Notizie
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
.
..
"Pagine corsare"
Notizie

"Il cinema in forma di poesia".
Al museo del cinema di Torino mostra di immagini
di Pier Paolo Pasolini

fino al 24 settembre 2006

Le più inquietanti sono le ultime due. Pier Paolo Pasolini è seduto su una sedia, immobile. Il suo torace, nella camicia bianca, diventa schermo sul quale vengono proiettate sequenze diverse del "Vangelo secondo Matteo". Le foto sono di Antonio Masotti, l'evento è la performance "Intellettuale" ideata da Fabio Mauri per la Gam di Bologna, la data è il 31 maggio 1975. Pasolini morirà pochi mesi dopo (la performance sarà ripetuta con la sedia vuota) e le immagini, riviste oggi, hanno il sapore di una premonizione. 

È di forte impatto emotivo la mostra "Il cinema in forma di poesia", allestita al Museo del Cinema di Torino dal 15 giugno 2006, dove rimane fino al 24 settembre. 

C'è il Pasolini regista, dal volto scolpito dai pensieri, che legge il copione, dà indicazioni agli attori, sceglie il taglio dell'inquadratura, e c'è il Pasolini intimo che aggiusta il velo all'esile Maria interpretata dalla madre Susanna. Ci sono le icone, Ninetto Davoli, Franco Citti, Laura Betti, e ci sono i miti, Orson Welles, Silvana Mangano, Anna Magnani, Maria Callas, Totò. 

Novantasette immagini, delle quali trenta esposte sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana, foto di scena e di set, molte delle quali inedite, che percorrono l'intera filmografia del regista, da "Accattone" a "Salò", firmate da autori che a vario titolo furono presenti alla lavorazione dei film: Angelo Frontoni, il ritrattista delle dive, Angelo Novi, che fu fotografo ufficiale del cinema di Pasolini e Mario Tursi che lo fu di Visconti, e ancora Mario Dondero, Divo Cavicchioli, Bruno Bruni, Gianni Barcelloni, Marilù Parolini, Mimmo Cattarinich, Deborah Beer. 

"Non è soltanto una mostra sul cinema di Pasolini - spiega Roberta Basano, che ne è curatrice con Roberto Chiesi - E' un evento che consente di ricostruire la storia delle fotografia di scena in Italia. Emerge la drammatica fisicità delle immagini filmiche del regista, la forza barbarica dello stile, la diversità poetica ed espressiva del suo cinema, la corporalità sacra dei diseredati e dei reietti, mentre nelle istantanee di set, rubate nel backstage, si distingue lo stile del fotografo, lasciato libero di esprimersi". 

La maggior parte delle immagini proviene dal Fondo Pasolini, creato da Laura Betti e custodito alla Cineteca di Bologna, mentre una decina di scatti appartengono alle collezioni del Museo, all'archivio Angelo Frontoni di recente acquisizione (538mila istantanee che raccontano 50 anni di cinema italiano ma anche di moda e costume). "La mostra, accompagnata dalla retrospettiva completa dei film - dice il direttore del Museo, Alberto Barbera - rientra nel progetto di rilettura dei grandi del cinema italiano che proseguirà con gli omaggi a Visconti, Antonioni e Rossellini". 

A trent’anni dalla morte Pier Paolo Pasolini continua ad affascinare un pubblico anche di giovani. “i suoi film – ha sottolineato Alberto Barbera nella presentazione della mostra – sono poesia senza tempo e per questo sempre straordinariamente attuali”. 

Il catalogo della mostra, 120 pagine, è in vendita a Euro 18,00.
 


Al museo del cinema di Torino mostra di immagini di Pasolini
 

Vai alla pagina principale