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Notizie Libri, dischi, eventi
e iniziative in Italia
(Torino, 2 novembre-4 dicembre 2005; Roma, 15 dicembre 2005-12 febbraio 2006) Autore: Laura Cherubini,
€ 22,00
Il volume è il catalogo
della mostra (Torino, Archivio di Stato, 2 novembre 4 dicembre 2005; Roma,
Istituto Nazionale per la Grafica, 15 dicembre 2005 12 febbraio 2006) che
affronta le relazioni tra arte e cinema, indagando il lavoro di alcuni
artisti contemporanei - tra cui Fabio Mauri, Tracey Moffat, Adam Chodzko,
Grazia Toderi, Giulio Pasolini - sull'opera di uno tra i più interessanti
intellettuali italiani del dopoguerra, Pier Paolo Pasolini. Pasolini
stesso, allievo di Roberto Longhi all'Università di Bologna, era stato
fortemente influenzato, soprattutto nelle sue opere di regia, dall'arte
figurativa.
I vagoni del metrò di Washington hanno ospitato gli scritti di cinque italiani Giacomo Leopardi. Sandro
Penna. Giuseppe Ungaretti. Pier Paolo Pasolini. E poi Enrico Miglino
(nato a Collegno 46 anni fa, uno scrittore molto underground, forse sconosciuto
ai più e che s’è ritrovato nella cinquina che rappresenta la meglio
poesia italiana in America). Il miracolo poetico è avvenuto a Washington.
La società che gestisce la metropolitana, luogo dove notoriamente si legge
parecchio per ingannare i tempi del viaggio, ha deciso di rendere omaggio
alla lirica europea tappezzando carrozze e stazioni di poesie. Testi integrali
nella lingua originale, e traduzione, parecchio buona, in inglese. Ogni
Paese dei 27 Stati Uniti d’Europa è rappresentato da cinque poesie di
cinque poeti, tanto per fare un esempio, si va da Baudelaire a Brecht,
all’ungherese Petöfi. Versi che contano, che pesano nella nostra cultura.
Le scelte sono state operate dalla commissione culturale con sondaggi,
votazioni, consultazioni per esportare il «meglio della poesia europea».
Una cosa seria, insomma, la European Poetry in Motion. E proprio per questo
la sorpresa del nostro connazionale, uno dei pochi viventi del parnaso
in metrò, che alla domanda “Perché l’hanno eletta?” rispende: “Non
me lo chieda, non saprei cosa risponderle. Pasolini è il mio autore preferito,
l’ho letto per anni, fin nelle sue pieghe più profonde. Trovarmi accanto
a lui, declamato da attori, letto da migliaia di persone ogni giorno, è
un’emozione pazzesca.”
Fonte: Sentieri selvaggi Domande, sgomente, poste
alla coscienza assopita e sorda del “paese reale”, trenta minuti di
un rimosso che prende forma in immagini, la materializzazione di un trascorso
doloroso per la storia del cinema italiano: l’ultimo sequestro di “Salò
o le 120 Giornate di Sodoma” avvenuto nel 1977 - a due anni di distanza
dalla morte di Pier Paolo Pasolini - a Grottaglie, piccolo centro pugliese
in provincia di Taranto. Un docu-film ricostruito e riproposto attraverso
le testimonianze di tre protagonisti - in qualche modo cruciali - dei fatti
rievocati: la prima è quella di uno degli spettatori che affollavano il
Cinema Vittoria la sera del 7 giugno 1977, quando le forze dell’ordine
irruppero in sala per interrompere la proiezione dell’ ”osceno” film
di Pasolini. Uno di quelli a cui quel film venne sostanzialmente “strappato”
dagli occhi, forse per sempre. La seconda ricostruzione viene invece fornita
dal proiezionista costretto a “consegnare” personalmente la pellicola:
straordinario personaggio dalla faccia e dai toni precisamente pasoliniani,
che racconta del clamore che accompagnò l’enigmatica produzione di quello
“strano” regista. Infine il denunciante stesso: ai tempi studente di
legge vicino ai movimenti nostalgici di estrema destra, l’uomo spiega
con impassibile generosità le ragioni completamente strumentali della
sua azione legale, ricollegando quel sequestro al tremendo affronto subito
da quell’ultimo film di Pasolini. Nei tre episodi - spogli essenziali,
documentaristici - l’unica connotazione è lasciata sullo sfondo: le
immagini del film che scorrono alle spalle dello “spettatore”; il vecchio
proiezionista tra le seggioline ormai vuote del Cinema Vittoria; le tende
pesanti dalle fantasie littoriane per il denunciante, a sottolineare la
totale estraneità delle sue ragioni da considerazioni di natura artistica.
