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"Pagine corsare"
Notizie
Persona non grata
PASOLINI ALLA RADIO UNGHERESE

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Manifestazioni per il trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini
Un dramma radiofonico - Persona non grata - diretto da Molnár Csaba

IL 4 SETTEMBRE 2006 LA RADIO UNGHERESE TRASMETTERÀ PERSONA NON GRATA - RADIO BARTÓK LIVE, ORE 21.30 - RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO INTERNET http://real1.radio.hu/bartok.ram

CHI NON DISPONESSE DEL PROGRAMMA ADATTO PER L'ASCOLTO IN STREMING POTRÀ SCARICARLO DA http://www.radio.hu/down/RealPlayer10GOLD.exe

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Idroscalo di Ostia: il monumento eretto nel luogo dove Pasolini fu assassinato.
[Foto Jordi Corominas i Julián, particolare]
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Tre documenti sonori
CLICCANDO SUI TRE TITOLI SOTTORIPORTATI SI POTRANNO ASCOLTARE
TRE DOCUMENTI SONORI TRATTI DAL RADIODRAMMA PERSONA NON GRATA
1. Persona non grata - Inizio del radiodramma

All’inizio viene proprosto l'annuncio in lingua ungherese. Poi si ascoltano spezzoni (in italiano) di commenti giornalistici e di una intervista [alla signora Lollobrigida, la persona che trovò il corpo di Pasolini sul litorale di Ostia] e contemporaneamente i testi sono doppiati in ungherese. Viene poi recitata una poesia di Pasolini il cui testo è qui di seguito riportato, con un accompagnamento musicale composto da Molnár Csaba. 

Vuei a è Domènia,
doman a si mòur,
vuei mi vistís
di seda e di amòur.

Vuei a è Domènia,
pai pras cun frescs piès
a sàltin frutíns
lizèirs tai scarpès.

Ciantànt al me spieli
ciantànt mi petèni.
Al rit tal me vuli
il Diàul pecioadòur.

Sunàit, mes ciampanis,
paràilu indavòur!
"Sunàn, ma se i vuàrditu
ciantànt tai to pras?"

I vuardi il soreli
di muartis estàs,
i vuardi la ploja
li fuèjs, i gris.

I vuardi il me cuàrp
di quan' ch'i eri frut,
li tristis Domèniis,
il vivi pierdút.

"Vuei ti vistíssin
la seda e l'amòur,
vuei a è Domènia
domàn a si mòur."

III. 
Oggi è Domenica, domani si muore, oggi mi vesto di seta e d’amore. 
Oggi è Domenica, pei prati con freschi piedi saltano i fanciulli leggeri negli scarpetti.
Cantando al mio specchio, cantando mi pettino.
Ride nel mio occhio il Diavolo peccatore.
Sonate, mie campane, cacciatelo indietro! “Suoniamo, ma tu cosa guardi cantando nei tuoi prati?”
Guardo il sole di morte estati, guardo la pioggia, le foglie, i grilli.
Guardo il mio corpo di quando ero fanciullo, le tristi Domeniche, il vivere perduto.
“Oggi ti vestono la seta e l’amore, oggi è Domenica, domani si muore.”

[Li letanis dal biel fì, III, da Poesie a Casarsa (1941-43), in Bestemmia. Tutte le poesie, a cura di Graziella Chiarcossi e Walter Siti, Garzanti, Milano 1993] 
 

2. Persona non grata - Scena con Oriana Fallaci (Juli Básti), poi con Mauro Volterra (János Bán) e il ragazzo (Zoltán Markovics)

[La scena si riferisce alla controinchiesta condotta da alcuni giornalisti dell’”Europeo” - si veda in particolare l’articolo di Oriana Fallaci riprodotto nella pagina qui collegata]
Juli Básti
János Bán
Zoltán Markovics
Il testo originale è il seguente:
[Oriana Fallaci] La schermaglia tra lui [il ragazzo] e Mauro Volterra [altro giornalista dell’”Europeo”] durò circa mezz'ora, e cioè fino a quando il nostro collaboratore si allontanò, deciso a ritrovarlo. Lo avrebbe ritrovato, infatti, due giorni dopo. Il dialogo che segue si riferisce all'incontro di due giorni dopo.

