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Ravenna
ricorda Pasolini

Il 2 novembre di 30 anni fa moriva uno dei massimi intellettuali italiani del dopoguerra, Pier Paolo Pasolini. Utopista-corsaro, intellettuale che dialoga apertamente con la società, uomo che non teme di assumere posizioni scomode, omosessuale scandaloso per la cultura bigotta degli anni ’50 e ‘60: Pasolini ha significato molto per l’Italia del dopoguerra, tanto da assumere un valore simbolico, dopo la sua tragica e ancora inspiegata morte. Ma il senso del suo lavoro e della sua personalità sono rivolti al presente e al futuro, non confinati nell’agiografia di un passato che non torna più. È questo che ci dice Laura Betti – una delle attrici preferite di Pasolini, oltreché una delle sue più grandi amiche – con il documentario Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno (2001), che Sala 12 d’essai di Ravenna proietterà proprio il 2 novembre alle 20.45, il giorno dell’anniversario della morte di Pasolini.

Presentato al Festival di Venezia nel 2001, Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno è una bellissima raccolta di interviste al regista e materiali d’archivio rarissimi (come nella scena in cui il regista fa il ritratto di Ezra Pound), ma anche un viaggio nei luoghi del cinema e della vita del grande artista bolognese. Oltre a questo, al film prendono parte alcuni nomi importanti del cinema italiano, che raccontano il "loro" Pasolini: Francesca Archibugi, Bernardo Bertolucci, Mimmo Calopresti, Pappi Corsicato, Mario Martone. E soprattutto ci sono le testimonianze dei "pasoliniani" stretti, come Franco Citti, suo fratello Sergio Citti (il regista morto pochi giorni fa), e Ninetto Davoli.

E dietro a tutto c’è Laura Betti, anche lei recentemente scomparsa (è morta il 31 luglio 2004). L’indimenticabile interprete dei film di Pasolini – come Teorema (1968) e I racconti di Canterbury (1972) – ma anche di Novecento di Bernardo Bertolucci (1976) e La dolce vita di Federico Fellini (1960), ha deciso di passare per la prima ed unica volta dietro alla macchina da presa all’età di 74 anni, per amore del cineasta corsaro, affinché nessuno possa dimenticarlo, nonostante il tempo. 

Nella stessa serata, prima del film, si svolgerà inoltre una Performance di video-lettura, realizzata da Franco Costantini e Fabrizio Varesco, dedicata all’opera poetica di Pasolini.

 


Ravenna ricorda Pasolini 
 

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