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Notizie Lawrence Ferlinghetti
a Roma
Una figura, quella di Ferlinghetti, che rappresenta un monumento della poesia contemporanea, la cui presenza nella Capitale è ancora più importante perché è avvenuta in coincidenza con il quarantesimo anniversario del '68. Il poeta, autore di "Coney Island of the Mind", il libro di poesia più letto al mondo dopo Omero e Dante, rappresenta una generazione, la beat appunto, che è l'antefatto culturale esistenziale del '68. Proprio da quella cultura venne un segnale forte contro il materialismo, il consumismo e l'omologazione culturale che ne derivano. Per il poeta americano la visita a Roma è stata una sorta di ritorno a casa, visto che suo padre era italiano di Brescia. "L'Italia fa parte del mio dna e io sono stato ispirato da molti autori, fra cui Dante e Pasolini, di cui apprezzo la critica marxista al capitalismo consumista che sta portando alla rovina il mondo". E, a proposito del rapporto di questo autore con Pasolini, Lawrence Ferlinghetti in occasione delle manifestazioni pasoliniane dello scorso anno a New York aveva letto poesie di Pier Paolo Pasolini - da lui stesso tradotte in inglese - ed era stato co-editore del volume The poet of ashes (Il poeta delle ceneri), curato da Andrea Mancini e Roberto Chiesi, pubblicato dalla Titivillus Mostre Editoria di San Miniato Pisa e dalla City Lights Books Lawrence Ferlinghetti di San Francisco.
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