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"Pagine corsare"
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Le Ceneri Del Mio Tempo
"Canto di guerra per Pier Paolo Pasolini"

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Domenica 10 dicembre 2006
Locanda Altlantide - via dei Lucani 22/b - 00185 Roma
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IMPROMACHINE contemporay art lab
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Marco Colonna scrive a "Pagine corsare": «Vorrei esprimere i miei più convinti complimenti per la cura di queste pagine, per lo sforzo e l'attenzione messa nel comunicare l'idea e l'essenza stessa di Pier Paolo Pasolini. 

Anche noi come IMPROMACHINE contemporay art lab ci impegnamo nello studio e nella comunicazione del pensiero di Pasolini, e dopo tempo di riflessioni e progettazione presenteremo il 10 dicembre prossimo a Roma uno spettacolo dal titolo Le Ceneri Del Mio Tempo "Canto di guerra per Pier Paolo Pasolini"»

Qui di seguito, una nota dal testo di presentazione del sito web di IMPROMACHINE contemporary art lab

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Le ceneri del mio tempo
Canto di guerra per Pier Paolo Pasolini
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Se Gesù di Nazareth è stato il più grande rivoluzionario della storia del mondo, se solo le rivoluzioni salvano il passato, se come scriveva Tolstoj “il popolo è un grande selvaggio nel seno della società”, allora il compito di un poeta - oggi - è letteralmente “portare la croce”, l’insegna di un dolore, il distintivo di un peccato originale come partecipazione lirica alle passioni degli ultimi.

A questo compito ha assolto quello che a buon diritto può essere considerato il maggior intellettuale italiano del secolo scorso: Pier Paolo Pasolini. Voce misteriosa e potente, violenta e dolcissima, impietosita e commossa, sempre e in ogni caso altissima, Pasolini ha cantato gli ultimi, le periferie squallide, i baraccati, la miseria italiana, sempre con il linguaggio e le modalità di una poesia superiore, quasi ispirata da una grazia divina. 

E come cantore immacolato di questo immaginario “deviato”, anche lui, come Gesù Cristo, ha dovuto portare una croce. È la croce dei pregiudizi, delle preclusioni, dei tabù, e come Cristo ha subito processi, fustigazioni dettate dalla morale regnante, fino a una vera e propria crocifissione, pubblica, infelice, crudele, tragica.

In questa ideale via crucis che fa il contrappunto alla vita reale dello scrittore friulano, c’è la chiave di lettura di questo Canto di Guerra. Una via crucis indagata attraverso l’incantesimo della musica, fortificata da inserti audio che raccontano la vita del poeta. Voci che riecheggiano dalle sepolture del tempo, parole imbiancate negli archivi delle audioteche, si combinano ai suoni processati, ai legni, al canto, tracciando le linee di una storia italiana che dai confini forzati di un ensemble si estende a comunicare una condizione universale, umana: la pietà, il sacrificio di un poeta.
 

IMPROMACHINE contemporary art lab - Gruppo di improvvisatori nato all'inizio del 2004 come laboratorio di scambio e proposta fra musicisti e artisti sperimentatori del linguaggio e di "Forme" alternative. Si propone la formulazione e codifica di parametri alternativi alla costruzione musicale, basando le idee costitutive del materiale narrativo su immagini, colori ed esperienze sia emozionali che sensitive. Pone alla base del suo percorso formativo la libertà e l'affrancamento dagli schemi del linguaggio normalmente utilizzati nella produzione artistica e nei rapporti di comunicazione fra individui. Identificando tensione e riposo, distensione e contrazione del tempo come rappresentativi e costituenti della narrazione, elemento invariabile della comunicazione artistica, come strumento di conoscenza e partecipazione alla socialità.

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BENAT ACHIARY  Cantante e percussionista
MARCO COLONNA  Clarinetto basso e clarinetto contrabbasso
BRUNO ANGELONI  Sax soprano
LUCA CORRADO  Elaborazioni elettroniche
ANDREA POMELLA  Regia - testi

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Domenica 10 dicembre 2006
Locanda Altlantide - via dei Lucani 22/b - 00185 Roma

IMPROMACHINE
Laboratorio permanente di espressione artistica contemporanea

La convinzione alla base del progetto DURUA è che le arti e le modalità espressive proprie dell’uomo vengano da un’esigenza primaria di comunicazione e relazione fra molteplici elementi. 

Il primo, più istintivo e carnale, riguarda la comunicazione fra individui nello scambio di esperienze e vissuti al di là delle mediazioni imposte dai modelli che di volta in volta la società impone. Nello sviluppo di questo compare anche l’esigenza di un confronto definibile come sociale, in cui le parti del confronto sono meno identificabili da un vissuto o da una storia personale, ma si identificano in una condizione comune, in una volontà di racconto e in una volontà creativa superiore in cui si riconoscono le istanze generali di appartenenza e di spinta evolutiva. 

L’idea del laboratorio nasce da questo, far incontrare le persone all’interno di percorsi propri dell’arte contemporanea, capirne e relazionarsi alle radici di essa e sviluppare la possibilità di creare un linguaggio artistico proprio, non basato sul concetto “commerciale” di arte quanto sul concetto “umano” di esprimere e conoscere.
 

Altra forte convinzione è l’insostituibile 
ruolo “educativo” e “conoscitivo” dell’arte

L’espressione umana è componente sia artistica che sociale e storica. Il riconoscere e prendere coscienza della realtà in cui l’espressione ha vita è compito fondamentale di chi voglia avvicinarsi al concetto di linguaggio artistico. La conoscenza del territorio, delle necessità e delle “storie da raccontare” degli individui in cui un centro di “costruzione” dell’arte deve agire è componente insostituibile del “fare”, per raggiungere l’obbiettivo di dare alle persone uno strumento di conoscenza, di apertura mentale e quindi una nuova possibilità di scelta, un’opportunità di crescita personale e collettiva riappropriandosi del loro ruolo costitutivo e non solo fruente della musica, del teatro, dell’architettura e di tutte le espressioni contemporanee del fare cultura. 

VEDI ANCHE LA PAGINA DI PRESENTAZIONE DI IMPROMACHINE

 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Le Ceneri Del Mio Tempo - "Canto di guerra per Pier Paolo Pasolini".
IMPROMACHINE contemporay art lab

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