Sono
perplesso...
di Piero Lucarelli
Sono
perplesso, fino all'altro giorno chissà cosa avrei dato per sapere
come erano andate le cose a Ostia lido quella sera. Ma ora, dopo le "nuove"
rivelazioni di Pelosi in tv, non sono tanto convinto che sia meglio andare
avanti, che con questi presupposti si possa concretamente sperare di raggiungere
la verità sui fatti del '75.
Inoltre
al momento non è dato sapere cosa pensino i parenti di Pasolini,
se riaprire una ferita rimarginata con sofferenza o se invocare la pubblica
pietas sul corpo del poeta data l'esigua probabilità di risoluzione
del delitto.
In
effetti nell'ultima apparizione, il "Rana", invitato su raitre dalla Leosini,
scandalosamente non dice nulla di nuovo. Non erano soli quella sera? Lo
sapevamo già. Lo si deduceva fin troppo facilmente dalle condizioni
della scena criminale e dal cadavere.
Pasolini
non provò a violentarlo? Non occorreva certo Pelosi per affibbiare
a Pasolini la palma di uomo mite. E per riallacciarmi a Siciliano su Repubblica,
sapevamo anche che era stato appellato "fetuso comunista".
Poco
di nuovo arriva quindi da questa puntata di Ombre sul giallo. Fatta
salva la passione civile della conduttrice e l'autorevolezza degli altri
due ospiti in studio è l'intera operazione televisiva che mi lascia
scettico.
Mandare
in etere le immagini del cadavere stride non poco con i film di Pasolini
che dopo tutti questi anni e alle 4 di notte continuano a passare completamente
sforbiciati e censurati anche delle più banali allusioni erotiche
(andate a rivedere Il fiore della mille e una notte trasmesso lo
scorso anno…). Qualcuno mi spieghi come mai queste discrasie editoriali,
e calmi il mio senso paranoico di opportunismo.
Ridare
il megafono televisivo in mano a Pelosi è la cosa che più
infastidisce tanto più per il nulla detto. Anzi ha fatto capire
che cercò di difendere il regista durante il pestaggio … va a finire
che lo dovremo ringraziare per il suo gesto!
Che
poi il Pelosi continui a non dire il vero o per lo meno sia in cattiva
fede lo dimostra anche il fatto che adduca alla morte dei suoi genitori
il decadimento della sua ricattabilità. Vista la sua recente paternità,
c'è da chiedersi leggittimamente se non sia ricattabile o che non
sia a corto di liquidi ora più che mai. Mi domando se la Leosini
sia a conoscenza di ciò.
Un
merito e non da poco, però, la trasmissione di raitre lo ha avuto:
scuotere dal torpore Sergio Citti.
Citti
la sa lunga, ha sempre affermato di sapere molto, ne sono testimonianza
anche alcuni articoli pubblicati nel passato, ma non ha mai aperto bocca.
Il perché di questo lungo silenzio rimane esso stesso un mistero.
La speranza è che dopo questa improvvisa esplosione non torni nel
suo silenzio.
Indagine
riaperta quindi, e ipotetica possibilità di giungere a nuove conclusioni,
ma a questo punto siamo sicuri che non rimanga che attendere l'esito di
questa nuova indagine? I rischi di questo polverone sono molti, anzi, pochi
e sempre i soliti!
Quello
che temo di più è il modellino plastico del campetto di Ostia
lido nel prossimo Porta a Porta di Vespa. Seguendo il filone Cogne e il
più "recente" delitto del Circeo, non basteranno le foto già
note, in un vortice sempre più avido di sensazionalismo.
E
non consola troppo scoprire su internet come questo rimescolamento spinga
centinaia di giovani, ignari finora dell'esistenza di Pasolini (grazie
Moratti!) si accingano a conoscere lo scrittore non entrando dal portone
della poesia, ma sbirciando morbosamente dagli scarichi dei sanitari.
Un
altro rischio, essendo evidenti gli schieramenti ideologici in ballo (ma
anche qui ci sarebbe da ricordare che il PCI di allora "scaricò"
Pasolini ed il suo omicidio per non lasciarsi confondere con i "frosci")
è ritrovarsi, nel caso un giorno le indagini realmente concludano
qualcosa, nell'arida polemica della giustizia politicizzata. Stando alle
dichiarazioni di Citti potrebbe non essere una sorpresa scoprire retroscena
come dire "deviati".
Il
problema è più radicale, l'śouvre pasoliniana per
sua natura non è adatta, se non antitetica, all'odierno contesto
socioculturale e mediatico generale, un'intrattabilità che tragicamente
collima anche con la sua "morte violenta". Impossibile chiamare in causa
Pasolini oggi e non trovarsi quasi automaticamente spiazzati. Si pensi
solo che proprio in uno dei suoi ultimi articoli sul Corriere propose l'abolizione
della televisione per combattere il dilagare della cultura criminale.
Lungi
da me l'idea di doversi arrendere a questa complessità, ma l'Italia
purtroppo comincia ad avere un'invidiabile collezione di buchi neri nella
sua memoria: penso a fatti come la strage di Piazza Fontana che proprio
in questi giorni vede la sua beffa conclusiva; ad un Sofri in carcere ed
un omicida del Circeo in circolazione.
Penso
anche all'invidiabile raccolta di oggetti materiali che stiamo organizzando
a Pratica di Mare. Forse che assieme al DC9 Itavia ed alla Toyota di Calipari
dopo tanto tempo ci sia ancora posto per l'Alfa GT di Pasolini?
Sono
pessimista? Forse un po', vi prego datemi un aiutino…
Ps:
Sono sinceramente dispiaciuto per un'altra vittima di Pelosi, la Maraini,
che nel 95 nella postfazione di Io, Angelo Nero (autore Pelosi,
Sinnos editrice, Roma) avvallò forse un po' "affrettatamente" l'ipotesi
del Pelosi come unico colpevole.
Piero
Lucarelli
10
maggio 2005
Piero
Lucarelli ha collaborato con "Pagine corsare" con alcuni brani (v.
la sezione "Contributi dei visitatori") |