Ad intervallare le tre parti si materializzano frammenti di Grottaglie
dal sapore volutamente pasoliniano: profili proletari, ragazzi di vita
grottagliese, sagome che ciondolano al ritmo di una poesia in dialetto
friulano.
Fonte: www.unita.it Tra i ragazzi che oggi frequentano
la scuola media e il liceo e le immagini, la storia, di Roma città aperta,
il film di Roberto Rossellini del 1945, c’è una distanza che appare
incolmabile. Cinquanta anni: un altro mondo, un’altra Italia. Un tempo
che è stato raccontato dal cinema e che proprio attraverso le pellicole
vuole essere ricordato nelle scuole. Perché i ragazzi possano conoscere
e capire il proprio Paese. Ecco allora cento film. Cento titoli selezionati
dalla commissione de Le giornate degli autori, su un arco di 36 anni, dal
1942 al 1978. Da Roma città aperta a C’eravamo tanto amati, dalla Liberazione
all’avvento delle tv private, generazioni di italiani si sono riconosciute
nei volti, nelle storie, negli stili del nostro cinema aristocratico e
popolare, improvvisato e industriale, d’autore o di genere, ma sempre
libero e imprevedibile.
Fonte: "Il Resto del Carlino" - Rimini Da novembre 2008 ad aprile
2009 andranno in scena molte novità a partire dalla sezione 'Riminesi
venuti da lontano' dedicata agli artisti cittadini che hanno raccolto consensi
in Italia e all’estero. Tra gli autori, saranno rappresentati alcuni
classici (Bertolt Brecht, Pirandello, Shakespeare, Noel Coward), e altri
contemporanei (Erri De Luca Roberto Saviano, Corrado Augias, Natalia Ginzburg).
Tra gli attori saranno presenti, in particolare, Franco Branciaroli, Enzo
Vetrano, Stefano Randisi, Ludovica Modugno, Gabriele Lavia, Giuliana De
Sio, Rupert Everett, Teodoro Cassano, Lella Costa, Valter Malosti e molti
altri. Al Teatro Novelli, in particolare, si esibiranno Ascanio Celestini,
Marco Paolini, Paolo Rossi e Palo Hendel. Operetta, danza e pianisti saranno
presenti al Teatro Novelli.
Per informazioni dettagliate:
Istituzione Musica Teatro Eventi tel. 0541/704292 – 704293
Il fondo di letteratura italiana tradotta nasce e parte da Foggia con l’intuizione e la passione del giornalista Grittani e con l’organizzazione dell’Ateneo dauno. Mostra a Parigi, ottobre
2008
Dalla collezione privata
di Davide Grittani, giornalista e scrittore foggiano, è nata la mostra
itinerante dei libri italiani tradotti, promossa e arricchita dall’Università
di Foggia con il patrocinio dell’Unesco e dei Ministeri dei Beni Culturali
e degli Affari Esteri. Ora la raccolta ha oltrepassato i muri di casa Grittani
arrivando a oltre 600 titoli: narrativa, poesia, saggi, guide, antologie.
240 autori di ogni epoca per 32 lingue in cui i volumi sono tradotti. Tra
esse anche l'afrikaans, l’arabo, il bosniaco, il cinese, il coreano,
l’estone, l’hindi, il giapponese e il turco, abbracciando i 5 continenti
dove questa straordinaria biblioteca mobile viaggerà tra il 2008 e il
2012. Iniziativa esclusiva ed originale anche perché tra i tanti donatori,
ciascuno con diversi titoli, ci sono l’Istituto Italiano di Cultura di
Atene e quello di Berlino, i “Premio Strega” Niccolò Ammanniti e Sandro
Veronesi, Vincenzo Cerami, l´erede di Pier Paolo Pasolini Graziella
Chiarcossi, e ancora Dacia Maraini, il Fondo Alberto Moravia e la vedova
di Tiziano Terzani, Angela Staude.
