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Notizie La nave del tempo:
da Enea a Pasolini
Beppe Farina, incaricato del Parco Letterario Pierpaolo Pasolini di Ostia, ha comunicato che il 7 novembre 2009 presso il Parco Pasolini all'Idroscalo di Ostia è stato realizzato un "viaggio sentimentale" intitolato Storie di Uccellacci, Ragazzi e un cantastorie dedicato al poeta ucciso proprio in quella zona. Il viaggio sentimentale fa parte di una rassegna dal titolo La nave del tempo: da Enea a Pasolini, a cura della Fondazione Parchi Letterari. La performance ha avuto una durata di 1h e 20 minuti circa, en plein air e ha visto attori e attrici cimentarsi con alcuni brani tratti da Ragazzi di vita, Uccellacci e uccellini, oltre a testi di poeti di riferimento tra cui Dostoevskji e Totò. Liberamente tratto dal celebre film di Pier Paolo Pasolini e dal romanzo “Ragazzi di Vita” dello stesso autore, “Storie di uccellacci, ragazzi e cantastorie”, è un viaggio sentimentale pensato per una messa in scena in spazi non convenzionali, dove il pubblico organizza da solo la propria esperienza percettiva delle scene. L’evento proposto si è scolto nel Centro Habitat Mediterraneo di Ostia, luogo dove sorge la scultura “Le ali spezzate” di Mario Rosati, dedicata al poeta trovato assassinato proprio in quel luogo. Si è articolato in un itinerario a piedi che i due protagonisti e il Corvo cantastorie hanno percorso unitamente al pubblico, attraversando cinque scene, divise in location diverse: il fiume, i panni stesi, la strada, la bisca, l’idroscalo. Hanno accompagnato le scene attoriali alcuni brani di autori messi in relazione a Pasolini: Dostoewskji, Totò, Virgilio. Squarci nella tela del vivere quotidiano di ragazzi di borgata durante il dopoguerra romano, contrapposti simbolicamente alla città che cresce e divora il senso della loro vita: la loro innocenza e la loro crudeltà, il loro essere vittime e carnefici allo stesso tempo. Storie di un proletariato che cambia: da una povertà dignitosa e consapevole a una smania di arricchimento dietro modelli di benessere illusori. Il tutto condito dall’impressionante scenario offerto dal Centro Habitat Mediterraneo, luogo incantevole dove oltre duecento specie di uccelli si ritrovano per nidificare o per alimentarsi in via di viaggi più lunghi, a creare un romantico contrasto tra natura e sgradevolezza umana che Pasolini ha più volte descritto nelle sue opere. L’evento è corale e itinerante. Si è aperto con l’incontro dei due protagonisti, Antonio e Nina rispettivamente padre e figlia con il traghettatore travestito da Corvo, che ha spiegato a loro e al pubblico presente i contenuti degli scenari proposti. E' terminato davanti alla stele dello scultore Mario Rosati, posta ove si è consumato più di trent’anni fa il delitto Pasolini. In mezzo vi è rappresentato il rogo di un ragazzo che comincia per scherzo e finisce in martirio; Marcello, a rischio della vita, che salva una rondine che stava affogando ma poi annega; ragazzi del gruppo che tentano la fortuna al gioco delle tre carte, e la città che si sta trasformando. La regia è stata improntata a un realismo simbolico che ha ottenuto il massimo di verità, ma attraverso delle convenzioni teatrali e dei simboli. La morte è annunciata da una maschera neutra, viene trascinata dalla corrente del fiume sotto forma di una sagoma di cartone bianco. I ragazzi sono interpretati da cinque “non-attori”. La musica non è presente, se non nella scena iniziale. Ciò volutamente, in quanto Il silenzio è indispensabile per osservare gli uccellacci o gli uccellini, come ammetterà il cantastorie. Essa fa la sua comparsa iniziale, con il pubblico che inizia il viaggio, a simbolizzare il passaggio storico che il Centro Habitat Mediterraneo ha attraversato partendo dalla miseria e dall’abbandono sino alla riqualificazione attuale
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Viaggio sentimentale di Beppe Farina |