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"Il primo amore": "Riapriamo il caso Pasolini" Una petizione per la
riapertura delle indagini sulla morte di Pierpaolo Pasolini
700 firme per richiedere l'apertura delle indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini: ogni firma vista la sua autorevolezza vale il doppio. Ma chi era quest'uomo. Scrittore, poeta, giornalista, filosofo, soprattutto un uomo scomodo, un uomo libero, un uomo pronto a infrangere le regole del regime. La sua infanzia segnata dalla guerra, dagli innumerevoli spostamenti, o forse delle vere e proprie deportazioni; il padre accanito giocatore, passò qualche anno in carcere, la madre figura seppur forte rimarrà sempre nell'ombra. Studi eccellenti, sempre educatamente alla ribalta, a scuola nello sport e in qualsiasi cosa si proponesse di fare. Sempre oggetto di chiacchiere, nell'occhio del ciclone, deriso, umiliato, in qualche caso allontanato per vere e proprie ingiurie nei suoi confronti, da redazioni, partiti politici, lavoro. Pasolini era un uomo nato nel secolo sbagliato: forse sarebbe stato troppo avanti tutt'oggi, forse lo avremmo additato anche noi. Il genio incompreso. Discreto, ma capace d'irrompere il muro omertoso con le sue dichiarazioni al vetriolo. Fragile, ma pronto a sfidare una società bacchettona e intransigente verso i diversi. Umile senza mai abbassare gli occhi dinnanzi a verità scottanti. L'accusa che più gli struggerà l'animo sarà quella marcante la sua omosessualità; vivrà e farà vivere le persone a lui care in un continuo e persuasivo stato di pathos. Ma cosa può avere indotto la sua morte, chi e perché ha ritenuto di doverlo eliminare? Di certo non è stato quel ragazzino di 17 anni: qualcuno cerca ancora la verità. Un crimine irrisolto, l'ennesimo secondo molti, di origine politica; forse ci si dovrebbe fermare. [...] VEDI ANCHE:
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Roberta Lemma, Una petizione per la riapertura delle indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini |