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Notizie Pasolini, l'eredità
eretica
Trent’anni fa muore Pasolini. Più di tutti muore un Poeta, disse qualcuno pochi giorni dopo la sua morte. Più di tutti morì soprattutto un eretico. La sua eresia è stata quella di riuscire a rimanere individuo nella società estremamente dicotomica di quegli anni. Questa è anche la sua piccola ed umile eredità. Ucciso una volta da quegli stessi ragazzi di vita che lui aveva eletto a categoria sociale, trovati già armati da un mandante ancora oggi sconosciuto. Ucciso la seconda volta da quella polizia dalla parte di cui coerentemente con se stesso si era schierato all’indomani dei fatti di Valle Giulia. Ucciso una terza volta dai troppi elogi di questi giorni, che fanno tornare alla mente le tante persecuzioni di cui fu vittima il suo intelletto e la sua morale ad opera degli stessi che, oggi, sentono il bisogno di tenerlo stretto "dalla propria parte". Muore più
di tutti l’intellettuale che dovendo parlare del Nazareno non seppe fare
a meno di far recitare sua madre nel ruolo della madre del Cristo, in ricordo
di un fratello morto partigiano. Muore più di tutti il regista che
fece morire di fame il ladrone cattivo in "La ricotta" "poveretto, fa dire
ad Orson Welles, morire era l’unico modo che aveva per farci sapere che
era vivo".
Nessuno seppe
intravedere nei suoi "comizi d’amore" la forza politica di chi sa parlare
di sesso con le contadine calabresi di quegli anni e con i bambini.
Noi apparteniamo
alla generazione fortunata che non l’ha conosciuto con gli occhi del mondo.
Possiamo vedere di lui, adesso, ciò che egli stesso ha deciso di
mostrarci di sé, i suoi libri, le sue pellicole, le sue interviste,
le sue poesie, i suoi scritti corsari.
Per noi muore più di tutti, sul lido di ostia trenta anni fa, Pier Paolo Pasolini l’eretico. L’ultimo eretico. Malato di quella eresia che fa bene al mondo, che lo rende più libero, più maturo, più vero e soprattutto più umano. Questo perchè l’eresia, che vuol dire ricordiamocelo "prendere posizione", è la cosa che più si avvicina alla natura dell’essere umano. Forse per questo non piaceva a nessuno, forse per questo tutte le culture l’hanno demonizzata al pari dell’anarchia. Oggi è
qualcosa che ci manca. E’ quella parte di eredità di Pasolini di
cui non siamo riusciti ad appropiarci.
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