Notizie
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
.
..
"Pagine corsare"
Notizie

da Il Corriere della Sera, 11 Novembre 2001
Ostia: ora i ragazzi non sanno
nemmeno chi è Pasolini
Gli studenti di V liceo nella località dove fu ucciso
il 2 novembre ’75 ignorano l’opera dell’artista
di Lauretta Colonnelli

«Pasolini? I ragazzi non sanno nemmeno chi sia. Se qualcuno ne ha sentito parlare è solo in relazione alla sua morte orribile e solo perché è avvenuta proprio qui a Ostia». La sconcertante rivelazione arriva da un’insegnante di storia e filosofia al liceo scientifico «Enriques». E i ragazzi che non sanno niente di Pier Paolo Pasolini sono gli allievi che frequentano l’ultimo anno dell’istituto. Ieri mattina una trentina di questi allievi erano riuniti, con i rispettivi professori, nella biblioteca «Elsa Morante» di Ostia, per commemorare il poeta ucciso all’Idroscalo il 2 novembre di 26 anni fa. 

L’assessore alla cultura del comune di Roma, Gianni Borgna, aveva tenuto una conferenza sulla sua vita e le sue opere. I ragazzi, chi con i capelli rasati a zero, chi con la chioma lunga e l’orecchino, lo ascoltavano attenti. Sullo schermo erano appena passate le immagini drammatiche di «Accattone» e quelle della «Passione secondo Matteo», con la colonna sonora di Bach. «Musica altissima», commenta Borgna, che subito dopo passa a descrivere l’effetto dirompente degli editoriali pubblicati da Pasolini sul Corriere della Sera. Poi racconta le intuizioni dell’intellettuale scomodo: le lucciole che scompaiono, l’omologazione dei giovani anche nel periodo della contestazione, il romanzo non ultimato «Petrolio», con la ricostruzione della morte di Enrico Mattei.

Quando è il turno delle domande, nella biblioteca (inaugurata nel maggio scorso da Dacia Maraini e dalle cui finestre si vede proprio l’Idroscalo dove fu massacrato Pasolini), i ragazzi tacciono. Alla fine interviene la professoressa Franca Salso, che rivela: «Questi ragazzi, di Pasolini non sanno niente. Ce ne siamo accorti nei giorni scorsi, quando abbiamo fatto delle lezioni introduttive per illustrare il suo percorso letterario». Non solo, gli insegnanti riferiscono che due mattine prima, alcune quinte avevano assistito alla prima del film «Vajont»: anche in questo caso, buio completo. Giustificazione dell’ignoranza? «Sono nati nel 1983, i loro riferimenti culturali sono completamente differenti dai nostri - spiega Salso - per loro la grande depressione del 1929 è una data da ricordare a memoria esattamente come quella più recente del 1987. Per noi Pasolini non era un autore da studiare, ma un riferimento umano e intellettuale».

Ma il compito di far conoscere Pasolini, di renderlo più attuale, non dovrebbe essere affidato proprio alla scuola? «Certo, ma i programmi sono lunghissimi e bisogna andare di corsa», dice Ornella Mantella, insegnante di italiano. Una giustificazione che lascia perplessi. «La non conoscenza di Pasolini è una spia preoccupante - fa notare Enzo Siciliano - perché ci fa intuire che questi ragazzi non sanno neppure chi era Giovanni XXIII, che cos’era il fascismo o l’antifascismo. Una società senza memoria finisce per dimenticare se stessa». 

Per Sandro Veronesi, che ha eletto Pasolini a suo scrittore di riferimento, il problema ha origini più profonde. «Ho fatto delle conferenze in molte città italiane sui 33 processi subiti dal poeta nel corso della sua vita, alcuni per accuse totalmente campate in aria. C’era sempre qualcuno che protestava, perché, come sosteneva Moravia, Pasolini è doppiamente inaccettabile: per essere stato comunista e omosessuale, per essere vissuto e morto in quel modo. Oggi è incluso nei programmi scolastici, ma solo in quanto poeta, mentre l’aspetto più interessante per i giovani è proprio quello del regista, del polemista. Ma gli insegnanti non si azzardano ad affrontarlo. Avrebbero guai seri con le famiglie degli alunni».

 


Ostia: ora i ragazzi non sanno nemmeno chi è Pasolini [Corsera, novembre 2001
 

Vai alla pagina principale