Notizie

"Pagine corsare"
Notizie

Il Petrolio e Pasolini
di Roberto Olla, 3 settembre 2010
Dal blog "PASSATO/PRESENTE" di Roberto Olla nel sito di RaiUno

CLICCA QUI PER VEDERE INTEGRALMENTE LO "SPECIALE" DI ROBERTO OLLA

CLICCA QUI PER VEDERE SETTE SPEZZONI DEL FILM REALIZZATI
ESPRESSAMENTE DA BRUNO ESPOSITO PER "PAGINE CORSARE"

UN FILM RAICINEMA-SPECIALE TG1: "NERO PETROLIO"
IN ONDA DOMENICA 19 SETTEMBRE 2010, ORE 23,20
CON LA PARTECIPAZIONE DI SIMONA RUFFINI,
LA CRIMINOLOGA CHE CON L'AVV. STEFANO MACCIONI HA CHIESTO E OTTENUTO
LA RIAPERTURA DELLE INDAGINI SULL'ASSASSINIO DI PIER PAOLO PASOLINI


Abbiamo lavorato a testa bassa e non si tratta solo di un modo di dire, basta guardare le foto (sopra e qui a sinistra) di Paolo Ferrari (direttore fotografia) nell’ultimo set della produzione “Nero Petrolio”. Sarà l’ultimo documentario del ciclo prodotto assieme da RaiCinema e Speciale Tg1.

Capita spesso in televisione di lavorare così, ventre a terra e non solo per necessità di ripresa ma perchè devi fare in fretta per non perdere un appuntamento, una finestra, nel nostro caso, che si apre con la messa in onda del documentario "Nero Petrolio" il 19 settembre su RaiUno per gli Speciali del Tg1 alle ore 23,20 circa.

Devo qui, innanzi tutto, ringraziare tutti i colleghi della troupe (lo farò nome per nome in un prossimo post) senza il cui sostegno non avrei potuto tenere i ritmi  di  questa produzione, devo rigraziare il produttore Angelo Barbagallo che ha accettato e sostenuto a un alto livello di qualità questi ritmi, e devo ringraziare tutti i testimoni, gli esperti, i tecnici che sono intervenuti (anche qui, nome per nome in un prossimo post).
 

L’ispirazione per questo documentario mi è venuta da una pagina di “Petrolio” (la vedete nella foto a destra) in cui Pasolini comincia a tracciare un diagramma, una rete di collegamenti... in un lavoro che purtroppo per noi e per il nostro paese è rimasto incompiuto, al solo livello di bozze. 

Difficile dire cosa sarebbe diventato “Petrolio” anche se nel documentario alcuni ci provano. Sicuramente Pasolini aveva cominciato a collegare eventi, date, situazioni, uomini, del passato, del presente, cercando di scoprire i loro piani per il futuro. Sicuramente stava svolgendo un lavoro che era anche giornalismo e che tra le sue mani poteva acquistare una dignità esplosiva.

Adesso una prima nota sui contenuti del documentario “Nero Petrolio”

Da noi anche il petrolio è più nero che altrove.

Abbiamo cominciato presto: l’era dell’oro nero era appena agli albori, Mussolini prendeva il potere, il suo nuovo ambasciatore a Washington, il principe e ingegnere minerario Gelasio Caetani apriva la strada del mercato nazionale alla Sinclair, l’ultima arrivata tra quelle che Mattei chiamerà “le sette sorelle”, le compagnie petrolifere che dominavano il mercato mondiale. Giacomo Matteotti scoprì il giro di tangenti nascosto sotto il nero del regime e del petrolio. Ci rimise la vita. (Nelle due foto sotto, il professor Canali durante le riprese all’Archivio Centrale dello Stato).

Una squadra di assassini, la cosiddetta “Ceka” fascista, guidata dal killer italo-americano Amerigo Dumini (scuola gangsteristica di Chicago) lo eliminò prima che potesse parlare.


Forse Italo Balbo avrebbe potuto fare qualcosa per il petrolio italiano. Incaricò Ardito Desio delle ricerche in Libia e Desio trovò il petrolio. Tanto petrolio. Poi Balbo morì, la guerra fece il resto e gli alleati si presero le carte geologiche della Libia disegnate da Desio.

Arrivò Mattei (foto a sinistra), il più importante leader cattolico della Resistenza. Dopo la Liberazione chiese la direzione di un ente giudicato decotto: l’Agip. Cominciò a trovare petrolio e gas, dichiarò che l’Italia era un piccolo gattino non ammesso al pasto dei feroci cani che si spartivano il petrolio, ovvero sempre le “sette sorelle”. Fece nascere l’Eni.

