda isole pulite ... Oggi la sua "disperata vitalità impedisce che Pasolini divenga una comoda icona e, al tempo stesso, invita a riscoprire la persona che, sola, riusciva a vedere le bellezze e gli orrori dell'Italia in trasformazione, in una narrazione del suo tempo che è giunta fin qui, al nostro tempo. Per questo, a trent'anni dalla sua morte, in decine di città si stanno svolgendo innumerevoli iniziative che lo ricordano e bene hanno fatto la Provincia di Arezzo e varie associazioni culturali ad essere tra queste. L'associazione "Aprile per la sinistra" di Arezzo ha voluto dedicare a Pier Paolo Pasolini un manifesto affisso in città. "Aprile per la sinistra" Arezzo - Associazione politica e culturale
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