...

Notizie

"Pagine corsare"
Notizie

Roma città aperta del cinema
Si è conclusa la Prima Festa del Cinema promossa nella capitale.
Premiato Ninetto Davoli
21 ottobre 2006

Con le note di Antonio Pappano e l'Orchestra nazionale dell'Accademia di Santa Cecilia, si è conclusa la kermesse romana con una cerimonia di chiusura sobria e condita dai divertenti interventi di Ettore Scola, presidente della giuria popolare formata da cinquanta persone. 

Il primo a salire sul palco per la consegna dei premi non ufficiali è il Presidente della Festa di Roma, Goffredo Bettini, che premia Ninetto Davoli [nella foto a sinistra con Agostina Belli] per la migliore interpretazione maschile in Uno su Due di Eugenio Cappuccio, premio L.A.R.A. (Libera Associazione Rappresentanti Artisti). Ninetto Davli era visibilmente emozionato: «Sono contentissimo, è una soddisfazione dopo 42 anni di lavoro ricevere il primo premio della mia vita». Naturalmente tra tanti autori del glorioso cinema del passato evocati durante la Festa, in questo caso a uno si doveva fare riferimento: «Il mio vero premio è stato essere scelto da Pier Paolo Pasolini, lo devo a lui se oggi sono potuto essere qui». Al documentario inglese Deep Water va invece il Premio Cult della televisione satellitare di Sky, riconosciuto come "un racconto impeccabile, pieno di colpi di scena in cui tutto funziona a meraviglia, una storia meravigliosa che tiene lo spettatore incollato alla sedia". Giuseppe Tornatore riceve, invece, il premio Blockbuster per La sconosciuta, scelto nella sezione Première e assegnato da una giuria capitanata da Giovanni Veronesi.

E dopo il ricordo commosso e il premio assegnato a Gillo Pontecorvo, recentemente scomparso [qui a destra, un'immagine di Gillo Pontecorvo, regista della Battaglia di Algeri, 1965], arriva il momento dei premi ufficiali. Il Marc'Aurelio per il miglior film - la statuetta d'oro creata e offerta da Bulgari - va al regista russo di Playing the Victim, esilarante rifacimento dell'Amleto di Shakespeare diretto da Kirill Serebrennikov. Migliore interpretazione maschile per Giorgio Colangeli, attore teatrale prestato al cinema nel film opera prima di Alessandro Angelini L'aria salata. Premiato da Sabrina Ferilli - che colleziona una serie di gaffes ammettendo poco simpaticamente di non conoscere né gli attori né i registi presenti sul palco - l'attore italiano dedica il premio a tutti i suoi colleghi, confidando nel duro lavoro che - sempre - porta a dei risultati concreti. La statuetta per la miglior attrice protagonista - consegnata da Silvio Orlando - va a Ariane Ascaride per il ruolo ricoperto in Le Voyage en Arménie del regista Robert Guédiguian. L'attrice ringrazia il pubblico dell'Auditorium parlando in italiano e ricordando delle origini che la legano al bel paese. Vanno ad aggiungersi ai premi ufficiali la menzione speciale della giuria per This is England di Sean Ellis, "un secondo primo premio" come lo ha definito lo stesso Scola, che premia il regista inglese per un film necessario e poetico sul razzismo e il fanatismo politico.

La prima festa del cinema si è dunque conclusa. La premiazione - a differenza delle noiosissime cerimonie ufficiali - ha regalato sorrisi e commozione. Sorrisi per le continue battute di Ettore Scola (che ha invitato più volte Sabrina Ferilli ad andare al cinema, invece di chiedere continuamente ai premiati le loro "generalità") e commozione per l'arrivo sul palco della moglie e dei figli di Gillo Pontecorvo. Infine, dopo aver accolto la giuria popolare sul palco, il regista di C'eravamo tanto amati ha premiato personalmente il Miglior film, scusandosi scherzosamente con la platea per aver terminato gli attori in sala e non avere più nessuno disposto a consegnare le statuette. Anche questo è cinema.


Uno su due
2006, Regia di Eugenio Cappuccio

Lorenzo (Fabio Volo) è un avvocato ambizioso, ha una ragazza, Silvia (Anita Caprioli), che non è sicuro di amare, un appartamento in centro, una carriera da costruire e un importante business che permetterà, a lui e al socio e amico Paolo, di dare una svolta alla professione che procedeva a rilento. Tutto sembra andare per il meglio ma all'improvviso, qualcosa si rompe dentro di lui; un giorno, durante una passeggiata, sviene. Si ritrova così a dover condividere la sua stanza d'ospedale con Giovanni (Ninetto Davoli), sanguigno ex camionista romano, che lo condurrà alla rinascita personale. Una volta dimesso, infatti, la vita di Lorenzo sembra cambiare. Tutto ciò che lo circonda gli appare falso, e l'unico che sembra poterlo aiutare è proprio Giovanni. In cambio, Lorenzo lo aiuterà a ricostruire il rapporto con la figlia Tresy (Tresy Taddei).

È questa la trama in sintesi di Uno su due, il nuovo film diretto da Eugenio Cappuccio e interpretato da Fabio Volo, Ninetto Diavoli e Anita Caprioli. In equilibrio costante tra dramma e ironia, Uno su due racconta di come un singolo avvenimento possa sconvolgere la vita di un uomo, le sue percezioni, i suoi valori lasciando spazio ad un'umanità nuova, che si reinventa e deve modificarsi giorno dopo giorno. E lo fa grazie al talento di Fabio Volo, che esce dai suoi canoni e si cala in un ruolo nuovo a metà strada tra il divertente e il drammatico, e al ritrovato Ninetto Davoli vibrante e commovente, molto meglio di ciò a cui eravamo abituati. Una coppia riuscitissima sullo schermo forse perché supportata anche da una bella amicizia: "Ninetto è la mia versione giovane - dice Fabio Volo - non ho mai visto una persona con tanta energia!". Uno su due è un film attento, delicato e corale che come spiega il regista "è nato spontaneamente con una attenzione ad ogni singolo personaggio che è andata al di là del cast e ha coinvolto tutti in questa storia".

 

.


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
.
 

Roma città aperta del cinema - Premiato Ninetto Davoli

Vai alla pagina principale