Diede il via ad una politica di contratti molto favorevoli ai paesi produttori del cosiddetto terzo mondo. Cominciò ad arrivare tanto petrolio da sostenere un’impetuosa crescita dell’economia italiana. Lo uccisero con una bomba nel suo aereo, sopra il cielo di Bascapè.

Il giornalista Mauro De Mauro indagò sulla fine di Mattei e anche lui venne eliminato. 

Pier Paolo Pasolini, affascinato e inquietato ad un tempo da questo intrigo di potere e affari, cominciò un'indagine con i suoi strumenti: un nuovo romanzo intitolato “Petrolio”. Lo assassinarono all’idroscalo di Ostia e sulla sua fine lavora la magistratura per riaprire l’inchiesta.

È questa non è che una parte, piccola, della catena di delitti legata al nostro nero petrolio. Arrivò ad indagare sulla fine di Pasolini Oriana Fallaci assieme ad un suo validissimo collaboratore e collega, Mauro Volterra…

“Non c’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, né nulla di segreto che non debba essere conosciuto."  Debbo ringraziare il poeta Gianni D’Elia che mi ha portato a confrontarmi con questo passo del Vangelo di Luca (12.2). Ho deciso di inserirlo in apertura nel documentario “Nero Petrolio” che va in onda domenica 19 settembre alle ore 23,20 circa su RaiUno, ultima puntata del ciclo “Il Documentario” prodotto da RaiCinema e da Speciale Tg1.

Così, per primo voglio ringraziare Gianni D’Elia che è intervenuto con forza, con passione, portando la testimonianza di un poeta sull’assassinio di un poeta: “C’è stato solo un altro brutale assassinio di un poeta nel corso del Novecento", ha detto. "Si trattava di García Lorca, ucciso dai franchisti, ma non massacrato, spiaccicato per terra come Pasolini".

Voglio poi ringraziare tutti gli altri che hanno voluto dare il loro contributo di analisi, di impegno civile, di denuncia.

Guido Mazzon, cugino di Pier Paolo Pasolini (nelle due foto qui sotto). Jazzista, Guido Mazzon conserva come una reliquia la sua prima tromba. Quando Pasolini la vide gli disse: ecco i soldi, vai a comprarti una tromba vera. E così cominciò la sua carriera di musicista.

Gianni Borgna, saggista, che ha analizzato la figura di Pasolini, la sua opera incompiuta “Petrolio” e i dubbi sulla sua fine.

L’avvocato Stefano Maccioni che sta lavorando alla riapertura dell’inchiesta sull’omicidio Pasolini, dopo aver risolto tutti i complessi passaggi procedurali.

La criminologa Simona Ruffini (nelle due foto qui sopra), che potrebbe benissimo ispirare il personaggio di una nuova serie tipo “CSI” o “NCIS”. Ha analizzato di nuovo la dinamica dell’omicidio Pasolini davanti alla nostra troupe sul luogo del delitto (oggi un piccolo assolato giardino con un monumento bianco al centro).
Il giornalista e scrittore Giuseppe Lo Bianco, autore con Sandra Rizza di un’analisi sui grandi delitti legati al petrolio, da Mattei a De Mauro a Pasolini (“Profondo Nero”, editore Chiarelettere).

Giovanni Buccianti, economista, storico, autore di diverse pubblicazioni su Enrico Mattei e sulla Libia.

Maria Emanuela Desio, figlia del grande geologo Ardito Desio, che custodisce a casa sua un cimelio prezioso, la prima bottiglia di petrolio estratta in Libia da suo padre, assieme a centinaia, migliaia di altri documenti che meriterebbero un posto in un museo (vedi le due foto sotto).

Folco Quilici, il cui padre Nello, giornalista, faceva parte dello staff di intellettuali e tecnici raccolti attorno a Italo Balbo. Nello Quilici muore in Libia nello stesso aereo di Italo Balbo.

Vincenzo Calia, magistrato, che da Pavia ha accettato di parlare davanti alle telecamere della sentenza che ha accertato come assassinio e non incidente la morte di Enrico Mattei.

Mauro Canali, storico, autore della ricerca e della pubblicazione che ha rivelato come ci fossero sporchi affari di petrolio dietro l'omicidio di Giacomo Matteotti.

IL FILM "NERO PETROLIO":
IN ONDA DOMENICA 19 SETTEMBRE 2010, ORE 23,20

CLICCA QUI PER VEDERE INTEGRALMENTE LO "SPECIALE" DI ROBERTO OLLA

CLICCA QUI PER VEDERE SETTE SPEZZONI DEL FILM REALIZZATI
ESPRESSAMENTE DA BRUNO ESPOSITO PER "PAGINE CORSARE"

 

.







Il Petrolio e Pasolini, di Roberto Olla

Vai alla pagina principale