Fonte: www.ecodicaserta.it
Scoprire Pier Paolo Pasolini
nei
vicoli e nelle strade di Piedimonte di Casolla. E' l'iniziativa promossa
da "LeggiCinema" e Pro Loco "Casali del Carolino" per sabato 27 settembre
2008, alle 18, nell'ambito della Fiera delle Mani d'Oro di Casolla, a palazzo
Montanaro in via Montanaro a Casolla di Caserta. L'iniziativa - analoga
in parte a quella portata avanti da LeggiCinema lo scorso anno a Casertavecchia
con il seminario residenziale di due giorni su "Decameron, spirito
e fede in Pier Paolo Pasolini" - intende far conoscere meglio un altro
piccolo scorcio del Casertano utilizzato da Pier Paolo Pasolini negli anni
Settanta per le riprese del suo film ispirato alle novelle di Boccaccio.
E’ prevista una “passeggiata pasoliniana” nel casale di Piedimonte
di Casolla alla riscoperta dei luoghi del Decameron di Pier Paolo
Pasolini (curata da Luigi Ferraiuolo e Gianrolando Scaringi), la visione
di alcuni brani del film e le testimonianze di alcune comparse nella cappella
Montanaro di fronte all'antico palazzo Cocozza. L'incontro sarà anche
il momento per alcune riflessioni critiche sull'eredità pasoliniana a
Caserta e i tesori delle frazioni di Caserta, in particolare quelle pedemontane
che preannunciano il borgo medievale di Casertavecchia.
Far conoscere il barocco nelle sue varie forme, dalla musica al teatro, dalla danza al cinema con l'obiettivo dell'approfondimento e del divertimento. 30 agosto-21 settembre 2008
Torna Segni Barocchi Festival,
la XXIX edizione, in programma tra Foligno e Montefalco dal 30 agosto al
21 settembre con un nuovo progetto triennale del festival, ''La musica
barocca nei film'': in esclusiva per Segni Barocchi e per la rassegna ''Isole''
della Provincia di Perugia, la Rosa dell'Umbria ensemble barocco con strumenti
antichi, con musica di Johann Sebastian Bach nei film di Pier Paolo
Pasolini. Vari gli altri spettacoli in calendario; tra questi da segnalare
la rappresentazione teatrale ''La pluralita' dei mondi'' da parte della
compagnia ''Don Chisciotte'', con la partecipazione di ragazzi disabili
del territorio folignate.
Sperimentazione al Teatro della Grancia a Montisi (Siena) Fonte: www.italianews.it/tag/Siena
Dal 28 al 31 agosto il micro-festival
Aut-Out ha ospitato due spettacoli a sera che hanno portato nel cuore della
Val d'Orcia artisti e compagnie provenienti da varie zone d'Italia nel
Teatro della Grancia di Montisi (Siena) - uno dei più piccoli d'Italia.
Il festival si è svolto dal 28 al 31 agosto, ed è la seconda edizione
di "AUT-OUT MicroFestival dei Teatri Incondizionati". Il 29 agosto è stata
la volta di Quel silenzio pieno di voci, uno studio su Orgia
di Pier Paolo Pasolini con Lidia Miceli, Cristina Gardumi e Franceso
Villano per la regia di Massimo Di Michele. La coppia medio borghese al
centro della rappresentazione è il simbolo dello scontro contro le imposizioni
sociali. Il desiderio di marito e moglie di essere diversi li spinge a
creare un rito privato che li porta a sollevarsi al di sopra di ogni artificio
o categoria. Nel buio della camera da letto diventano Uomo e Donna, due
entità universali, opposte e indissolubili che, proprio accettando di
essere profondamente diverse tra loro, affermano il loro legame attraverso
l'incontro dei corpi. Il regista e attore Massimo Di Michele ha debuttato
lo scorso anno al Teatro Eliseo di Roma con lo spettacolo 'Il funerale
del padrone' di Dario Fo.
