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Notizie Pier Paolo Pasolini,
Salò è un lungometraggio che non lascia scampo al fruitore. Ma non è la rappresentazione della violenza in sé a determinare l'orrore in chi guarda, quanto piuttosto la consapevolezza che tale violenza è la metafora del mondo contemporaneo ed anche la raffigurazione estrema delle conseguenze nefaste dell'esercizio del potere da parte delle classi dominanti su un ceto proletario che, secondo Pasolini, stava perdendo grazie e purezza. Il sesso è lo strumento dell'applicazione maligna di tale potere, pratica marcia della sopraffazione (fisica e mentale) dell'uomo sull'uomo che si contrappone ad una sessualità libera, calorosa e semplice che la borghesia ha completamente abbandonato. Pasolini compose un viaggio nel sangue e nella morte che colpì molti e che evidenziò con assoluta limpidezza una delle atroci attitudini dell'umanità (attitudine testimoniata da numerosi eventi storici, anche recenti): la tensione verso la violenza e la distruzione dell'altro, in applicazione di un pensiero perverso poiché luttuosamente vuoto e insulso. Ebbene, dopo molti anni Il fotografo Fabián Cevallos ha deciso di tirar fuori da suo archivio delle preziose immagini che realizzò sul set di Salò. Si tratta di scatti di incredibile importanza poiché documentano il lavoro di Pasolini, dei suoi collaboratori e degli interpreti, facendo emergere dall'oblio alcuni frammenti di sequenze mai montate nel film e praticamente scomparse. Sono, dunque, documenti visivi fondamentali per gli studiosi di Pasolini e per tutti coloro i quali si sono sempre interessati alla cinematografia di questo grande intellettuale del Novecento. ![]() ![]()
L'elemento positivo che è ogni immagine è accompagnata da ampie didascalie scritte da attori del film, dall'aiuto regista Fiorella Infascelli, dal critico Mario Sesti, nonché da altri esperti, che guidano il visitatore in maniera costante. Per una volta, la didascalie svolgono, in sostanza, un ruolo essenziale e non ridondante, utile per entrare in comunicazione con il mondo creativo di un intellettuale che aveva guardato oltre, immaginando con inquietante anticipo un futuro tragico e desolante.
Nel 1960 si trasferisce in Francia, dove ottiene una borsa di studio ed entra al Conservatorio Nazionale d'Arte Drammatica di Parigi. Fernand Ledoux e Yves Furet lo introducono alla letteratura classica e al teatro francese. Alla fine dei suoi studi dà prova del suo talento di attore sia in teatro che in televisione. Nel 1967 si trasferisce a Roma. Qui il regista Ansano Giannarelli gli propone nel 1968 il ruolo di fotoreporter di Life nel suo film sulla rivoluzione sudamericana dopo la morte del Che. Fabián diventa ben presto fotografo professionista. Nel 1972 l'agenzia Gamma gli offre il posto di corrispondente in Italia. Sei mesi più tardi entra a far parte della nuova agenzia Sygma. Fabián si ritroverà sul set di ben oltre 170 film diretti da registi del calibro di Visconti, Bertolucci, Fellini, Scola, Zeffirelli, James Ivory, Nanni Moretti, Carlos Saura... [Segue una nota pubblicata nel sito web del ministero degli Esteri dell'Ecuador] * * * Ministerio de Relaciones Exteriores del Ecuador, 2005 BOLETÍN DE PRENSA No. 441
El Ministerio de Relaciones Exteriores -Embajada del Ecuador en Italia- informó que el mundialmente famoso fotógrafo ecuatoriano Fabián Cevallos inauguró ayer, en Roma, una muestra, considerada de gran contenido dramático, sobre fotografías tomadas hace treinta años durante el rodaje de la película Salò, o los ciento veinte días de Sodoma, del célebre cineasta italiano Pier Paolo Pasolini. La obra fotográfica de Fabián Cevallos cuenta las secuencias finales, despiadadas, de la última y más controversial película de Pasolini, el discutido y amado escritor, poeta y director de cine de Italia contemporánea, que revive en las fotografías, nunca antes vistas, aspectos desconocidos, nuevas adaptaciones y escenas no editadas de la cinta. Se trata de material fotográfico inédito por más de 30 años, por lo que la muestra ha causado un notable impacto en los círculos culturales de Italia, quienes ya se han adelantado en calificarla de evento cultural histórico. La exposición estará abierta hasta el 11 de noviembre en el Auditórium Arte, el lugar más emblemático y moderno de Roma para la música y las artes. El embajador Emilio Izquierdo participó en el acto de inauguración de este evento, en el cual se ofrece la obra formidable del más universal de los fotógrafos ecuatorianos. ______________________________
Si veda anche l'intervista rilasciata da Fabián Cevallos al "Fatto Quotidiano" e la pagina "Fabián Cevallos. Il fotografo sul set di Salò o le 120 giornate di Sodoma".
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