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"Pagine corsare"
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Il racconto di una bella serata
all’insegna di Pasolini
La presentazione di Cercando Pasolini... Trent'anni dopo
di Giuseppe Distefano, Christian Gemei e Gianmarco Pisa
Tanti i contributi al lavoro: da Aldo Tortorella a Pietro Folena

L’“Aula delle Mura Greche” è la sala più rappresentativa ed affascinante dello storico Palazzo Corigliano, nel centro antico di Napoli, che ospita una delle sedi dell’Università degli Studi “L’Orientale”. È stata questa sede, attraversata dalle antiche mura della Partenope di greca memoria, a fare da cornice ad uno degli eventi culturali più rilevanti, e, per quello che riguarda la ricchezza del clima e dei contributi, emozionanti delle ultime settimane. Vale a dire la presentazione, prima (quasi) “assoluta”, dopo le prove generali della conferenza tenuta in occasione della “Festa dell’Unità” della Marsica, cui si è dato luogo l’estate scorsa, del volume di C. Gemei, G. Distefano e G. Pisa, “Cercando Pasolini… Trent’anni dopo”, curato da Nino Ferraiuolo e con una bella prefazione di Matteo Palumbo, professore di Letteratura Italiana all’Università “Federico II” di Napoli. 

Il volume, edito da “La Città del Sole”, che ha inteso, con questo “esperimento”, avviare anche una nuova traccia editoriale, facendo di questa edizione la “prova” per il varo di una collana di saggistica letteraria, è stato da più parti salutato come una novità interessante nel panorama editoriale più recente, anzitutto per i diversi contenuti di originalità che esso esprime. In primo luogo, il carattere progettuale dell’intera iniziativa, nata all’insegna di un auto-costituitosi “dal basso” “progetto pasolini”, con cui è possibile mettersi in contatto all’indirizzo: progetto_pasolini@yahoo.it, del quale la pubblicazione del volume rappresenta solo una prima, per quanto fondamentale, tappa di un percorso che punta ad articolare iniziative e pubblicazioni diverse, che si verranno sviluppando nel prosieguo di questo itinerario intellettuale. 

E, quindi, per il carattere aperto di “ricerca plurale” che costituisce l’autentica “cifra” di questa narrazione, entro la quale sono stati raccolti preziosi contributi e testimonianze, dal variegato mondo della sinistra politica ed intellettuale, da Aldo Tortorella a Furio Colombo, passando per il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Pietro Folena e attraverso il quale nuove sintonie con le sperimentazioni di “comunicazione attiva” del movimento si stanno sviluppando, pensiamo solo alle esperienze partenopee di media-attivismo rappresentate da InsuTv (www.insutv.it) piuttosto che da RadioAzioni, la radio del movimento, che ha coperto con una sua diretta, ora disponibile in “streaming” on line (www.radioazioni.tk), l’evento del primo dicembre di Palazzo Corigliano. 

Qui, ad ascoltare le relazioni di Ugo Piscopo, professore emerito e, tra le altre cose, autore di una poesia pubblicata, per la prima volta, proprio in questo volume, di Vittorio Marmo, professore di Letteratura Italiana all’Orientale.

Tra i relatori, infine, il critico letterario Silvio Perrella, che ha interloquito direttamente con gli Autori.

Presenti in ottanta o giù di lì, fino a gremire la prestigiosa sala, praticamente in ogni ordine di posti, dando così la misura e il senso di una attenzione e di una partecipazione, indubbiamente preziose e, al tempo stesso, significative.

Tutti, dunque, a seguire le diverse tracce di riflessione segnalate dagli interlocutori: dalla rassegna preliminare di Ugo Piscopo, che ha delineato un quadro dell’evoluzione della poetica pasoliniana, dagli anni Cinquanta, delle prime prestazione poetiche giovanili in dialetto friulano e in lingua, fino allo scarto degli anni Sessanta, la scoperta delle borgate romane e, infine, la poetica cinematografica e gli interventi “civili” degli ultimi anni, per arrivare quindi al frammento postumo di “Petrolio”, ricordando, in particolare, pur nel riemergere periodico delle “mode” pasoliniane, la pressoché completa assenza di eredi e di epigoni “pasoliniani”, anche forse in ragione di quel carattere così intimo e “mimetico”, al tempo stesso, della sua scrittura; per passare poi alla sapiente relazione di Vittorio Marmo, che ha inteso, con acuto discernimento, recuperare una traccia preziosa, ma troppo spesso omessa, della scrittura pasoliniana, quella della sua “meridionalità”, meridionalità “friulana” o “romana”, aderenza, in altri termini, al tema del Sud come necessità culturale e civile, di estrema attualità, cui il Poeta ricorre anche e soprattutto per segnare il suo distacco dalla letterature di e per “élite”, e per “situarsi”, in maniera del tutto originale ed “anticonformista”, all’interno della nostra storia letteraria. 

Toccherà, alla fine, a Silvio Perrella, tracciare la cornice di senso di questo progetto culturale: evidenziando il valore semantico, molto più che sintattico, dei punti sospensivi del titolo, che alludono a un percorso in divenire e rimandano a ulteriori domande, più che a definitive risposte, e dialogando, con gli Autori e con il Pubblico, sulla tesi-guida dell’intero lavoro. Quella cioè che il Moravia compiutamente espresse nella sua orazione funebre “In Morte del Poeta” (che nel volume è ricostruita in maniera originale, sulla base della documentazione di archivio), quando definì Pasolini il “creatore della poesia civile di sinistra” nel nostro Paese. Un lascito ricco, come si vede, che aspetta ancora di essere irrorato di nuovi e fecondi contributi. 


IMMAGINI: La copertina del libro e uno scorcio dell'aula Mura Greche di Palazzo Corigliano a Napoli


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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Il racconto di una bella serata all’insegna di Pasolini, di Gianmarco Pisa

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