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Pier Paolo Pasolini,
"Salò": mistero, crudeltà e follia
L'anno scorso, a Roma, una mostra
dell'ecuadoriano Fabián Cevallos
di Maurizio De Bonis, settembre 2005
[vedi anche "mostra 2005"]

Salò, o le 120 giornate di Sodoma è stato l'ultimo film girato da Pier Paolo Pasolini (1975), ed anche il più estremo e discusso. Iniziò a circolare poco dopo la sua tragica scomparsa e fece subito scandalo (con relativo sequestro), in una società italiana bigotta e perbenista. A oltre trent'anni dalla sua realizzazione questa opera possiede ancora una vibrante forza interiore, una lucida e ossessiva capacità comunicatrice, una drammatica carica di energia premonitrice.

Salò è un lungometraggio che non lascia scampo al fruitore. Ma non è la rappresentazione della violenza in sé a determinare l'orrore in chi guarda, quanto piuttosto la consapevolezza che tale violenza è la metafora del mondo contemporaneo ed anche la raffigurazione estrema delle conseguenze nefaste dell'esercizio del potere da parte delle classi dominanti su un ceto proletario che, secondo Pasolini, stava perdendo grazie e purezza. Il sesso è lo strumento dell'applicazione maligna di tale potere, pratica marcia della sopraffazione (fisica e mentale) dell'uomo sull'uomo che si contrappone ad una sessualità libera, calorosa e semplice che la borghesia ha completamente abbandonato. 

Pasolini compose un viaggio nel sangue e nella morte che colpì molti e che evidenziò con assoluta limpidezza una delle atroci attitudini dell'umanità (attitudine testimoniata da numerosi eventi storici, anche recenti): la tensione verso la violenza e la distruzione dell'altro, in applicazione di un pensiero perverso poiché luttuosamente vuoto e insulso.

Ebbene, dopo molti anni Il fotografo Fabián Cevallos ha deciso di tirar fuori da suo archivio delle preziose immagini che realizzò sul set di Salò. Si tratta di scatti di incredibile importanza poiché documentano il lavoro di Pasolini, dei suoi collaboratori e degli interpreti, facendo emergere dall'oblio alcuni frammenti di sequenze mai montate nel film e praticamente scomparse. Sono, dunque, documenti visivi fondamentali per gli studiosi di Pasolini e per tutti coloro i quali si sono sempre interessati alla cinematografia di questo grande intellettuale del Novecento.

Trentasei immagini di questo "lavoro clandestino" sono ora esposte fino al 2 novembre 2005 presso lo spazio Arte dell'Auditorium di Roma. Le pareti bianche della galleria ospitano questo percorso doloroso e denso di angoscia che evidenzia le perversioni sadiche più indicibili, i rituali parossistici e la follia prevaricatrice dei protagonisti della vicenda. Così, foto che sembrano veri e propri "fermo-immagine" del film si alternano a inquadrature che mostrano il set, anche in momenti di pausa.

Una sensazione di straniamento coglie inevitabilmente il fruitore, poiché entrare a freddo nel complesso e terrificante universo di Salò non è cosa semplice. Ci domandiamo cosa possa comprendere di tale significativa operazione culturale un giovane che non abbia mai visto questo capolavoro e non sappia cosa abbia rappresentato per il nostro paese Pasolini. Ma ciò ovviamente non è colpa dei giovani, appunto, ma di un sistema culturale che ha reso Salò, per molto tempo, un oggetto artistico praticamente invisibile (ora non più, per fortuna).

L'elemento positivo che è ogni immagine è accompagnata da ampie didascalie scritte da attori del film, dall'aiuto regista Fiorella Infascelli, dal critico Mario Sesti, nonché da altri esperti, che guidano il visitatore in maniera costante. 