Le proiezioni nell'ambito della retrospettiva a lui dedicata Fonte: www.virgilio.it
Nell'ambito dell'ampia retrospettiva
che il Festival di Locarno, al via domani, dedica quest'anno a Nanni Moretti,
il regista romano presenterà alcuni dei film a lui più cari. Articolata
in due sezione 'Moretti-esercente', 'Moretti-spettatore', la rassegna presenta
19 lungometraggi.
Fonte: Il
Resto del Carlino
Si sono riaccese le luci
alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Almeno quelle sul cortile interno. Gran
folla per il primo spettacolo della nuova 'era', il monologo 'Novecento'
di Eugenio Allegri tratto dal romanzo di Alessandro Baricco. Il 3 agosto
'Canto popolare - Parole e suoni per Pier Paolo Pasolini', interpretato
da Maddalena Crippa (musiche di Paolo Schianchi). E’ solo l’inizio,
perché la Mole sarà, come prima e più di prima, il vero contenitore
culturale della città, destinato ad ospitare spettacoli, concerti, mostre,
convegni e film (la rassegna estiva tornerà qui dopo anni di 'trasferte',
non sempre coronate da successo).
28 luglio-3 agosto 2008
Tra le iniziative: Donne
in guerra del Teatro Cargo sul Trenino di Casella (Stazione piazza Manin).
Villa Faraldi ha proposto Tango y mujeres. Storie di tanghi per voce e
orchestra, con Mascia Foschi e Teatro delle Note Ensamble della Fondazione
Arturo Toscanini. La rassegna Il castello dei ragazzi a Castelfranco
Finale (SV) ha messo in scena Il naso di Darwin, di Laura Sicignano
(anche regista) e Alessandra Vannucci, con Daniele Gatti, Marco Taddei
e Lorenzo Cappello (percussioni). Inoltre: da Shakespeare ai contemporanei
a Borgio Verezzi (La dodicesima notte); I ponti di Madison County
dell'autore americano Robert James Waller, con Paola Quattrini, Ray Lovelock,
Ruben Rigillo per la regia Lorenzo Salveti e molto altro.
Fonte: www.cinema.it
Si è inaugurata il 26 luglio
scorso presso la sala multimediale del Comune di Sestri Levante la mostra
intitolata Il Grande Sogno dedicata ai “grandi” del cinema fotografati
da Evaristo Fusar. L’evento - chiusosi il 23 agosto - è ospitato all’interno
del Secondo festival della Fotografia “Sestri Levante - Una Penisola
di Luce” e consiste nell’esposizione di un’ampia selezione dei numerosissimi
scatti che Fusar ha realizzato tra gli anni ’50 e i ’70 sui set o nel
privato dei protagonisti del cinema di tutto il mondo. Evaristo Fusar,
milanese classe 1934, è stato infatti dal 1960 al 1967 fotoreporter per
“L’Europeo”, poi per il “Corriere della Sera”, la “Domenica
del Corriere” e molte altre testate, e ha sempre seguito da vicino le
grandi personalità del cinema italiano e non solo. La mostra comprende
più di cinquanta immagini per la maggior parte in bianco e nero con alcune
autentiche sorprese. Tra queste i ritratti di Michelangelo Antonioni alle
Eolie per L’Avventura (1959) e a Ravenna con Monica Vitti durante
le riprese di Deserto rosso (1964); e poi Visconti e il suo grandioso
cast in Sicilia per Il Gattopardo (1963), Monicelli e Marcello Mastroianni
a Torino per I compagni (1963), e Federico Fellini sul set bergamasco
di Giulietta degli spiriti (1965). Ma vi sono anche molti ritratti
di attrici e attori, nonché le immagini scattate durante i Festival di
Venezia di quegli anni: della Mostra del 1959 restano da un lato i volti
di Vittorio De Sica e Roberto Rossellini, interprete e regista de Il
generale Della Rovere, dall’altro Vittorio Gassman, Silvana Mangano
e Alberto Sordi in Sala Grande durante la prima de La grande guerra,
i due film che saranno poi Leone d’Oro ex-aequo; dal 1962 riemerge il
volto intenso di Anna Magnani al Lido per Mamma Roma di Pier
Paolo Pasolini, con Franco Citti e con l’esordiente Ettore Garofalo.
