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Jazz Meetings con Emanuele Parrini
Tgcom

Nostro ospite questa settimana è il violinista toscano, di origine umbra, Emanuele Parrini. Ormai qualcosa in più che un semplice "astro nascente", Emanuele ha frequentato seminari tenuti da: Gianni Basso, Bobby Watson, Tony Scott, Steve Lacy ed ha partecipato ai corsi di perfezionamento di Siena Jazz. Ha suonato con T. Scott, B. Morris, M. Ribot, C. Brown, C. Taylor, W. Parker, E. Reijseger, S. Bey,  T.Ghiglioni, E. Rava, G. Trovesi, A. Salis, M. Giammarco, R. Gatto, G. Schiaffini, T. Tononi. E' violinista dell'Italian Instabile Orchestra e del Dinamitri Jazz Folklore e ha all'attivo una decina di dischi. All'inizio del 2006 è uscito un suo disco dedicato agli "Scritti Corsari" di Pasolini, che coniuga la sensibilità di uno dei maggiori pensatori del nostro tempo con l'avanguardia musicale di uno dei musicisti più interessanti della scena nazionale.

Emanuele come è iniziato il feeling con il violino?
In un armadio a casa c'era il vecchio violino del mio nonno spoletino, lui non era un professionista e suonava per hobby , ma con gran passione ed il fascino di questo oggetto misterioso mi ha colpito e da li è nato un po' tutto, ho cominciato a studiare questo strumento fino a che poi non l'ho usato per iniziare la mia professione. Avere quello strumento in casa è stato determinante.

Corsi di perfezionamento di Siena Jazz...
Ricordo Siena in una maniera affettuosissima, ho passato in questa città dei momenti molto belli, non solo dal punto di vista musicale, ma anche umano: ho frequentato i corsi alta qualificazione professionale per esecutori di musica jazz. Suono uno strumento un "po' particolare" e non c'era nessuno che potesse insegnare direttamente il violino, ma ho imparato molto dai grandi jazzisti che tenevano i corsi ed è stato bello condividere l'esperienza con quei miei coetanei con i quali ho sempre dei rapporti. Un momento di interscambio importante quindi, anche se la scuola da sola non basta, perché ritengo che il musicista debba lavorare molto su se stesso.

L'Italian Instabile Orchestra e il progetto "1974, Io so" sono tra le esperienze più significative degli ultimi anni.
Sì, ed hanno entrambe un punto in comune, un cammino nato qualche anno fa con "Rotella Variations" condiviso con Tiziana Ghiglioni, un disco che mi ha dato la possibilità di confrontarmi con questa cantante, su un argomento particolare come la poetica artistica di Mimmo Rotella e di poter suonare con musicisti come Tiziano Tononi, Enrico Rava, G. Luigi Trovesi, Claudio Fasoli, Schiaffini, oltre a quelli che già conoscevo e che mi hanno accompagnato in questo progetto. Gran parte di quei musicisti si ritrovano nel mio primo disco "1974 Io So" e alcuni nell'Italian Instabile Orchestra. In un certo senso il disco dedicato a Rotella con la Ghiglioni è stata una sorta di genesi, dal momento che proprio dal 2003 ho cominciato a collaborare con l 'Italian Instabile Orchestra da prima come sostituto di Renato Geremia e successivamente come membro effettivo dell'orchestra, un'esperienza importante dal punto di vista  interpersonale e che mi sta dando molto anche dal punto di vista artistico: ho imparato tantissimo avendo a che fare con personalità cosi importanti che sono i musicisti che hanno fatto la storia del jazz italiano. Sono molto orgoglioso di far parte di questa formazione che mi ha dato delle possibilità enormi come il concerto al Festival di S Anna Arresi del 2003 in cui l'Orchestra  si è esibita con Cecil Taylor ; con loro riesco a fare una musica che amo molto. 

"1974 Io So" invece è nato dalla mia passione per Pierpaolo Pasolini, naturalmente, ma anche per il grande Archie Shepp , che è l'altro ispiratore di questo progetto. Ho letto gli "Scritti Corsari" su consiglio di Eugenio Colombo, e da questi testi sconvolgenti, pubblicati all'epoca (1973-75) dal Corriere della Sera, come analisi di un periodo storico particolare, mi è venuta l'idea di poterli utilizzare, facendo un paragone con il particolare periodo storico che stiamo vivendo. E gli anni 70 sono un periodo che mi riguarda in prima persona perché sono nato nel 1974, quindi un sorta di percorso a ritroso. Ho scelto in particolare due testi "Il Romanzo delle Stragi" ed "Acculturazione e acculturazione" mentre dal lato musicale Archie Shepp è stato un grandissimo maestro, uno che ha sempre tenuto presenti  i problemi e le lotte della comunità afroamericana nelle sue opere; quindi due personaggi che rappresentano la coscienza critica del loro tempo.

La tua attività non si ferma a queste esperienze...
Recentemente è  uscito il  disco a nome di Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti con ospite William Parker "Spirits Up Above" e anche il secondo volume degli "Ornettians", dello stesso Tononi , musicista che stimo tantissimo. Sempre per settembre saranno pubblicati anche "Congo Evidence" con "Dinamitri Jazz Folklore" e il poeta Sadiq Bey e poi sempre con Espinoza sarà pubblicato un disco realizzato durante la trasmissione di radio 3 "Battiti" curata da Pino Saulo; infine vedrà  la luce la registrazione del quartetto d'archi "La Mala Affinacion" con P.Botti, G.Maier e S.Maiore.

 


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