Foto di Sergio Delle Cese


Foto di Piero Lucarelli

Fino al 2 novembre 2005 questo era il monumento a Pasolini all'Idroscalo di Ostia.
Non portava alcuna scritta o nome; era in cemento, ideato e realizzato dallo sculture Mario Rosati.
A lato vi era ancora una porta da campo di calcio. Nel pratone intorno, incolto e ridotto a discarica, pascolavano pecore e maiali.
"Pagine corsare" scrisse in una delle prime pagine del sito web dedicato proprio in quei giorni (1997) a Pier Paolo Pasolini:
«Fango, acquitrini, immondizia, sterpaglie, cemento divelto e totale abbandono; è questo il tributo che l'Italia dà a uno dei suoi
più importanti poeti civili? Non c'è una targa che ricordi che in quel luogo, immutato da vent'anni, fu soppressa la persona
e la poesia di Pier Paolo Pasolini; non c'è niente all'infuori del degrado e un brutto monumento di cemento grezzo.
È un luogo irreale, meta di chi non vuole dimenticare la voce che solo la violenza generata da una società altrettanto violenta ha fatto tacere.