18-20 luglio 2008
Per tre giorni il centro
storico di Venafro è stato un grande cinema all'aperto dove ogni sera
sono stati proiettati i film più conosciuti di Pier Polo Pasolini
e Sergio Citti - due registi di spicco del cinema di poesia - nonché teatro
di dibattito sul cinema al quale saranno invitati a partecipare conoscitori
ed appassionati del genere. Il 18 luglio in Piazza Annunziata, la presentazione
della rassegna a cura del direttore artistico Francesco Crispino, regista
e docente di Storia del Cinema presso il corso di studi DAMS dell'Università
di Roma Tre e di Cassino, con interventi di Emanuela Patriarca e di Stefania
Parigi, autrice di numerosi testi su Pasolini: a loro due è stato assegnato
anche il Premio Magio Randagio.
16-17 luglio 2008
Doppio appuntamento - il 16 e 17 luglio scorso - targato Cooperativa Sirio, Fondazione Gai Gagliardo all’Exmà di Cagliari con "Chi dorme non piglia pesci: Gaber e Pasolini tra musica e sessantotto". Due giorni di spettacoli con: "Un pesciolino" monologo di Pier Paolo Pasolini, regia Gabbris Ferrari con Marta Proietti Orzella (e voce esterna di Maurizio Mezzorani). Lo spettacolo si è arricchito di un prologo musicale a cura di Valerio Carta e della voce del mezzosoprano Juliana Carone. Il secondo spettacolo ha il titolo "Reduci", ed è tratto da testi e musiche di Gaber e Leporini con Maurizio Mezzorani, Alessandro Valentini, Marta Proietti Orzella. UN PESCIOLINO di Pier Paolo
Pasolini - Questo breve testo affronta con divertente ironia alcuni temi
molto cari alla poetica pasoliniana. Anzitutto il conformismo e la logorante
influenza che esso provoca nelle abitudini e nei comportamenti degli esseri
umani e come ciò diventi facile arma di sopruso per chi abbia interesse
ad imporlo. Altro tema, caro a Pasolini, presente nel testo è quello relativo
alla distanza fra i sessi, al disagio che vive la donna per essere vittima
di una "ingiustizia storica", di una persistente emarginazione che diventa
ancora più lacerante qualora si tratti di creature, come nel caso della
protagonista, che sentono nel loro intimo una grande potenzialità d’amore.
E’ da ciò che deriva, in gran parte, il senso di inquieta solitudine
che pervade questo monologo e l’autoironia con la quale la protagonista
tende a nasconderlo.
13 luglio 2008
E’ stato approvato dalla Giunta comunale di Scandiano il progetto di riqualificazione urbana dell'ex campo sportivo Torelli. Verrà ora appaltato il primo stralcio di lavori per un importo di 400mila euro, lavori che partiranno entro la fine dell’anno. Lo storico campo da calcio, situato proprio di fronte alla nuova biblioteca comunale, diventerà uno spazio pubblico verde di oltre 7mila metri quadri adatto per manifestazioni, giochi, relax e qualsiasi attività all’aperto, come da previsione adottata con il Piano Regolatore Generale approvato nel 1998. Questa nuova area verde attrezzata, proprio per la sua collocazione a ridosso della biblioteca comunale, porterà il nome di Pier Paolo Pasolini, poeta, romanziere, autore di opere teatrali, critico letterario, saggista e polemista, considerato anche a livello internazionale uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX° secolo. Pasolini, che per un breve periodo visse anche a Scandiano, fu un intellettuale a tutto campo, dotato di un'eccezionale versatilità culturale e si è distinto in numerosi campi, lasciando notevoli contributi come poeta, linguista, giornalista e cineasta.
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