[Ragazzo] «Ah, ma allora nun ce semo spiegati! Nun hai capito che nun te vojo vedé, che nun te dico gnente! Ma perché sei tornato? Lé, hai fatto un viaggio a voto. Stai a perde tempo.»

[Volterra] Una cosa soltanto. Lo sai dov'è la baracca di Pasolini all'Idroscalo?
[R.] «Sì che lo so. Te potrei pure dì andove sta con esattezza. Ma nun te dico gnente. Capito? Gnente! - Ma chi sa gnente! Stavo a scherzà!»

[V.] Sai anche chi erano gli altri che l'hanno ammazzato?
[R.] «Ah! T'ho capito! È questo che voj sapé: chi so' quell'altri.»

[V.] Si, gli altri due.
[R.] «Chi t'ha detto solo due? Mannaggia, se te dicessi la verità fino alla fine, ce sarebbe de fà un volume! Lé, io te saluto e me ne vado. Amici più di prima.»

[V.] Non andartene, via, stai calmo... Non avere paura. Camminiamo un po'. Che t'importa se camminiamo insieme per un po'.
[R.] «Vabbé... In fondo mi sei pure simpatico.»

[V.] Dì, ma qui non si vedono più quelli che hanno la motocicletta? Chi ce l'ha la motocicletta?
[R.] «Vuoi dire la Gilera 124? Quella ce l'ha il Roscio.»

[V.] Chi?
[R.] «Ma che me fai dì? Me fai di quello che nun vojo dì! Te ne voj andà? Mo vedi come sono i giornalisti? Te fanno le moine davanti e appena te revorti te fregano. Te ne voi andà? T'ho detto pure troppo. Anzi nun t'ho detto gnente, capito?»

[V.] Senti, io non voglio i nomi e i cognomi. Mica sono un poliziotto.
[R.] «Anche se nun sei un poliziotto, come faccio a sapé che nun me voj mette in mezzo, che nun me voj denuncià, che nun ciai quarcun altro appresso? E sai che te dico? Come faccio a esse certo che nun sei un poliziotto, che sei un giornalista peddavvero?»

[V.] Ecco la mia tessera di giornalista. E, se non ci credi, vieni al giornale. Ci mettiamo in una stanza e parliamo là.
[R.] «Manco pe' gnente! Così da quella stanza nun esco più. Al giornale me vedono in troppi. E tu... Ma tu me voj fa' ammazzà! Me voj fa' finì con na pistolettata in bocca! Te lo voj mette en testa che se parlo m'ammazzeno?!? Ascoltame, lé: io te la direi la verità. Te la direi tutta, perché me sta qui. Però se la dico me pijo la pistolettata in bocca. E nun ce riesco! Nun ce riesco!»

[V.] Provaci.
[R.] «Ora ciò da fà. Vedemoce domani.»

[V.] D 'accordo.
[R.] «Però se parlo nun te dico tutto, t'avverto. Te dico mezza verità e basta, capito? Perché se te dico tutta la verità intera, poi te devo sparà a te. Te devo sparà in bocca.»
 

3. Persona non grata - La fase finale del radiodramma

Vengono annunciati i nomi degli attori e produttori del lavoro radiofonico, compresi i ringraziamenti alla curatrice di “Pagine corsare” [che a sua volta ringrazia…]. La musica di sottofondo è del compositore ungherese di fama mondiale László Hortobágyi.
IL SITO WEB DELLA RADIO UNGHERESE

Magyar Rádió: Persona non grata, regia di Molnár Csabo
 


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