Per una volta, la didascalie svolgono, in sostanza, un ruolo essenziale e non ridondante, utile per entrare in comunicazione con il mondo creativo di un intellettuale che aveva guardato oltre, immaginando con inquietante anticipo un futuro tragico e desolante.

Fabian Cevallos

Fabián Cevallos nasce nel villaggio di Otavalo a nord di Quito (Ecuador). 

Nel 1960 si trasferisce in Francia, dove ottiene una borsa di studio ed entra al Conservatorio Nazionale d'Arte Drammatica di Parigi. Fernand Ledoux e Yves Furet lo introducono alla letteratura classica e al teatro francese. 

Alla fine dei suoi studi dà prova del suo talento di attore sia in teatro che in televisione. 

Nel 1967 si trasferisce a Roma. Qui il regista Ansano Giannarelli gli propone nel 1968 il ruolo di fotoreporter di Life nel suo film sulla rivoluzione sudamericana dopo la morte del Che. 

Fabián diventa ben presto fotografo professionista. Nel 1972 l'agenzia Gamma gli offre il posto di corrispondente in Italia. Sei mesi più tardi entra a far parte della nuova agenzia Sygma. Fabián si ritroverà sul set di ben oltre 170 film diretti da registi del calibro di Visconti, Bertolucci, Fellini, Scola, Zeffirelli, James Ivory, Nanni Moretti, Carlos Saura... 

[Segue una nota pubblicata nel sito web del ministero degli Esteri dell'Ecuador]

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Ministerio de Relaciones Exteriores del Ecuador, 2005

BOLETÍN DE PRENSA No. 441
Quito, 21 de Septiembre del 2005
EN ROMA SE INAUGURÓ MUESTRA FOTOGRÁFICA INÉDITA DEL RECONOCIDO FOTOGRÁFO ECUATORIANO FABIÁN CEVALLOS
Las fotografías fueron tomadas hace treinta años durante el rodaje de Salò, o los ciento veinte días de Sodoma, de Pasolini.

El Ministerio de Relaciones Exteriores -Embajada del Ecuador en Italia- informó que el mundialmente famoso fotógrafo ecuatoriano Fabián Cevallos inauguró ayer, en Roma, una muestra, considerada de gran contenido dramático, sobre fotografías tomadas hace treinta años durante el rodaje de la película Salò, o los ciento veinte días de Sodoma, del célebre cineasta italiano Pier Paolo Pasolini.

La obra fotográfica de Fabián Cevallos cuenta las secuencias finales, despiadadas, de la última y más controversial película de Pasolini, el discutido y amado escritor, poeta y director de cine de Italia contemporánea, que revive en las fotografías, nunca antes vistas, aspectos desconocidos, nuevas adaptaciones y escenas no editadas de la cinta.

Se trata de material fotográfico inédito por más de 30 años, por lo que la muestra ha causado un notable impacto en los círculos culturales de Italia, quienes ya se han adelantado en calificarla de evento cultural histórico.

La exposición estará abierta hasta el 11 de noviembre en el Auditórium Arte, el lugar más emblemático y moderno de Roma para la música y las artes. El embajador Emilio Izquierdo participó en el acto de inauguración de este evento, en el cual se ofrece la obra formidable del más universal de los fotógrafos ecuatorianos.

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NOTA DELLA CURATRICE DEL SITO - 29 agosto 2010
Le foto sopra riprodotte fanno parte degl scatti di Cevallos sul set di Salò. La foto di Fabián Cevallos è stata inviata a Pagine corsare dallo stesso fotografo con altri materiali in questi giorni, e ha sostituito la precedente. Un ringraziamento al grande fotografo e un augurio per la sua vita e le sue attività artistiche. [A.M.]

Si veda anche l'intervista rilasciata da Fabián Cevallos al "Fatto Quotidiano" e la pagina "Fabián Cevallos. Il fotografo sul set di Salò o le 120 giornate di Sodoma".

 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Pier Paolo Pasolini, Salò: mistero, crudeltà e follia

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