Foto di Piero
Lucarelli
Fino al 2 novembre
2005 questo era il monumento a Pasolini all'Idroscalo di Ostia.
Non portava alcuna
scritta o nome; era in cemento, ideato e realizzato dallo sculture Mario
Rosati.
A lato vi era ancora
una porta da campo di calcio. Nel pratone intorno, incolto e ridotto a
discarica, pascolavano pecore e maiali.
"Pagine corsare" scrisse
in una delle prime pagine del sito web dedicato proprio in quei giorni
(1997) a Pier Paolo Pasolini:
«Fango, acquitrini,
immondizia, sterpaglie, cemento divelto e totale abbandono; è questo
il tributo che l'Italia dà a uno dei suoi
più importanti
poeti civili? Non c'è una targa che ricordi che in quel luogo, immutato
da vent'anni, fu soppressa la persona
e la poesia di Pier
Paolo Pasolini; non c'è niente all'infuori del degrado e un brutto
monumento di cemento grezzo.
È un luogo irreale,
meta di chi non vuole dimenticare la voce che solo la violenza generata
da una società altrettanto violenta ha fatto tacere.