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"Pagine corsare"
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Teatro: in scena a Roma storie di rifugiati fra dolore e libertà
http://www.adnki.com/, giugno 2006

Quattro rifugiati, quattro storie vere per altrettante esperienze di libertà e dolore che si allargano fino ad abbracciare, idealmente, l'umanità intera: lo spettacolo si chiama 'Refugees' e la compagnia Rataplab l'ha portato in scena alla Casa delle Culture. L'idea, racconta il regista Ugo Bentivegna, ''è nata da un libro, La notte della fuga, che raccoglie dieci storie di rifugiati in Italia. Di queste, ne abbiamo scelte quattro, le abbiamo riadattate e portate in scena'' in un esperimento che prevede nel racconto scenico 'incursioni' cinematografiche, coreografiche e musicali. ''Dalle storie di questi quattro rifugiati (un ragazzo del Kurdistan turco, una ragazza madre colombiana, un giovane della Mauritania e una della Repubblica Democratica del Congo) lo spettacolo si dilata fino a includere i ritratti di alcuni rifugiati celebri, come per esempio Isabel Allende, Marlene Dietrich, Rudolf Nureyev, Albert Einstein, Pablo Neruda - spiega Bentivegna - È un modo per avvicinarli a noi sfuggendo agli stereotipi. Così si viene a creare un contenitore che racchiude tutti questi personaggi, comuni e non, fino ad abbracciare, idealmente, tutti noi''. 

Un'idea, questa, sottolineata durante lo spettacolo anche dai filmati scelti: dal Vangelo secondo Matteo di Pasolini - ''perché, secondo noi, anche Cristo era un rifugiato'' - al Novecento di Bertolucci, riletto, ''perché alla fine i protagonisti invece di arrivare in America, arrivano a una terra, un punto X che lega tutti noi''. 

Tutte le storie sono scandite da brani musicali dei paesi dai quali provengono i quattro rifugiati, musiche turche, colombiane e così via, in una commistione artistica coraggiosa. Una scelta precisa, spiega Bentivegna, dal momento che questo ''è un esperimento artistico'' per sancire la convivenza di ''mondi apparentemente distanti''. 

Lo spettacolo, nato l'anno scorso in forma molto ridotta, si è allargato quest'anno a nuovi attori e ballerini professionisti ma, ammette Bentivegna, continua a patire la mancanza di fondi e mezzi adeguati. Refugees infatti - ricorda il regista - è uno spettacolo completamente autofinanziato''. Una doppia sfida, quindi: quella di artisti in cerca di un pubblico e dei finanziamenti per 'inseguirlo', ma anche quella di 'attori-attivisti' che con il teatro ricordano come i rifugiati siano una ferita aperta in un mondo globale, anche nei suoi problemi.

 


Teatro: in scena a Roma storie di rifugiati fra dolore e libertà
 

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