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Roma. Al Pigneto: riapre il "bar di Accattone".
Ivano De Matteo gira “Fermata Pigneto"

Il 19 giugno 2007 ha riaperto al Pigneto, con proposte di cucina tradizionale italiana ''di tutte le latitudini'' e ingredienti esclusivamente biologici nella nuova cucina a vista, il bar ristorante 'Necci del 1924', dopo un restauro che ha conservato l'atmosfera dello storico locale dove Pier Paolo Pasolini ha realizzato molte scene del film Accattone

Meta-cult dei cinefili, ma anche degli amanti della voce di Claudio Villa che ha calcato il palco del Necci. Il vecchio proprietario, l'ultra ottantenne Luigi Necci, si è esibito durante l'inaugurazione del locale in un repertorio di canzoni romane. 

L'ambizione dei nuovi giovani gestori, Massimo Innocenti e lo chef Benjamin Hirst, è quella di ''fare i piatti dell'osteria che l'osteria non fa più. Con ingredienti utilizzati assolutamente biologici e provenienti in gran parte dal Lazio e dal centro Italia. E spazio alla tradizione popolare, anche nella riproposta delle storiche spuma e gazzosa. 

Nella parte esterna c'e' una terrazza-bar, un'altra con servizio ristorante e un'area giochi dedicata ai bambini attrezzata con una tenda indiana e giocattoli comuni realizzati con materiali riciclati da una cooperativa di giovani del quartiere.

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A Ivano De Matteo, attore, regista (soprattutto documentarista) e sceneggiatore, "Arcipelago 2007" ha dedicato (giugno 2007) un importante omaggio. In concorso è stato presentato Fermata Pigneto, piccolo viaggio nel quartiere romano. Il Pigneto ha le case basse, fatiscenti, fino a non troppi anni fa anche un po' diroccate o persino baracche. Qui, ma anche a Borgata Gordiani, alla Maranella, a Casalbertone, Pasolini ha ambientato Accattone, che viene ampiamente citato e mostrato nel film di De Matteo. 

Il Pigneto è un quartiere in trasformazione, ma in realtà lo è sempre stato, anche quando negli anni '60 arrivavano gli immigrati dal sud o quando nei primi anni del secolo scorso si costruivano baracche abusive. Ogni trasformazione è però sconvolgente per chi la vive, e sorprendente è il nuovo mix che si sta creando: "nativi", immigrati senegalesi o sudamericani, nuova intellettualità ma anche giovani yuppie, attori o figli di papà in fuga dai quartieri bene. I prezzi delle case salgono, il Pigneto fa gola. De Matteo ce lo mostra attraverso le voci di chi lo vive, con la sua telecamera che stringe sui volti, che entra nelle case di giovani studenti, artisti, anziani nostalgici del quartiere come lo hanno vissuto loro. Ed entra nei bar, quei luoghi di ritrovo storici che al Pigneto, ma anche a San Lorenzo o a Trastevere, diventano inesorabilmente posti pieni di studenti senza identità o di giovani in cerca di divertimento che arrivano da altri quartieri. Ma il film di De Matteo non è un affatto nostalgico, diremmo piuttosto indagatore: il Comune di Roma, sponsor del progetto, può essere soddisfatto di questa indagine. 

 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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